La crisi dell’editoria nazionale: allarme acuto

Il Consiglio nazionale, riunitosi a Roma, sentita la relazione del Segretario generale Franco Siddi la approva. La crisi, ormai ufficializzata, di gruppi di primo livello nel panorama dell’editoria nazionale come Rcs Mediagroup e Mondadori e di quotidiani come La Stampa e Il Corriere dello Sport, con la chiusura di decine di testate storiche e l’espulsione dalle redazioni di quasi un migliaio di giornalisti, rende evidente per tutti che un settore rilevante dell’industria italiana – cui sono legati beni pubblici come la libertà di informare ed essere informati e il diritto all’informazione – è arrivato a un punto di allarme acuto. Alla crisi economica e del settore si sono infatti sommati la scarsa lungimiranza degli editori, il ritardo nella definizione di strategie capaci di rispondere alle trasformazioni tecnologiche, palesi errori manageriali e investimenti sbagliati che oggi pesano in maniera insostenibile sui bilanci delle aziende. Si deve dunque parlare di un vero e proprio fronte di preoccupazione estrema sul quale occorre compiere atti di corresponsabilità importanti a tutti i livelli, a partire dalla politica che sembra invece, in questa fase elettorale, avere cancellato dalle agende qualsiasi progetto di intervento a sostegno di un settore precipitato, come tutto il Paese, in una crisi senza precedenti. Il momento richiede, invece, interventi indispensabili e urgenti come la riforma delle leggi dell’editoria e l’istituzione di un fondo pubblico valido almeno un triennio per l’innovazione e per la trasformazione industriale, la definizione di un welfare attivo del lavoro che consenta di gestire nella maniera meno traumatica possibile le uscite anticipate per la crisi, coniugandole con l’ingresso di professionalità giovani da formare con l’aiuto dell’esperienza di chi è a fine carriera. Ogni situazione di difficoltà ha una sua storia e merita una valutazione specifica, ma la preoccupazione e l’azione del Sindacato non possono che essere sempre e comunque finalizzate alla tutela delle testate, alla salvaguardia del loro valore all’interno del sistema dell’informazione, alla garanzia dei posti di lavoro minacciati dalla crisi e pure la protezione dei lavoratori autonomi. Nessun governo può immaginare che il rilancio dell’editoria possa avvenire solo per impulso delle parti. Il Cn ribadisce però anche la richiesta alla Fieg di aprire immediatamente un tavolo di confronto per affrontare con il massimo rigore l’esame della crisi nel suo complesso, prima di affrontare le singole richieste di attivazione di ammortizzatori sociali che arrivano dagli editori e che – al momento – non hanno un’adeguata copertura per garantire a tutti la giusta protezione sociale necessaria. Il Cn lancia dunque un appello al senso di responsabilità anche della Fieg perché venga trovato il coraggio di azioni comuni per un nuovo equilibrio di sistema, nel rispetto delle autonomie specifiche delle parti sociali e della dignità dei lavoratori.

Da: Assostampa FVG

Maria Ausilia Gulino

Maria Ausilia Gulino

Teacher – Journalist