Il Fioraio di Monteriggioni – Cristina Katia Panepinto

Il passato che ritorna, sentimenti mai dimenticati, scoperte incredibili: questo accade al Pm Amedeo Cantini a cui viene assegnato un caso di assassinio. Il protagonista del giallo di Cristina Katia Panepinto, Il Fioraio di Monteriggioni, ambientato in Toscana, si trova a dover affrontare una ferita ancora aperta, causa persino del fallimento del suo matrimonio. Una ragazza viene trovata morta presso un cassonetto. Si tratta della figlia della sua ex, che non ha mai dimenticato e che ha sempre amato, ma che è morta suicida in giovane età. Purtroppo la questione si complica perché psicologicamente, essendo emotivamente coinvolto, è debole.

Non la smetteva di piangere. Poco prima di cedere al sonno, mi sussurrò che era un peccato non esserci amati perché, se fosse accaduto il peggio, avrebbe almeno potuto vivere nell’illusione. Sul momento non mi fu chiaro cosa intendesse e pensai fosse solo parte del suo vaneggiamento. Solo molti mesi dopo, quando Virginia mi informò della sua gravidanza, mi sorse il dubbio che avesse fatto qualcosa di cui si era pentita e che a ciò fosse legata la follia di quella notte.

Un racconto un po’ insolito, dove non mancano intrecci familiari, con tanto di depravazione e risvolti emotivi “marci”. L’esordio della Panepinto è ricco di dialoghi, affida la storia direttamente ai suoi personaggi, con poca narrazione. I sentimenti più cupi offuscano e celano la bellezza che in qualche modo c’è stata nei rapporti d’amore, ma quando il giallo sta per risolversi una nuova nube torna nella realtà.

Fa spavento pensare come un essere tanto amato possa catalizzare tutto l’odio che in realtà si prova per se stessi. In quel momento la odiavo perché una lettera mi aveva rivelato chi era veramente e non avrei mai più potuto vivere il mio amore con lei. La odiavo perché era l’incarnazione di una colpa orrenda, perché la sua stessa esistenza era il frutto della mia inettitudine, della mia abitudine a tapparmi gli occhi per ragioni di comodo. Sì… odiavo lei quanto odiavo me stesso.

Rancori, intrighi, meschinità e tanto altro riaffiora in questo romanzo, presentato come una specie di giallo “rosa” ma che ha tutte le carte del classico thriller all’italiana dove i mostri possono essere anche i pensieri di chi compie le azioni. Ricco di suspense, strane coincidenze e aspettative il testo soddisfa i lettore e lo mette in guardia dai pericoli che nella vita sono opera solo di persone in vita.

 

Il Fioraio di Monteriggioni
Cristina Katia Panepinto
Lettere Animate, 2015
Lunghezza stampa 185
Prezzo di copertina € 0,99

 

Maria Ausilia Gulino

Maria Ausilia Gulino

Teacher – Journalist