Tempo di vivere, tempo di morire – Erich Maria Remarque

Seconda guerra mondiale, l’esercito tedesco è impegnato a combattere in Russia. Ernst Graeber, il protagonista di Tempo di vivere, tempo di morire (di Erich Maria Remarque), è un soldato della Germania nazional socialista, che si trova sul fronte russo, in attesa della licenza. Il romanzo descrive, con crudo realismo e un linguaggio semplice e toccante, la guerra attraverso la prospettiva di Graeber.
Graeber è un giovane dalla personalità lineare, leale e coraggioso e ha fede nella patria pur non essendo nazista. Ma la guerra è guerra; domina, corrompe e contamina tutto e tutti. Graeber uccide e vede uccidere, soffre e vede soffrire, in un massacro continuo dove ogni singolo diventa vittima e carnefice.

I soldati, suoi compagni logorati da lunghi e inconcludenti combattimenti fanno emergere gli aspetti caratteriali più duri e biechi. Delusi e prostrati perdono qualsiasi ideale e fiducia, sospesi tra la vita e la morte. Assaliti da paura e rabbia, in una situazione di pericolosa precarietà: da un momento all’altro possono cadere come birilli.

Il loro presente è un panorama spaventoso fatto di minacce, ordigni esplosivi e cadaveri insepolti, giovani imberbi (di amici e nemici) morti per la patria, divenuti pasto per cani.

L’insperata licenza arriva e Graeber ritorna in una Germania irriconoscibile, avvolta da un’atmosfera di timore e delazione. La popolazione civile guarda con riprovazione i suoi militari incapaci di difendere il suolo nazionale dai continui bombardamenti e dalle sconfitte.

Giunto nella propria città, Graeber, si guarda intorno smarrito. Tra le macerie dei quartieri distrutti, non riesce a trovare né la sua casa e né i genitori. Le SS spadroneggiano terrorizzando la gente avvilita dalla fame e dal dolore. Inizia a cercare amici e conoscenti, ma sono tutti scomparsi. Chi è morto sotto i bombardamenti e i sopravvissuti morti moralmente. La fame, il terrore e i lutti sono la quotidianità. Nel suo vagare incontra Alfons Binding, suo vecchio conoscente diventato kreisleiter delle SA, il primo gruppo paramilitare del Partito nazista.
Un uomo mediocre, incarnazione della “banalità del male”, che rinuncia alle proprie responsabilità, limitandosi a ubbidire, senza pensare, agli ordini ricevuti. Egli è uno dei tanti uomini, troppi, intenzionalmente inconsapevole nelle mani del potere nazista.

In quella devastazione materiale e umana Graeber riesce a trovare Elisabeth Kruse, una creatura moralmente viva, figlia di un amico di famiglia. I loro destini s’incontrano, il loro comune bisogno d’amore, in una Germania in crollo, li condurrà al matrimonio. In un clima di crescente drammaticità i due giovani riescono a vivere una breve parentesi di felicità. Subito dopo Graeber riparte per il fronte, rassegnato al suo ineluttabile destino. Il suo pensiero finale davanti a una piccola pianta è la speranza nel futuro e la forza della natura, indifferente alle scelleratezze umane.

La polemica contro l’autoritarismo si evince attraverso l’immediatezza delle immagini, senza aggiungere nessun commento nessuna opinione. Remarque, qui come in tutti i suoi romanzi, lancia con decisione e chiarezza un potente atto di accusa contro la guerra e i suoi insiti crimini.

Tempo di vivere, tempo di morire
di Erich Maria Remarque
Mondadori
Pagine 400
Prezzo di copertina € 10,00

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Maria Franze'

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