Il pane carasau – Antonella Serrenti e Susanna Trossero

In questi ultimi tempi si parla tanto di alimentazione, dei valori nutrizionali, e quanti benefici apporta al nostro organismo. Il re della tavola è da sempre stato il pane, che accompagna le pietanze rendendole più gustose, ma soprattutto “complete”. Quante funzioni ha il pane? C’è tutta una filosofia dietro a questo speciale alimento, che ha attraversato secoli della nostra tradizione culinaria. Come in tanti sappiamo ha le proprietà di saziare l’organismo, ma anche di accompagnare antipasti e secondi piatti (i cosiddetti “companatici”). Ha inoltre la capacità di diventare un ingrediente prezioso per creare nuove pietanze. Da poco nelle librerie è presente il testo Il Pane carasau, che ripercorre tutte le tradizioni, le riflessioni di una vita familiare tipiche della Sardegna: un attento lavoro che riporta le sue origini e la sua storia, intrisa di memoria e tradizione isolana. Antonella Serrenti e Susanna Trossero,  attraverso le fonti, rivangano il valore storico e sociale di questo alimento all’interno della famiglia, individuando ingredienti e metodi originali e alchemici di preparazione, svelando alcuni dei misteri che si celano dietro al gusto originale che soddisfa il palato.

È nostro desiderio parlarvi di un antico pane tipico sardo, composto da semplici ingredienti quali una manciata di farina lavorata senza l’utilizzo del lievito di cui abitualmente facciamo uso, e schiacciata a lungo per ottenere uno spessore incredibilmente sottile; attualmente accompagna cibi, stuzzichini e salse anche nella Penisola e risulta essere molto apprezzato dai “continentali”: si tratta del pane carasau, conosciuto anche con il nome di carta da musica – nome attribuitogli dai sardi – per via delle sue sottilissime sfoglie e del suono che producono grazie alla loro tipica croccantezza.

Un testo comprensivo di ricette utili con questa materia prima dagli antipasti ai primi e ai secondi piatti, ma soprattutto di racconti, del focolare domestico e dei pastori che viaggiavano (a piedi) per portare fuori il gregge, la cui dura vita solitaria era caratterizzata da pane e pensieri.

Per questi infaticabili uomini, occorrevano cibi che resistessero allo scorrere delle giornate e a qualunque temperatura: il pane carasau non perdeva di certo la sua fragranza, non ammuffiva, era resistente, essenziale per quel duro tipo di vita.

Questo libro non è un classico ricettario, ma ripercorre le testimonianze storiche e sociali di un vero e proprio stile di vita legato al pane sardo, suscitando pensieri malinconici dei tempi ormai andati che però per alcune famiglie ancora esistono, perché amano sentirsi legati ai sentimenti armonici che rilasciano atmosfere diverse e più autentiche dai prodotti industriali che molti di noi propongono a tavola.

 

Il pane carasau. Storie e ricette di un’antica tradizione isolana
Antonella Serrenti e Susanna Trossero
Graphe.it, 2014
Pagine 120
Prezzo di copertina € 7,50