Fiorella Corrado: le donne di oggi

Mercoledì 21 dicembre presso il ristorante il Ciocco a Tivoli in via Ponte Gregoriano è stato presentato il libro Rosa Carne di Fiorella Corrado. Presente all’incontro il Sindaco Giuseppe Proietti che ha ringraziato le organizzatrici per i valori a cui si ispira questa manifestazione e a cui dovrebbe ispirarsi tutta la comunità e detto che il libro è uno spaccato che individua alcuni simboli dell’attuale condizione. A mediare la presentazione l’avvocato Elisabetta Gentile che da sempre si occupa di donne e delle situazioni di fragilità in cui queste si possono trovare nel mondo del lavoro e che ha ribadito che questo libro mette in risalto una figura di donna autonoma e indipendente, ma sola perché per lei come si può leggere in alcuni racconti il sacrificio per avere una famiglia è troppo alto. Per il nostro giornale ho intervistato la stessa scrittrice.

Come nasce l’idea di scrivere questi racconti?
Volevo raccontare le relazioni di oggi tra uomini e donne, che ormai sfuggono a qualunque schema precostituito e sono in costante cambiamento. Il libro ruota intorno alla seguente domanda: ma davvero tutto quello che oggi le donne vogliono è trovare un marito? La risposta è arrivata scrivendo. «Il matrimonio non ci interessa. E forse non abbiamo nemmeno più bisogno degli uomini. Ve la dico tutta: le donne oggi possono essere autosufficienti, persino dal sesso». Tuttavia, attenzione. Rosa Carne non è Sex And The City, da cui racconti le quattro amiche newyorkesi escono trionfanti, comunque vada (e per questo  forse in realtà non hanno rappresentato mai nessuno). Le mie donne sono perdenti, fin dall’inizio, perché vittime della loro stessa onnipotenza.

Tre aggettivi per descrivere la donna di oggi?
Immensa. Feroce. Eternamente delusa.

Chi sono queste eroine moderne?
Sono donne perennemente in bilico tra autonomia e solitudine. Donne che vogliono essere Miranda Priestely e pure un po’ Mary Poppins; donne emancipate che fanno pilates ma poi non sanno nulla di come tenere in braccio un bambino; donne che usano gli uomini come un accessorio qualsiasi, tipo Barbie con Ken; donne che cercano la favola, il principe azzurro e il messaggino della buonanotte ma che poi una volta tutte sole nel letto sognano soltanto guardando ‘youPorne’.

Una frase del libro a cui è più legata?
«La cosa peggiore dell’uomo che frequentava era il suo anonimato professionale. Digitandone il nome su google, disse Carla buttando fuori con la bocca il fumo appena inalato, la ricerca non aveva prodotto alcun risultato».

 Tre aggettivi per descriversi?
Volitiva. Sincera. Estremamente ironica.

Progetti futuri?
Ho messo mano alla stesura di un nuovo libro. Un romanzo di formazione, ambientato alla periferia di Napoli, con al centro ancora una volta una storia di donna.

Claudia Crocchianti

Claudia Crocchianti

Giornalista pubblicista e scrittrice