Tra anima e natura. Appunti di vita, di viaggio e… – Liborio Erba

I poeti, spesso, per scoprire le loro emozioni e i loro sentimenti, quelli che fanno vibrare l’anima, cercano il silenzio, quale onda di trasporto dell’armonia di ogni verso. Liborio Erba, poeta emergente, ha elaborato un diario poetico che racconta vent’anni di emozioni e di sollecitazioni alla sua vena artistica originata non solo dalla catarsi silenziosa dell’ispirazione ma anche dalle immagini, che passano sotto gli occhi come un film, in quel girovagare di ogni giorno che gli consente di vivere e di dare un significato alto alla sua vita.

Tra anima e natura” appunti di vita, di viaggio e… autore Liborio Erba, Editrice Edas, Messina, 2012 – prefazione Calogero Burgio, un libro di poesie che ti sorprende perché inizia col chiedersi: ”Ma in fondo, cos’è la poesia?” A questa domanda si potrebbe dare subito una risposta, dicendo qual è la tecnica di costruzione della poesia e asserendo, come sostiene Montale, che la poesia non è prosa, perché quest’ultima si sviluppa in senso orizzontale, senza badare alla metrica, mentre la poesia si innalza a livello verticale e nella sua brevità diventa lirica, oppure qualcosa che non trova una definizione precisa perché nasce dall’ispirazione improvvisa del poeta, senza essere pianificata e, quindi, programmata e costruita come in un progetto. Che cos’è dunque per Liborio Erba la poesia? Senza ombra di dubbio potremmo affermare “tutto ciò che lo circonda”, non solo materialmente e spiritualmente, ma per ciò che la materia e lo spirito rilasciano sotto forma di bellezza, di sentimenti, di attrazione o di ripulsa.

Valori universali spaziano nei suoi versi liberi, sciolti da ogni legame di rima, ma pregnanti del bisogno di libertà per se e per la prole, quella libertà che non nega a nessuno di sbagliare, 10, 100, 1000 volte, per poi innalzarsi con la compagna della vita e volteggiare come un aquila intorno al proprio nido, sublimazione rituale ma anche sacralità della famiglia che diventa, oggi, rivelatrice, di fronte alla profonda trasformazione che la pervade. Trapela un senso di paura in “c’era una volta” per i figli che non sognano più, come non sognano neanche i padri, “perché spesso fare il padre è più difficile che esserlo”, per quelle novità che generano voragine in quegli “occhi profondi sempre in guerra con la propria coscienza”. In questa “trama fitta della vita” vi è “la protezione” e la “dedizione” dell’amore di mamma, “che non è solo il sangue…che la spinge ad amare”. Liborio Erba si fa travolgere con accondiscendenza non solo dalle tematiche del focolare domestico ma anche dalla natura che si manifesta abbondante in una terra, come la Sicilia, il sole, quel sole che crea ombra e penombra, che lui guarda e osserva come il sub-conscio di se stesso, con il quale vuole scendere a compromesso perché quell’ombra scura non ha sembianze:

La parte oscura del più profondo io…basta sfiorarla…e risalire su.

Per un momento sorge il dubbio se l’autore di queste poesie abbia scelto i temi trattati in libertà o è la natura che lo circonda ad essersi imposta, plagiando pensieri che vivono in se stessa, generando la liquefazione di ricordi originari che si sublimano, purificandosi come in

non mi sono mai allontanato dalle tue piccole onde di serenità, sospinte da leggeri venti umidi, dalle tue nebbiose albe autunnali o dalle tue brezze estive.

Queste sono le sensazioni trasmesse dal lago del paese natio che l’autore cerca, perché ne ha necessità,

Perché il senso di pace e tranquillità che respira la mia anima, talvolta offesa dal presente, […]…ne abbiamo bisogno.

Se prima pervadeva il dubbio che la natura parlasse da sola, poi ci si accorge che l’”io” lirico del poeta si manifesta creando forme espressive nuove,

…io pescatore di sogni futuri, oltre l’infinito.

Il poeta si svincola dal presente, l’anima vola, si proietta in modo verticale, trasporta quella sensazione di pace che gli da il lago, in un futuro senza ritorno, verso l’infinito. A volte, in Liborio si coglie il timore, di non riuscire, attraverso la scrittura, ad esprimere compiutamente il sentire interiore come in Io non ho amici, e ritengo, non per colpa mia. Questo pensiero scaturisce da un “io” imperativo che si avvita su se stesso, senza trovare sbocco e, anche se si sente “canna di fucile”, rende più terribile la solitudine della quale forse, ha meno paura e timore di quell’ ambiente che non sa accoglierlo, anzi un ambiente che lo uccide.

La raccolta di poesie, Tra anima e natura, offre la possibilità al lettore di condividere momenti emozionanti, di un vissuto sciolto in due lunghi lustri, dove l’io narrante e lirico di Liborio Erba segue regole diverse da quelle in cui si è soliti esprimersi. I suoi versi assumono cadenza in una rima libera, che le conferisce una musicalità particolare, senza ritornelli, ma che da significato estensivo ad ogni emozione, dove l’assonanza delle parole è affidata al suono vocalico finale o alla consonante che la precede, mettendo in evidenza il piglio, nella ricerca del vocabolo più adatto, per esprimere con coraggio sentimenti ed emozioni che, spesso, le parole da sole non riescono a tirare fuori per intero dalla realtà interiore. Proprio per questo, all’interno di ognuno di noi, spesso, restano residui significativi, di sentimenti ed emozioni, dei quali sono necessari ulteriori rielaborazioni per essere comunicati in modo più autentico e completo. Io credo che l’animo poetico di Liborio Erba debba ancora rivelarsi del tutto e dare il meglio di se perché, se in questa prima opera primeggia tutta la fiducia in se stesso, mi aspetto nel breve che egli tiri fuori la fiducia nel prossimo, che nel tempo presente fa venir meno, non si sa se per sfiducia epocale oppure volontaria e cosciente, che vuole nascondere sentimenti ancora non maturi e, per questo, non decifrabili. Nel frattempo che il lettore assapora i versi di oggi io aspetto i versi che, son sicuro, verranno domani, la sua madre “ispirazione” lo esige perché coraggiosa, superando nel frattempo i suoi versi di “Millenni di parole: ma io, come posso dire a mia madre che ho paura?” E nel frattempo che Liborio trova il modo di dirglielo, sappi, da parte mia, che la paura è l’anticamera del coraggio.

Tra anima e natura. Appunti di vita, di viaggio e…
Liborio Erba
Edas editrice
Pagine 184
Prezzo di copertina € 12,00

Franco Santangelo

Franco Santangelo

Critico e Storico