Serpenti – Daniel Krupa

Serpenti è il romanzo di Daniel Krupa, pubblicato dalla casa Editrice Italiana, Caravan, e tradotto da Vincenzo Barca; il cinque novembre giungerà sugli scaffali delle librerie italiane. Daniel Krupa, giornalista, nato a Berisso nel 1977, vive a La Plata, Argentina, è collaboratore di importanti testate giornalistiche dell’America Latina, ha pubblicato quattro romanzi e un altro è in fase di pubblicazione, per la prima volta questo suo libro viene presentato al pubblico italiano.
Serpenti è un romanzo ambientato nella provincia di Missiones tra il Paraguay e il Brasile dove i protagonisti, tre tardo-adolescenti, Seco, Fanta, (che ha la fobia dei serpenti) e Polonio, decidono di andare in vacanza nella fattoria di quest’ultimo. Il viaggio assume come significato, comune a tutti i giovanissimi del pianeta, il passaggio dall’adolescenza all’età adulta. Fanta, infatti, associa i serpenti dello zoo al luogo più strano dove ha fatto sesso, quasi a rievocare l’esperienza biblica di Adamo ed Eva che, spinti dal serpente, commettono il peccato originale.

Perché, fino a pochi minuti prima, il suo ritorno allo Zoo – oltre a rappresentare un metodo sicuro per risvegliare la sua avversione per i rettili – non era altro che la semplice riproposizione di uno scenario che Fanta evocava quando qualcuno gli chiedeva qual era stato il posto più strano in cui aveva fatto sesso.

Se si pensa che anche i cavalli hanno paura dei serpenti, quella ossessiva di Fanta, però, non è sufficiente a giustificare il suo atteggiamento di esacerbata autodifesa e di conservazione, come lo è quella del cavallo. Fanta non smentisce Freud, che associa simbolicamente il serpente al fallo, considerandolo come iI potere energico maschile, in quanto egli l’associa al  “posto strano in cui aveva fatto sesso”.  Il racconto è una esperienza soggettiva dei tre giovani, come quella di tutti gli altri adolescenti, ma proprio perché si tratta di esperienze universali, alle quali è difficile che un giovane possa sottrarsi, non posso esimermi dal discostarmi dell’applicare un metodo di giudizio duale, come “bello/brutto, buono/cattivo”.

Dal momento in cui tutto è recensibile e criticabile in letteratura, mi accorgo che recensire Serpenti, di Daniel Krupa, potrebbe essere riduttivo, riconoscendo invece efficace e più pregnante l’invito alla lettura, soprattutto da parte dei giovani, per indurli ad un piacevole confronto con il tema del libro medesimo e ottenere un giudizio più reale e comparativo, considerando che il narratore, estraniandosi dal narrato, lascia campo libero ai suoi personaggi e favorisce, così, un tête à tête con il lettore, come se si trattasse di un confronto.

Questo non deve portare alla conclusione della supposta convinzione che “così fan tutti”, nel considerare cioè, il passaggio adolescenziale nella dimensione adulti. Infatti, l’adolescenza è da reputare come passaggio naturale e obbligatorio, vissuto, però, in modo singolare e soggettivo. Se recensire significa porsi l’obbiettivo del confronto, il tema trattato, essendo in continuità a tante altre esperienze di giovani adolescenti, è da considerarsi “intertestuale” in quanto legato implicitamente ai modelli della stessa tradizione letteraria. Credo, quindi, che solo il ruolo del lettore possa promuovere l’originalità di questo racconto, facendo ognuno la propria piccola recensione, “ad personam”, riservandosi così il privilegio di guardarsi allo specchio, giudicando e giudicandosi. Per questo motivo invito a leggere il libro in quanto potrebbe far comprendere meglio che il passaggio dall’adolescenza all’età adulta comporta l’abbandono di molte paure, fra queste potrebbero esserci quelle verso i serpenti, la maggior parte dei quali, contrariamente a quanto si crede, ha paura dell’uomo.

 

Serpenti
Daniel Krupa
Caravan, 2014
Pagine 112
Prezzo di copertina € 9,50