Una giornata dall’aria antica – Antonella Serrenti

Storie di umanità, di pensieri riguardanti la guerra, che prende il nome di missione di pace, sono quelli dell’autrice Antonella Serrenti, una madre che per pura fortuna ha potuto vedere suo figlio tornare a casa. Ricorda, nel suo libro, Una giornata dall’aria antica, tutti gli «attentati di Nassiriya», dove i nostri soldati italiani hanno perso la vita in Iraq, durante quella che veniva chiamata Operazione Antica Babilonia. I racconti fanno riferimento ai tragici eventi di quel periodo, sotto ogni punto di vista: il primo è quello di un nonno che ricorda quando ha combattuto in guerra, nelle trincee, memoria venuta alla luce perché il nipote, mantenendo la tradizione di famiglia, quella di essere soldato, va in missione in Afghanistan; il secondo è narrato dal punto di vista di un bambino, il cui padre deve partire in missione, lasciandolo da solo, insieme alla madre e alla sorellina piccola; un altro ancora viene raccontato da un ministro, che deve trovare le giuste parole per le morti dei soldati italiani; e uno degli ultimi si fa portavoce di chi in Iraq ci vive e crede nel valore della guerra.

«Mi viene in mente che la solitudine secondo me ha questo colore. È il colore di una sensazione. O il colore del silenzio innaturale».

Ogni racconto lascia amarezza, specialmente quando quelle vite vengono all’improvviso interrotte, in nome di qualcosa di ingiusto e poco corretto.
Ma malgrado qualche lacrima di commozione, pensando al Natale di quelle famiglie che ancora oggi soffrono la mancanza dei loro figli, mariti o papà, un respiro di sollievo viene fuori perché il figlio dell’autrice ne è uscito indenne, malgrado la paura.

Forse è quest’ultima parola impronunciabile che funge da filo conduttore, la paura di non rivedere più i propri cari, quella stessa che oggi tocca a te e domani può toccare a chi la vive. Il figlio della Serrenti è tornato a casa, senza raccontare nessuna atrocità subita, con uno sguardo a volte assente, e con una parte di sé, quella che alla partenza provava speranza, per una promessa missione di pace, rimasta in quella terra, ormai spenta, in cui niente tornerà come prima.

«Non so esattamente quando, ma un giorno decisi che i ricordi non mi piacevano. È come strapparsi la coscienza a piccoli pezzi. Un patimento inutile».

Il libro, intriso di tanti sentimenti, riprende il periodo che va dal 2003 al 2008, con dettagli storici e sociologici dell’Antica Babilonia, oggi una terra in mano a gente troppo individualista, che vede nella donna una persona da sottomettere e imprigionare. Uscito lo scorso 12 novembre 2016, in occasione della strage di Nassiriya e impregnato di parole emozionanti, questo testo rende il lettore empatico nei confronti di chi quella paura di non farcela l’ha provata e oggi teme ancora di riprovarla.

 

Una giornata dall’aria antica
Antonella Serrenti
Graphe.it, 12 novembre 2016
Pagine 112
Prezzo di copertina € 9,90
Prezzo ebook € 4,49