Il maestro delle ombre – Donato Carrisi

L’ultimo romanzo del prolifico scrittore Donato Carrisi ha per titolo Il maestro delle ombre, ed è un thriller pubblicato da Longanesi nel dicembre 2016. L’autore, di origini pugliesi ma residente a Roma, dimostra di conoscere molto bene la sua città d’adozione, introducendoci in una Capitale alla vigilia dell’Apocalissi, creando uno scenario da vero racconto distopico. Protagonisti di questa Roma rimasta al buio, nel tentativo di ripristinare in 24 ore le centrali elettriche gravemente danneggiate da tre giorni di piogge torrenziali, sono Marcus, un prete che appartiene ad uno degli ordini più antichi e segreti della Chiesa, la Santa Penitenzieria Apostolica, conosciuta come  “tribunale delle anime” e per questo noto come il “penitenziere”, e Sandra Vega, un’ex fotorivelatrice della Scientifica che, a causa di lutti dolorosi, avrebbe deciso di votarsi ad un lavoro d’ufficio.
Marcus e Sandra, già protagonisti di altri romanzi di Carrisi, sono una coppia che funziona, perché dotati di una bella sinergia. Si cercano come api sul miele e, nonostante si sia ritrovato nudo in una specie di prigione-tomba e abbia purtroppo perso la memoria circa gli eventi degli ultimi giorni, Marcus farà in modo di mettersi sulle tracce della donna, affinché lei lo aiuti a fare luce sulla vicenda. Con una Roma vittima di black out, dove il Tevere sta per esondare e gli abitanti danno libero sfogo ai propri bassi istinti, è proprio il caso di dirlo.

Anni e anni di tecnologia sembrano essere stati cancellati in un lampo e la Capitale, che secondo la cinquecentesca bolla papale di Leone X non avrebbe dovuto “mai mai mai restare al buio”, diventa preda di vandali e subdoli assassini che attendono solo il favore delle tenebre per agire e dare forma ai loro più biechi misfatti. Senza cellulari né navigatori satellitari, la gente viene inghiottita da un buio che richiama ad un’atmosfera medievale, complice una setta che scava nelle tenebre e di cui bisogna scoprire l’identità dei maggiori esponenti. In gioco c’è la vita di un bambino, rapito a soli tre anni davanti a Castel Sant’Angelo, sfuggito all’attenzione della madre ormai nove anni or sono, della cui sorte non si è più saputo nulla.
Donato Carrisi concepisce la trama come fosse una di quelle scatole cinesi, poste ad incastro. Una volta aperta una, tutte le altre si svelano di conseguenza. I colpi di scena si susseguono a ritmo serrato, laddove la prosa è estremamente evocativa e cinematografica – grazie anche al fatto che l’autore sia uno sceneggiatore. Tanti sono i riferimenti, oppure gli “omaggi”, che lo scrittore ha disseminato nel romanzo; per esempio a capolavori quali Il codice Da Vinci e Il silenzio degli innocenti, visto che altri personaggi e figure non sempre positive aiuteranno i due predestinati nelle indagini – e qui è meglio soprassedere, altrimenti la sorpresa della lettura verrebbe rovinata.
Non mi riferisco al finale, che invece è sempre bene che sia spiazzante, come di fatto questo è, quanto allo svelarsi dell’identità del o dei colpevoli. È come se Carrisi si fosse preoccupato di stupire il lettore, con un susseguirsi continuo di effetti, senza tregua concedere. Così facendo però, si è come dimenticato di introdurre indizi significativi, in modo che un lettore attento possa anticipare le conclusioni di chi indaga. È un’arte anche quella di proseguire, retrocedere, insospettire e poi smentire. Oppure sarò io che mi sono lasciata totalmente sopraffare da questa narrazione, scritta con maestria e cognizione di causa? Da un intrigo che, come un puzzle, alla fine chiama a sé tutti i tasselli, fino a quando l’ordine viene ripristinato.

 

Il maestro delle ombre
Donato Carrisi
Longanesi, dicembre 2016
Pagine: 400
Rilegato: € 18,80

Cristina Biolcati

Cristina Biolcati

articolista, scrittrice e poetessa