Il cuore è una porta – Silvia Di Luzio

Ormai da anni viviamo in un momento storico importante. Sia scientificamente che spiritualmente siamo avviluppati da un significativo cambiamento epocale, che sta creando con sempre maggior vigore e velocità le basi per una nuova umanità. Chi è amante di Astrologia sa che il 2017 è l’anno del cuore, l’anno della coerenza, e a me è capitato questo libro tra le mani: Il cuore è una porta, di Silvia Di Luzio, un’affermata cardiologa e sensibile ricercatrice.  

Che cos’è la coerenza cardiaca? In semplici parole è l’equilibrio tra i pensieri e le emozioni, è un sano e nutriente dialogo tra il cuore e il cervello. La possibile storia d’amore tra Amore e Psiche capace di assumere la più bella delle forme. Certo, per essere coerenti occorre aver cura di sé stessi, con maggior forza quando insorge un problema di salute. Noi siamo i primi responsabili di ciò che viviamo e non è sufficiente rivolgersi a un medico e prendere dei farmaci. Cos’è, dunque, la vera cura? Cosa significa essere un bravo medico ma anche un buon paziente?
Questo libro, scritto con un linguaggio semplice e intenso, mostra un volto più vero della Medicina, della cura e del suo significato, del rapporto tra medico e paziente, che prevede un approccio più profondo, basato sul rispetto e la fiducia reciproca, dove il medico accoglie, sostiene e ascolta il paziente, e dove il paziente si sente compreso, sollevato e rincuorato. Inoltre, evidenzia, anche attraverso la narrazione/documentazione di singoli casi, che il lavoro svolto sull’aspetto emotivo e spirituale dell’essere umano si è palesato totalmente vincente, dimostrando che l’autoguarigione, o la cosiddetta guarigione miracolosa, è un fatto reale.

«Esistono diversi metodi di guarigione chiamati creativo/spirituali, basati su un concetto alquanto semplice e universale: “La tua fede ti ha guarito”, come Gesù stesso ricordava ai miracolati; la semplice fede dell’individuo può creare le condizioni per la guarigione».

Ci si rende sempre più conto che la medicina convenzionale non basta a sé stessa poiché non potrà mai essere una scienza esatta se non viene integrata alla componente emozionale e alla Spiritualità; non basta una prognosi per decidere l’andamento di una malattia. Il cuore è un varco a cui è necessario offrire il pieno rispetto e la massima attenzione e dal quale apprendere come fedeli seguaci. Sappiamo tutti – e se non lo sappiamo lo percepiamo – che l’unico nostro autentico Maestro è da sempre il nostro cuore e che esso è il Sacro contenitore (Sacro Graal) delle nostre emozioni e che quest’ultime comunicano con il nostro corpo che a sua volta trasmette la qualità o meno della sua salute, ossia della nostra salute. Nel mito dei Veda si dice che la cosa più preziosa è nascosta nel posto più sicuro, nel posto il cui l’uomo difficilmente è capace di trovarla. E se fosse vero che tutto ciò di cui abbiamo bisogno, la nostra intera e integra umanità fosse tutta lì, nel nostro cuore?

È proprio per questa ragione che si parla sempre più spesso di “focalizzazione del pensiero”, di “pulizia interiore” e dell’importanza della fiducia in sé stessi, per eliminare ogni residuo che oscura e che non lascia entrare la luce. Le antiche cure, infatti, quelle che chiamiamo olistiche (dal greco olos, tutto, intero) mettono in moto dei processi che creano l’equilibrio fisico-psichico-spirituale dell’essere umano, anche per mezzo della musica, della poesia, della ginnastica e del sonno sacro.

In questo testo il cuore è il protagonista che si fa rappresentante della vita nei suoi tratti perfetti e costantemente creativi della comunicazione sia su un piano individuale che collettivo. Il cuore si fa coscienza intima che ci permette di ritrovare la nostra totalità, che si unisce al resto dell’umanità e dell’intero universo, perché, come ricorda Leonardo Boff «Il corpo è un ecosistema vivo che si articola ad altri sistemi più ampi. Apparteniamo alla specie homo che appartiene al sistema Terra che a sua volta fa parte del sistema galattico e del sistema cosmico» e il cuore è il punto d’incontro tra noi e il Tutto. Capite cos’è quest’organo che ci tiene in vita? Ne capite l’Essenza? Lui è il nostro regale Linguaggio, la nostra autentica nobiltà d’essere.

Per secoli il cervello è stato il solo e unico protagonista dell’umanità. Adesso sappiamo che il nostro primo cervello è il cuore, composto da circa quarantamila neuroni, e che è il più potente generatore di energia elettromagnetica che pulsa nel nostro corpo, che il suo campo magnetico è cinquemila volte più potente rispetto a quello prodotto dal cervello e che le sue vibrazioni (ossia stati emozionali o informazioni) possono essere trasmesse o ricevute da o ad altre persone, e che più è forte lo stato di coerenza psicofisica di un essere umano, maggiore è la sensibilità alle informazioni contenute nel campo elettromagnetico che lo circonda. Scrive l’autrice:

«Mi impressionava il suo servizio continuo, generoso e silenzioso, la sua capacità di essere flessibile, di sapere cosa fare per il bene dell’intero organismo, sempre e comunque; soprattutto, sin da subito ebbi la percezione che attraverso il cuore si potesse “andare oltre”… come quando si ammira il mare e ci si chiede cosa possa esservi al di là, oltre il visibile. Ecco: il cuore mi ispirava questa sensazione di infinito, mentre il cervello, così chiuso nella sua teca cranica, mi dava un senso di “limitatezza”, di oppressione, agli antipodi di quella potenza e libertà che vedevo invece nell’organo cardiaco, caldo e vibrante, in perenne movimento».

I ricercatori dell’HeartMath Institute – che l’autrice cita nel suo libro e dove lei stessa ha svolto dei training – offrono sul loro sito (https://www.heartmath.org/) delle tecniche per ritrovare l’equilibrio del cuore e di conseguenza l’equilibrio mentale.
Iniziamo a conoscere la nostra biologia, ad ascoltare il nostro corpo, dialoghiamo con noi stessi come con il migliore degli amici e il mondo non potrà che esserne il riflesso più bello.

«Il nostro corpo è formato da cinquanta trilioni di cellule, ognuna delle quali dotata di un compito diverso: un esempio incredibile di società altamente evoluta che ha come unico interesse la sopravvivenza ed il benessere dell’intero ecosistema».

Se vogliamo veramente crescere, «umanizziamo il cuore», abitando l’umiltà e la semplice verità che «il vero saggio è colui che sa di non sapere». La saggezza antica riteneva che la mente risiedesse nel centro del petto. Lucrezio diceva che «La forza dominante dell’intero organismo è quel principio guida cui noi diamo il nome di intelletto o mente. Questo è fermamente posizionato in mezzo al petto. Questo è il posto dove la sensazione di paura e di allarme pulsano. Qui è dove si può percepire la carezza della gioia, questo è invero la sedia dell’intelletto e della mente». Dunque l’unico trono è il nostro cuore.

 

Il cuore è una porta
Silvia Di Luzio
Edizioni Amrita, 2011
pagine 128
Brossura € 13,00
Ebook € 7,15

 

 

Monica Murano

Monica Murano

Giornalista e poetessa