Chi di noi – Mario Benedetti

Esce domani per la casa editrice Nottetempo un libro leggero e acuminato come un amo da pesca, ma una pesca pericolosa e vasta quanto le profondità complesse e meschine, deterministiche o splendidamente casuali della psicologia umana, o meglio, della psicologia  dell’amore. Il primo romanzo di Mario Benedetti, scrittore sudamericano figlio di immigrati italiani che conquistò negli anni ’60 la fama letteraria grazie al romanzo La Tregua (Nottetempo 2014), è uno scandaglio paziente, lucido sino alla demistificazione, della dinamica di un triangolo amoroso. Chi di noi, domanda senza rispondere il titolo: chi di noi, Miguel, che scrive in prima persona un diario in cui «punisco la mia mediocrità con una testimonianza personale e oggettiva», Lucas, colui che «non è mai stato un oratore brillante, semmai un brillante silenzioso», o Alicia, questa «donna forte, di una fermezza – e questo mi colpì – non causata dal dolore», ma «diventata forte da sola, come se l’attenta osservazione della sofferenza altrui le fosse bastata per crearsi delle difese»?
Chi di noi, ovvero chi di loro. La storia è semplice, imprevedibile la geometria che prende forma attorno alle tre voci narranti – Miguel attraverso un diario, Alicia attraverso una lettera, Lucas attraverso un racconto –, e sorprendente la prosa, uno sciogliersi e serrarsi di riflessioni, confessioni, osservazioni, che si stringono talvolta in massime paradigmatiche, in movimento dal dato biografico e spicciolo all’universale.

Che altro avrei potuto essere? So che questi interrogativi non mi porteranno a niente, ma credo sinceramente, anche se non capisco del tutto perché, che l’unica cosa che va oltre la mia banalità è proprio ciò che potevo essere, e non sono.

Tre solitudini non troppo rumorose, senza redenzione, iniziate ai tempi del liceo e proseguite anche dopo il matrimonio di Miguel e Alicia. Lui vorrebbe lei, lei lo accetterebbe per com’è, l’altro rimarrebbe fuori se non fosse trascinato dentro dall’inettitudine del primo, che riconoscendosi inferiore sembra architettare con ostinazione il fallimento della propria vita sentimentale.

Capisco come questo sia, probabilmente, solo un sintomo della mia più grande lacuna: la mancanza di ambizione, e anche di invidia.

A parlare è Miguel, la cui mancanza di pudore nell’esplorazione della propria interiorità ci mette quasi a disagio, facendoci pensare più a un bisogno inveterato di autocompassione che al coraggio di uno che si espone.

Martín non mi sorprende mai. Non è molto intelligente, né sensibile, e si godrà la vita senza problemi, senza rendersi conto della sua insignificanza, e questa è una variante, forse l’unica possibile, della felicità,

dice del figlio, e chissà perché ci spalanca in un accenno tutto il Novecento, echi, voci, persino di uno Zeno, col quale condivide gli stessi meccanismi mentali che portano ambedue i personaggi nelle braccia di un’amante semplice, unica maniera di sentirsi un po’ padroni di se stessi.

Inquietante l’incursione nella psicologia di Alicia, che trasfiguravamo per averla guardata solo attraverso gli occhi di Miguel e di Lucas, e inevitabile, anche se amarissima da digerire, la “versione” di Lucas: incastri di vissuti, ribaltamenti del punto di vista che si completano e si smentiscono, moltiplicando in un gioco di specchi la percezione del reale.
Benedetti mostra tutto senza esserci, le piccolezze, i lampi di improvvisa consapevolezza, l’assurdo potere coercitivo che può avere un equivoco, il condizionamento di un momento, una rinuncia quando si doveva prendere, un incaponimento quando si doveva lasciare.

Di sicuro la vita – quant’è indecente chiamarla così, come se fosse una divinità, come se racchiudesse un significato esoterico e non fosse quello che tutti sappiamo: una ripetizione, una noiosa ripetizione di dubbi, volti, desideri!

Di sicuro la vita – dicevamo – è molto più di questo… o molto meno?

Eravamo soltanto una conferma del fatto che il mondo è un vicolo cieco, una truffa senza regole, un eccessivo e selvaggio caos.

Certe storie senza uscita, certe storie senza veli sprigionano un enorme potere di riflessione, riflettono se stesse innanzitutto, e noi, noi che troviamo nelle parole di un maestro inesauste chiavi di lettura.

 

Chi di noi
Mario Benedetti
Nottetempo, 29 gennaio 2016
Pagine 128
Prezzo di copertina € 12,00

Teodora Dominici

Teodora Dominici

Articolista, collaboratrice editoriale free-lance e scrittrice in pectore