Quello che l’acqua nasconde – Alessandro Perissinotto

Edoardo è un medico che si occupa di genetica, un candidato al Premio Nobel. Aldo era un suo compagno “di oratorio”, insegnante di Biologia in una scuola superiore. Due vite parallele che però hanno intrapreso strade diverse, il primo infatti è un personaggio famoso in tutto il mondo, il secondo ha scelto per ripiego per il lavoro che fa. Dopo tanti anni si incontrano di nuovo, perché Edoardo dagli Stati Uniti torna a Torino per la sperimentazione di una nuova terapia su tre bambini. Accade che il passato riaffiora e bussa nella porta di Edoardo, un passato sorprendente per anni taciuto e persino rimosso dallo stesso protagonista.
Torna con un nuovo romanzo Alessandro Perissinotto, dal titolo Quello che l’acqua nasconde. Si tratta di un testo dallo sfondo psicologico-sociale che ripercorre periodi di storia per troppo tempo taciuti, i famosi anni Settanta, quelli dei Beatles, dell’arrivo dell’uomo sulla luna: sono gli stessi anni che in Italia vengono definiti di Piombo, oppure gli anni dei Manicomi, dove le persone venivano rinchiuse per motivi anche banali, per sbalzi d’umore o “caratteriali”, diremmo oggi.

I temi trattati nel libro sono tanti, ed esso è concentrato sull’alta tensione perché pagina dopo pagina si scoprono verità incredibili dove il lettore a volte si intenerisce altre rimane sconvolto perché nella nostra epoca dove la libertà ha un significato diverso da quello passato quei racconti sembrano surreali.
Nella vita di Edoardo, una persona che tutti vorrebbero avere l’onore di conoscere, per il prestigio e la spiccata intelligenza, si intromette un uomo dal passato, che a sua volta vorrebbe delle risposte che lo stesso Edoardo scoprirà soltanto alla fine, quando i nodi dovranno necessariamente sciogliersi. Egli è sposato con Susan, una donna statunitense bellissima, fotografa, che di nascosto incontrerà Aldo per riscostruire la giovinezza misteriosa di suo marito.

«La fiducia che noi riponiamo negli altri non ha niente di sincero: è pura necessità. Siamo fiduciosi in ciò che gli altri fanno e dicono solo perché, il più delle volte, non possiamo regolarci diversamente. Senza la fiducia non prenderemmo più gli aerei, non attraverseremmo più la strada, non abiteremmo le nostre case, non mangeremmo al ristorante; e non ci sposeremmo, non faremmo l’amore, non ci mostreremmo neppure nudi, e indifesi di fronte all’altro. Ma quando qualcuno ci offre la possibilità di scambiare la fiducia con la certezza, quasi mai rifiutiamo il baratto; quando ci chiedono se preferiamo credere o sapere, difficilmente ci accontentiamo del credere.»

In queste vite, che all’improvviso sono in balìa del vuoto che fa girare la testa ai pensieri, si innestano ricordi inconsolabili, dove vengono fuori notizie di cronaca italiana, sconosciute ai libri di storia che si leggono nelle scuole. Veniamo a conoscenza di quanto ha pesato dal punto di vista sociale la fuga delle famiglie istriane in Italia, considerate fasciste, veniamo a conoscenza di quello che succedeva in alcuni manicomi, per mano di medici sadici che praticavano il massaggio elettrostimolatore come quello visto nel film Arancia Meccanica, veniamo a conoscenza di come gente malata sfruttava l’ingenuità di bambini abusando di loro sessualmente e cancellando così ogni emozione e ogni possibilità di futuro “normale”, veniamo a sapere come la morte di persone innocenti nel periodo delle Brigate venivano quasi giustificate da un senso di giustizia personale.

«il manicomio è fatto così; due gruppi di persone che si accusano a vicenda di essere matti, non importa chi ha ragione, importa chi vince».

Edoardo è la vittima o il carnefice?
Il romanzo dall’intreccio intrigante scandaglia la mente dell’uomo, che in alcuni soggetti è costruita a strati, poi ricostruisce una Torino sconosciuta al resto d’Italia, con dettagli incredibili sia dal punto di vista urbanistico che soprattutto sociale. Il finale contiene l’ennesimo colpo di scena che conferma la qualità del romanzo, basato sì sull’alta tensione ma anche sui sentimenti e sulle difficoltà dell’uomo, nato a volte meno fortunato di altri, ma che se vuole può costruirsi un futuro diverso, a patto di fare pace col proprio passato. L’acqua nasconde tante colpe, lava la vergogna, lava la puzza e seppellisce pure cadaveri, ma ogni cosa torna a galla ed è lì che bisogna puntare per rinascere, almeno prima di morire in maniera definitiva.

Quello che l’acqua nasconde
Alessandro Perissinotto
Piemme, febbraio 2017
Pagine 290
Rilegato € 18,50

Maria Ausilia Gulino

Maria Ausilia Gulino

Teacher – Journalist