Siamo liberi – Elena Sacco

È uscito il 15 ottobre 2015 il diario di viaggio della milanese Elena Sacco, edito da Chiarelettere. Dopo una lunga carriera come pubblicitaria e aver portato al successo la sua agenzia di Milano, la donna lascia tutto e, insieme al marito Claus e ai figli – Nicole di sette anni e Jonathan appena nato – affronta Atlantico e Pacifico, su una barca a vela di dodici metri, viaggiando attorno al mondo e giungendo fino in Polinesia.
È il 18 novembre 1997 quando Elena parte, un anno dopo aver rischiato la vita in un pauroso incidente stradale. Nonostante i figli piccoli, lascia l’Italia sulla scia dell’entusiasmo del compagno, da sempre un “leone in gabbia”: un uomo molto attivo ed irrequieto, che considera Milano una prigione grigia ed inquinata.

«Io penso di aver capito perché sei partita: per paura. Sì, penso proprio che tu abbia affrontato la paura di perdere Claus se non l’avessi seguito» …. «Se fosse solo questo allora avrei usato i figli come scudo, mi sarei tenuta aperta l’agenzia e non avrei mandato tutto all’aria: avevo armi sufficienti per costringerlo a non partire per questo viaggio» obietto stando al gioco.
«Ma tu non volevi solo che lui restasse, tu volevi il suo rispetto».

Credo sia questo il fulcro del romanzo, insieme alle ragioni che spingono una donna, che soffre il mal di mare, a trasferirsi con la famiglia a vivere su una barca. In queste pagine Elena apre il suo cuore e racconta dei paesi lontani che ha visitato – Martinica, Cuba, Panama, Polinesia -, dei popoli che ha conosciuto, coi loro usi e costumi e le tradizioni di cui vanno più fieri. Lei è una donna che ha imparato a parlare il linguaggio del mare e a pensare in modo pratico. Che ha avuto paura di finire con la barca contro un container alla deriva oppure contro una balena addormentata.

È colei che ha visto pesci rari e colorati, barriere coralline e spiagge da sogno; così come squali affamati e tempeste talmente violente da dare l’impressione che tutto venga spazzato via dalla forza del mare. Ma soprattutto, a questo lungo “viaggio reale” – in giro per il mondo, che avrebbe dovuto durare tre anni e invece si prolunga per sette -, si contrappone il “viaggio interiore” di una milanese che, tutto sommato, amava la sua vita di prima, e che sa riconoscere la tristezza negli occhi dei suoi figli. Nicole prova nostalgia per la scuola e per le amiche che ha lasciato in Italia; Jonathan è cresciuto solo, come un piccolo selvaggio, senza potersi mai confrontare con alcun coetaneo.

E il “miracolo” di questa donna, alla ricerca di se stessa e che a poco a poco diviene sempre più consapevole, sta tutto qui: prendere dal viaggio quello che è possibile e farne tesoro, così come riuscire a comprendere che esso deve finire e lei fare ritorno a Milano. Perché ad un certo punto il viaggio di Elena si completa, e lei si rende conto di stare vivendo un’esperienza che non le appartiene più, e che è invece il viaggio esclusivo di Claus. Forse anche il loro rapporto è terminato da tempo, ma è difficile ammetterlo e prendere una decisione. E così Elena ritorna a Milano, coi figli, contro il parere di Claus e di quello di amici e parenti che ormai si erano abituati a quel “colpo di testa” avvenuto anni prima. Nessuno infatti vuole accettare l’idea che la coppia perfetta, con la sua famiglia perfetta, si separi.

“Partire per poi ritornare”, questo è il messaggio che il libro ci lascia. Tornare a Milano dopo anni di assenza e ricominciare tutto da capo, a quarantacinque anni, con le difficoltà che ne conseguono, si rivela difficile per Elena. E con quella grande “colpa” di avere infranto il sogno del marito e di essere responsabile del futuro dei figli.
“Siamo liberi” è il racconto di sette anni vissuti in barca, con destinazione il mondo, scritto da una “barcalinga” e donna coraggiosa. Una volta tornata, Elena Sacco ha compreso che è la normalità la più alta forma di trasgressione odierna.
Partire e mollare tutto sembra un gioco da ragazzi, che tutti potremmo, in teoria, fare. Ma quanti di noi saprebbero poi fare ritorno a casa?
Un dubbio che rimane aperto. Un libro consigliatissimo, scritto con una prosa ineccepibile. Una lettura avvincente e davvero molto piacevole.

«Siamo liberi». Una frase che ho pronunciato centinaia di volte lasciando un ormeggio, usata dai marinai di tutto il mondo e di tutti i tempi per indicare a chi sta al timone che nulla più trattiene la barca a un punto fermo, e niente collega il suo equipaggio agli individui terreni.

 

Siamo liberi. Sette anni barca e l’avventura del ritorno
Elena Sacco
Chiarelettere, ottobre 2015
Pagine 304
Prezzo di copertina € 16,00

Cristina Biolcati

Cristina Biolcati

articolista, scrittrice e poetessa