Bruno Mautone: nuove ipotesi sulla morte di Rino Gaetano

Rino Gaetano morì nella notte del due giugno del 1981, in un incidente stradale sulla via Nomentana, a Roma, in un tragico episodio. A indagare sulla sua morta considerata per niente incidentale, è Bruno Mautone, nel suo libro Chi ha ucciso Rino Gaetano, letto e commentato da questa redazione: http://www.nuovepagine.it/2017/05/5267/. Oggi abbiamo deciso di incontrare l’autore, Bruno Mautone, che ha conosciuto personalmente il cantautore e che ci ha fornito qualche informazione sulla sua vita.

Perché è nata l’idea di scrivere il libro?
I libri sono diventati due. Sicuramente un rapporto di grande passione e di grande interesse. Prescindendo da sentimenti e sensazioni collegati al gradimento delle sonorità e dei testi comunque vi è una valutazione dell’opera artistica e umana su Rino come persona di grande coraggio e di autentico genio. Mi premeva sottolineare che non è un cantante non-sense. Solo un artista intelligente e coraggioso poteva inserire nei propri brani tanti fatti e tanti riferimenti. Ho avuto la fortuna di conoscere personalmente il cantautore nel corso di un concerto  ad Agropoli il 7 agosto 1978. Ebbi modo di parlare con lui, dopo una intervista radiofonica che concesse al conduttore Carlo Romanelli di RadioAgropoli. Il grande artista si soffermò su “poteri dominanti” e finanche di Andreotti, in termini per niente elogiativi, spessissimo parlò di temi avulsi da tematiche musicali.

La morte di Rino Gaetano è sempre stata oggetto di discussione, come sta agendo per scoprire la verità di quella notte?
Ho presentato una particolareggiata denuncia alla Procura del Tribunale penale di Roma negli scorsi giorni. Sono tantissimi gli elementi che lasciano forti dubbi sulla reale entità dell’incidente, sulle modalità dello scontro e sulle presunte attività di soccorso. Ipotizzo che la morte di Rino Gaetano non sia stata casuale, inseriva cose troppo scomode per i Poteri dominanti, compresi gli USA che soggiogavano – e tuttora soggiogano – la politica italiana (e quella delle c.d. nazioni “alleate”). Nella denuncia, come già fatto nel libro Chi ha ucciso Rino Gaetano, ho portato alla luce due documenti di eccezionale interesse, mai da nessuno menzionati o resi noti. Addirittura una interrogazione parlamentare rivolta al Governo Forlani, all’epoca in carica, da due senatori sulla morte di Rino Gaetano, nonché la risposta ufficiale dell’Esecutivo. Già nelle prime ore dell’incidente nascono inquietanti dubbi e quesiti, tuttora irrisolti, sulle modalità del sinistro letale e sulle inefficienze dei c.d. soccorsi, tanto è vero si arrivò a dibatterne ufficialmente in Parlamento. Nel libro Chi ha ucciso Rino Gaetano illustro esplicitamente la identità di persone gravitanti attorno al cantautore e che risultano aver operato in ambienti diplomatici e nei Servizi segreti.

Chi era Rino Gaetano, dava fastidio a qualcuno?
Una persona controcorrente, veramente anticonformista e originale. Era depositario di informazioni riservatissime, sue fonti di cognizione erano suoi frequentatori a loro volta vicine ad ambienti politici che contano. Evidenzia e si scaglia contro l’arroganza e la falsità del Potere, in più occasioni lancia messaggi allarmati, lo vogliono mettere a tacere, ma rispondo fino all’ultimo «io ci sto» a combattere, «io ci sto» a non farmi mettere il bavaglio. Dava fastidio alla elite politica che comanda(va), supponente, feroce, ipocrita.

Il cantautore è ancora presente oggi attraverso la sua musica e questo libro vuole lasciare un messaggio anche alle nuove generazioni che sembra strano lo ascoltano e lo apprezzano, qual è questo messaggio?
Il libro Chi ha ucciso Rino Gaetano?, edito da una casa editrice molto dinamica quale è Revoluzione Edizioni, più che un messaggio rappresenta una ricerca lunga, approfondita e appassionata. Anche con documenti scritti, inediti, testimonianze dirette di amici dell’artista, nonché  articoli di giornali e interviste rilasciate all’epoca da Rino e passate inosservate, si dimostra che i testi gaetaniani contenevano incredibili e coraggiosissimi riferimenti a fatti inquietanti del potere e della politica. Il fatto che Rino Gaetano oggi sia apprezzato dai giovanissimi nasce dalla piacevolezza e semplicità delle sonorità, dai testi del tutto inusuali e mai banalizzanti e da una simpatia umana che si irraggia già vedendo immagini di repertorio o fotografie. Più si riusciranno a far emergere i mirabili significati delle strofe di tante canzoni e più ancora verrà conosciuto ed apprezzato.

Di questa morte in circostanze particolari pochi ne hanno parlato, perché questa omertà?
È vero, omertà è la parola giusta. Si è sempre detto che la morte avvenne perché Rino era ubriaco e si scontrò casualmente con un camion. Una ricostruzione semplicistica e riduttiva, nonché offensiva per l’artista, in realtà sono tantissimi le anomalie dell’incidente. Come ho detto addirittura ad appena 48 ore dall’incidente piombò sul tavolo del Governo una interrogazione scritta di due senatori che chiedono delucidazioni e chiarimenti sul prematuro quanto strano decesso di Rino Gaetano. La risposta del Governo ai quesiti sarà completamente omissiva, non si a che ora esattamente è avvenuto lo scontro veicolare, non si sa perché interviene, con due uomini inerti, un’unica ambulanza, poco attrezzata, dei Vigili del fuoco. Non si conoscono le motivazioni legate all’omesso soccorso di sei ospedali verso un ferito grave, né si comprende perché la misteriosa ambulanza dei vigili del fuoco porti il ferito ad un ospedale completamente privo del reparto di traumatologia. Gli incartamenti dell’incidente risultano distrutti, né si conoscono caserma e nomi dei vigili del fuoco intervenuti… Mino Pecorelli, giornalista ucciso da killer rimasti ignoti, scriveva in quegli anni che personaggi scomodi vengono uccisi con incidenti stradali. Nel libro faccio i nomi e cognomi di persone, vicine a Rino, che facevano parte di organismi istituzionali che addirittura sopprimevano persone con finti sinistri automobilistici…

Attraverso le sue canzoni il cantautore aveva un messaggio da lasciare a chi lo ascoltava?
Riprendo una mia risposta già data in una precedente intervista. Messaggi di verità e di svelamento di fatti rilevanti. Proprio tali riferimenti fecero drizzare progressivamente le antenne del Potere che conta, all’inizio irriso e soggiogato in tanti giochi di parole. Inizialmente  passarono inosservate talune sue narrazioni musicali, magari attutite e nascoste in  calembour o espressioni interpretate senza senso. Nella Berta Filava fa i nomi dei ministri che in sede politica si deciderà di sacrificare per lo scandalo Lockheed, cioè la storiaccia di tangenti e corruzioni relative  al costosissimo acquisto di aerei militari. Mario e Gino evocati nel brano, sono Tanassi e Gui, Rino dice che non sono “padri del bambino” cioè non sono i veri colpevoli, questi ultimi andranno ricercati, invece, nella canzone “Standard”, un brano poco conosciuto, e densissimo di significati, non a caso censurato in via di fatto, cioè non trasmesso, dalla RAI in quegli anni. In Mio fratello è figlio unico parla, appunto di “fratelli” e nomina il treno Taranto-Ancona. Ebbene, emerse che proprio il treno Taranto-Ancona veniva utilizzato da ufficiali dei servizi segreti italiani, affiliati alla loggia p2, per falsare e confondere le indagini sugli attentati ai treni. In Nuntereggaepiù, nominando Cazzaniga e accostandolo alla DC fa emergere intrecci e maneggi che caratterizzavano la Bastogi, un carrozzone di Stato ove ballavano centinaia di miliardi…  In AD 4000 DC, Rino fa un completo e formidabile affresco di «un vecchio che gioca con le carte» (cioè imbroglia) e fa saltare il banco. Un coraggioso ed esplicito riferimento al banchiere mafìoso e massone Michele Sindona …la locuzione del titolo, DC, lungi dal rappresentare il “Dopo Cristo”, in realtà vuol essere un riferimento agli sponsor politici di Sindona (Andreotti e la DC, appunto). Si potrebbe continuare per tanto, insomma sono numerosissime le canzoni di Rino che narrano e svelano episodi vergognosi della politica e del potere.      

Il libro, e poi come andrà avanti?
Le ricerche continuano e anche dopo il secondo libro ho scoperto, addirittura con atti ufficiali della procura di Roma risalenti a molti anni fa, che anche un manager dell’artista, nonché caro amico, era in simbiosi con ambienti della politica di vertice (Andreotti), con personaggi della massoneria potentissima e con i Servizi segreti. In sostanza attorno a Rino Gaetano ronzavano soggetti del mondo discografico ma che non erano solo impegnati in attività artistico-musicali. Svolgevano un ruolo di controllo e di informazione verso chi… comanda, non si spiega altrimenti, e monitoravano quelle intelligenze  indipendenti, geniali e coraggiose che potevano diventare un pericolo per la cupola politica e dei burattinai. Tanti artisti c.d. contestatori o considerati “contro” alla fine degli anni ‘70 virano su tematiche più private e rassicuranti, Rino Gaetano mai, anzi con Io ci sto, titolo emblematico del suo ultimo album (io ci sto a continuare a parlare senza censure o vincoli), sottolinea la sua volontà di continuare a combattere e parlare liberamente nonostante qualcuno gli dica di «stare buono e zitto». Sarà la sua condanna a morte.