Intervista a Silvana Stremiz, la poetessa del cuore

Una scrittrice che conosce le emozioni del cuore e le trasmette attraverso i suoi versi. Una donna che manifesta i suoi pensieri alternandoli ai flussi emotivi che la contraddistinguono. Colei che alterna prosa e versi ma che il pubblico ama definire poetessa. L’abbiamo incontrata, ci ha parlato di sé, raccontandoci del suo quotidiano e delle sue passioni.

Quando ha cominciato a mettere per iscritto i suoi testi e da cosa è stata ispirata?
Io ho iniziato a scrivere nel modo più casuale (a parte le classiche poesie scritte da ragazzina nelle pagine di un diario). In un periodo di dolore, se vogliamo di lutto, in un periodo anche di infortunio e in seguito di malattia, giorni in cui ero a casa dal lavoro impossibilitata a fare molte cose. Giorni in cui il dolore ti fa crescere dentro e vedere cose che non vedevi prima… giorni in cui entri in conflitto con te stessa…. Che sei quello che sei ma vorresti essere migliore. Ma ho iniziato dal web per poi renderli carta stampata iniziando con Aletti editore con La Vita con i Miei occhi, e Un tempo Chiamato Vita per Edizione del Poggio; cosi ha preso il volo un sogno che non sapevo mio e che mi riempie di tante soddisfazioni a livello umano.

Qual è secondo una scrittrice la differenza tra la prosa e la poesia? Quando si predilige l’una piuttosto che l’altra?
A questa domanda c’è la risposta classica che è: «La prosa è una forma di espressione linguistica non sottomessa alle regole della versificazione. Il concetto di prosa va considerato in opposizione a quello di poesia: esso infatti indica una struttura che non presenta l’ “a capo” del verso (regolato da norme metriche, esigenze ritmiche, volontà di espressione), ma procede diritta, completando il rigo ed usando l’ “a capo” solo per indicare una separazione non metrico-ritmica ma concettuale, tra sequenze non obbligate da vincoli formali». La mia opinione personale è che la poesia è l’arte di saper mettere in versi le proprie emozioni, non sempre rispettando una metrica precisa ma donando emozioni e provando emozioni. Io poi non sono una vera scrittrice … scrivo così, alterno poesia e racconti ma prediligo la poesia perché mi permette di lasciare in pochi versi la vita. I racconti li uso quando ho “da raccontare” laddove ci vogliono i dettagli, non solo le emozioni.

Chi sono, nella vita reale, i personaggi dei suoi racconti? Da dove trae spunto?
I personaggi sono in realtà la vita. La vita è l’unico vero personaggio dei mie racconti, che a volte porta un nome a volte un altro, ma è sempre lei, la vita, la protagonista di tutto. Poi c’é la storia di Anna nel mio ultimo libro Basta! Un urlo che squarcia il silenzio, che racconta di una ragazzina di 13 anni violentata all’interno delle mura domestiche da uno zio, negli anni ‘70. Una storia vera, il nome no perché non credo sia così importante dare un volto al dolore se non per i media. A volte bisogna celare i volti per evitare altre violenze, altri dolori più grandi ma parlarne nella speranza di combattere le crudeltà.

Perché sente l’esigenza di scrivere?
Non so se ne sento l’esigenza, forse è solo passione, la stessa passione con cui si vive la vita.

Chi è Silvana nella quotidianità? Come svolge le sue giornate?
Silvana nella vita quotidiana è un disastro: lunatica, testarda, imperfetta. Non le manda a dire spesso, anzi quasi sempre non sa tacere. Leale nelle amicizie. A volte schiva, a volte estroversa, un miscuglio di difetti ma sicuramente qualche pregio lo avrà anche lei. Lavora come tutti, legge, scrive e ama la vita.

Quali sono il suo libro e il suo scrittore preferiti?
Molti: Oriana Fallaci, Tiziano Terzani, Paolo Coelho , Barbara Brussa, Biagio Russo, Francesco Andrea Becca, Alda Merini. E poi Lettera a un Bambino mai nato (Oriana Fallaci), Cavaliere Mascherato (Barbara Brussa), Schiavi degli Dei (Biagio Russo) . Poi tanti tanti altri.

Che cosa vorrebbe tramandare ai giovani?
Rispondo con una dedica che ho lasciato nel mio ultimo libro: auguro loro di saper amare la vita anche quando la vita sembra che non li ami. Perché la vita è qualcosa di magico, è unica, un viaggio incredibile e “viaggiare attraversando la vita è qualcosa di grande”, auguro anche di sapere “cogliere” i momenti che contano davvero perché nella vita le cose che contano sono le persone che ami, i ricordi che lasci e quelli che ti porti dietro.

Maria Ausilia Gulino

Maria Ausilia Gulino

Teacher – Journalist