Il mondo omologato dei giovani: intervista a Paolo Cammilli

È stato un grande successo Maledetta Primavera, e adesso con il secondo romanzo, Io non sarò come voi, si è guadagnato un posto in prima fila tra le librerie e le classifiche dei libri più letti. Paolo Cammilli, un giovane dal talento della penna, ha posto ancora una volta l’attenzione verso il mondo contemporaneo dei giovani, e in quest’ultimo caso al disagio che spesso loro comporta. Lo abbiamo incontrato, per chiarirci le tematiche affrontate nel suo ultimo lavoro.

Cosa pensa dei giovani di oggi?
I giovani di oggi sono tendenzialmente assuefatti al principio di omologazione. Sempre più simili fra loro, subiscono il modello vincente all’interno del gruppo a sua volta influenzato dagli stereotipi dalla manipolazione mediatica.

Nel libro si avverte la voglia di riscatto: a cosa è dovuto?
Il riscatto si sente nell’aria. La vita di ognuno è sempre più esposta alle vessazioni, lavorative, familiari, sociali e alla tacita accettazione delle piccole e grandi prepotenze quotidiane. Il riscatto è l’unica forma di vita che mi viene in mente, l’unica via d’uscita.

Si parla di meschinità: come mai questa voglia di parlare del lato negativo?
Si parla anche di meschinità, soprattutto per utilizzarla come mezzo di contrasto per illuminare i sempre più rari slanci di coraggio. Purtroppo la regola consiste nell’attesa di qualche colpo basso, l’eccezione è un gesto di amicizia, di generosità.

Nella vita di tutti i giorni secondo lei prevale il male o il bene, perché?
Prevale il male, perché ci vuole meno coraggio, perché invidiare è più semplice che gioire e magari prendere spunto dai successi altrui, perché i deboli sono al traino di chi non opera il bene.

A parte l’amore, cosa può salvare il mondo, oggi?
Il coraggio. Fabio Arricò. Comprendere (come mi disse un giorno un lettore), che nella vita non bisogna fare ciò che conviene, ma ciò che costa.

Maria Ausilia Gulino

Maria Ausilia Gulino

Teacher – Journalist