Filippo Parodi: quando la testa è aspra

L’anima, si sa, è qualcosa di insondabile. E attorno ad essa si discute tanto non solo per capire qual è il suo motore ma anche e soprattutto per curarla quando è malata. Filippo Parodi è uno scrittore-filosofo che ha voluto mettere per iscritto alcuni problemi legati ad essa e che si ripercuotono poi nel corpo. Con il suo La testa aspra ci ha messo di fronte a delle realtà che in qualche modo riguardano tutti. Lo abbiamo conosciuto, e ci ha spiegato meglio cosa lega mente e corpo.

Come sono nati i suoi racconti?
I racconti che ho scritto sono nati dal rapporto tormentato che io vivo ancora oggi, ogni giorno, con il corpo e la mente. Ho pensato quindi di affrontare, se vogliamo sfruttare le mie difficoltà e i miei fantasmi, nell’intento di creare qualcosa che potesse essere condiviso anche dagli altri. Un po’ come fece a mio parere Giuseppe Berto, scrittore al quale sono molto legato, con Il male oscuro. Sono sempre più propenso a credere che le problematiche che pongo nel mio libro siano materia viva e attuale, tematiche universali.

Come nasce il titolo del suo libro?
Rincorrevo un titolo che potesse risultare un po’ anacronistico, che avesse un sapore vagamente anni Settanta e che poco ricordasse i libri che escono in questi tempi. La testa aspra mi è sembrata da subito una buona intuizione.

Secondo lei tra mente e corpo quale dei due predomina nella “normalità”?
La questione per me resta aperta. Forse, nel mio caso, potrei dire che a predominare sia il corpo, ma probabilmente ciò avviene solo ed in virtù dei meccanismi inarrestabili che produce e mette in atto la mente.

Che libri legge, quali i suoi preferiti?
Ultimamente leggo soprattutto libri di poesia, Pasolini e Ferlinghetti. Tra i libri che in passato ho amato maggiormente, cito Il Dottor Sax di Kerouac, Occhi di cane azzurro di Marquez, Il vangelo secondo Gesù Cristo di Saramago, Per le antiche scale di Tobino, La spartizione di Chiara, La mia vita nel bosco degli spiriti di Tutuola… la lista sarebbe infinita, è meglio che mi fermi qui!

Quale messaggio vorrebbe principalmente che i lettori percepissero dal suo libro?
Più che un messaggio, vorrei portare il lettore a compiere una riflessione; ma anche provocarlo, sconvolgerlo, metterlo in crisi. Ho idea che siano in pochi a soffermarsi, a meditare seriamente sulla complessità insita nella relazione che sussiste tra il corpo e la mente.

Chi è Filippo Parodi nella vita di tutti i giorni?
Nella vita di tutti i giorni Filippo Parodi è un uomo piuttosto metodico e organizzato, drammaticamente abitudinario. La mattina e il pomeriggio, con le dovute pause, sono dedicati alla scrittura e in gran parte alla promozione del mio lavoro: non riesco più a comprendere quel genere di artista o scrittore che delega e se ne sta barricato nella sua torre, in attesa che la fortuna gli piova dal cielo. La sera di solito esco, sento il bisogno di vagabondare, respirare, del contatto con la gente. Solitudine e compagnia: entrambe dimensioni fondamentali, per quanto mi riguarda.

Ha progetti futuri?
Da poco ho iniziato a collaborare con la rivista Ultrafilosofia, per la quale sto scrivendo una serie di nuovi racconti che mi appassionano moltissimo. Da questa esperienza, che si sta rivelando davvero preziosa e stimolante, non mi dispiacerebbe realizzare un secondo libro. Sì, un secondo libro di racconti, e perché no? Ho un romanzo che in effetti da parecchi anni mi bolle nelle vene, ma credo non sia giunto ancora il momento opportuno per riprenderlo in mano. Se c’è una cosa che ho imparato è mai forzare i tempi.

 

 

Maria Ausilia Gulino

Maria Ausilia Gulino

Teacher – Journalist