Linda Bertasi: conoscere per narrare

La ricerca è la costante palestra per il lavoro di scrittore. Non si scrive infatti per raccontare un evento, ma per interiorizzarlo e renderlo al pubblico con una mediazione importante, preparata, frutto di una ricerca appunto. I romanzi di Linda Bertasi nascono così, si “pregnano” di storia per narrare gli eventi e delineare il carattere dei personaggi. L’abbiamo incontrata.

Ha scritto diversi libri, a quale è più legata? Quali personaggi ha interiorizzato meglio?
Difficile scegliere tra le proprie “creature”. Sicuramente sono legata al primo romanzo Destino di un amore, un autore non dimentica mai da dove è partito. Per la mia passione per la Storia sceglierei anche il romanzo storico sentimentale Il Profumo del Sud, ma in ognuno dei miei cinque romanzi c’è una parte di me: racchiudono le mie passioni, chi in un modo, chi in un altro. I personaggi vengono a trovarmi e io mi limito a descriverne azioni e pensieri, la considero da sempre una specie di magia. Anche qui, se devo scegliere, direi che il personaggio che mi ha fatto battere il cuore è sicuramente Justin Henderson, protagonista maschile de Il Profumo del Sud. Quella più facile da descrivere, forse, è stata proprio Francesca per la sua umanità e per la fragilità nel compiere gli errori. Chi di noi non sbaglia almeno una volta nella vita?

Oggi il mondo editoriale è cambiato, gli scrittori poco conosciuti non sono sempre accolti dalle case editrici, quale è stato il suo iter e cosa pensa della possibilità dell’autopubblicazione?
L’editoria è cambiata e ora punta molto sul digitale, quindi sono favorevole all’autopubblicazione e due dei miei romanzi sono tuttora in Self, dopo un trascorso con editore. La considero un’opportunità ma anche un dovere: i Self sono soli, non sono protetti da una Ce, devono pensare all’editing, alla cover, alla sinossi, il testo deve essere presentato al meglio e non dimentichiamo la promozione. Io consiglio il Self agli autori che non sono esordienti, ma che hanno già almeno un’esperienza con Casa Editrice. Saranno meno inesperti e più consapevoli dell’iter da seguire per favorire il proprio romanzo. Io ho iniziato nel 2010 e i miei romanzi sono stati tutti pubblicati con editore, oggi come oggi mi piace avvalermi di una casa editrice ma sono consapevole che il Self non è da scartare e ho voluto provarne l’esperienza.

Il suo libro e scrittore preferiti?
Difficile sceglierne uno solo. Sono un’amante di Jane Austen che considero mia “Musa” e sono cresciuta leggendo Shakespeare e Tolstoj. Tra i romanzi che venero c’è senza dubbio Ragione e Sentimento e, per avvicinarci più ai giorni nostri, sicuramente Il Cavaliere d’Inverno della Simmons.

Il libro nel comodino di questo momento?
Diversi, non leggo mai un solo romanzo alla volta, a causa del mio lavoro di Blogger. Ora sono alle prese con L’enigma del Battista di Lorena Marcelli che mi sta appassionando molto e Gli innamorati di Sylvia della Gaskell.

Un consiglio per i suoi lettori che vorrebbero diventare scrittori?
Fare gavetta, tanta gavetta; ascoltare le critiche anche quelle più spietate, vi aiuteranno a crescere; essere umili e non sentirsi mai arrivati. Come diceva un Grande Autore: “Se ti chiedi se sei uno scrittore, forse lo sei davvero!”

Progetti futuri?
Al momento sto lavorando a un romanzo storico ambientato in una zona dell’Inghilterra molto suggestiva, è una storia che mescola mistero e romance, sull’impronta di Jane Austen. In cantiere ci sono altri due progetti corposi che mi richiederanno molta ricerca: un romanzo storico su Anna Bolena, figura che stimo da sempre, e uno sulla mia città Ferrara che riguarderà una leggenda risalente al Medioevo.