Il telefono senza fili – Marco Mavaldi

L’impressione iniziale è stata quella che si ha leggendo alcune opere di Stefano Benni, per esempio Pane e tempesta oppure Pantera, dove la scena è sovraffollata di personaggi, ai quali si presta un’attenzione “corale”, come se essi dovessero fare da corollario ad un contesto e non fossero importanti, presi ognuno per sé. Sarà per questo che Il telefono senza fili di Marco Malvaldi (Sellerio Editore, 2014) ha conquistato la nostra attenzione lentamente, quasi in sordina. Una volta però che la storia ha preso forma, ha catalizzato tutto il nostro interesse.
Da parecchie settimane fra i libri più venduti, questo romanzo ruota attorno all’arte del pettegolezzo da bar, alle dicerie più disparate che prendono vita e pretendono di acquistare autorevolezza, fra gruppi di persone che si frequentano quotidianamente in un luogo pubblico.
Aldo, Ampelio, Gino e Pilade, sono quattro arzilli vecchietti che frequentano il BarLume di Pineta, una cittadina balneare vicino a Livorno, colta in questa storia nel bel mezzo di una torrida estate. La briscola in cinque, Il gioco delle tre carte, Il re dei giochi e La carta più alta sono i quattro libri, scritti in precedenza da Malvaldi, che compongono la serie del BarLume in cui troviamo sempre gli stessi protagonisti.  Il “barrista” laureato in matematica Massimo, così come viene chiamato, con quel linguaggio vernacolare esilarante, che accompagna le battute dei protagonisti, fa sempre più fatica a tenere a freno i quattro ex ragazzi, improvvisati detective. Anzi, vede messo a dura prova il suo rapporto privilegiato con la commissaria Alice Martelli.

«Ora, Ampelio, secondo lei io mi metto a parlare del caso qui, al bar, di fronte a tutto il paese?».
«Come, tutto il paese? Ci siamo solo noi quattro». «Appunto» confermò la commissaria.

Da un po’ di tempo ormai a Pineta non avvengono più fatti criminosi e gli anziani “toscanacci” affrontano la loro “calma piatta” giocando a carte. Tutto cambia quando Vanessa Benedetti, moglie divorziata solo per motivi fiscali, scompare. La donna, di origini umbre, gestisce col marito Gianfranco un agriturismo che naviga in cattive acque. Dopo aver ordinato un grande quantitativo di carne, la donna, anziché correre a cucinare per i suoi ospiti tedeschi, svanisce nel nulla. Di fatto, i tedeschi pranzano al “Bocacito”, un ristorante gestito da uno dei pensionati, e questo basta per far scattare la loro fantasia: il marito, un “marcantonio” alto quasi due metri e dai modi poco amichevoli, l’ha uccisa e ha fatto sparire il corpo. Saranno solo inutili farneticazioni oppure nella faccenda c’è qualcosa di vero? Ma ecco che un cadavere, in effetti, compare. Atlante il Luminoso, un veggente al principio chiamato in tutti i modi più improbabili possibili, che aveva fatto una dichiarazione ad una emittente privata sul caso Benedetti, viene ritrovato morto. Subito ci si chiede: si tratta di omicidio, oppure il famoso cartomante si è suicidato?

Ha inizio un vero e proprio “gioco”, con un meccanismo che ricorda quello del telefono senza fili, a cui il titolo si riferisce. Si diffondono di bocca in bocca le più disparate dicerie, che sembrano farsi a poco a poco più concrete. Fondamentali sulla scena, sono rispettivamente la presenza della barista Tiziana, che con le sue forme procaci attira i clienti, e della commissaria Martelli, che molto credito dà alle ipotesi dei vecchietti del BarLume, e lascia intendere che fra lei e Massimo vi sia una forte intesa.
La tecnologia avanzata del web e telefonini di ultima generazione rappresentano la parte innovativa dell’opera, ma non vorremmo rivelare oltre.
Una storia ben scritta, divertente e ricca di colpi di scena, naturalmente grottesca nel suo genere, e quindi, come tale, va considerata. Sembra un giorno come tanti, a Pineta, microcosmo dove tutto inizia e tutto finisce. Una rocambolesca cooperazione però, al di là di ogni previsione, ha dato buoni frutti. Su tutto “vigila” in maniera assidua l’ironia dell’autore pisano.

I bambini giocavano, le mamme allattavano, i vigili multavano e i giornalisti esageravano: il tutto mentre gli impiegati pubblici, consci dell’importanza di avere un comportamento stabile e prevedibile al fine di far stare tranquilli i cittadini, non facevano una sega, come al solito.


Il telefono senza fili
Marco Malvaldi
Sellerio, 2014
Pagine 208
Prezzo di copertina € 13,00

Cristina Biolcati

Cristina Biolcati

articolista, scrittrice e poetessa