Il Diario (volevo dimenticarla) – Fabrizio Nava

Se si cerca un libro con numerosi colpi di scena, con una trama che man mano diventa imprevedibile consiglierei Il Diario (volevo dimenticarla) dalla penna di Fabrizio Nava, che avevo conosciuto nel 2013 con Io Scrivo, un libro che mi aveva appassionato tantissimo. L’ultimo lavoro è di tutt’altro genere, che va dal noir al thriller senza dimenticare l’intreccio della comune narrativa. Lo stile di Nava è sempre lo stesso, diretto, lineare, erudito persino nelle descrizioni.

Un noto giornalista trova nella sua buca delle lettere un diario di un militare scomparso 12 anni prima e ripercorre la vita di questo giovane andando a trovare tutte le persone che hanno interagito con lui. Quando i nodi vengono al pettine, circa a metà libro, ecco un susseguirsi di verità che smentiscono via via quelle precedenti lasciando il lettore a bocca asciutta.
Il filo conduttore sembra proprio questa ricerca incessante di ciò che è accaduto davvero e le vite degli altri diventano una sorta di remissione di peccato per quella del protagonista.

Se all’inizio mi è sembrato di avere a che fare con un uomo affetto da bipolarismo alla fine si viene a scoprire che la colpa è di una nuova scienza, l’ipnopedia, che se applicata male può portare a errori veramente gravi.
Fabrizio Nava ci fa comprendere come l’amore, il sentimento motore della vita, se vissuto in modo negativo può diventare feroce, rendendo l’uomo fragile.

«La speranza, i sogni. È ciò che hai dentro, che porti con te e che nessuno ti può togliere, a cui attingi nei momenti bui, nelle situazioni in cui tutto sembra crollarti addosso. Sì, perché la soluzione è dentro di noi. Dobbiamo rientrare in noi stessi, per poter andare avanti nel modo giusto».

 

Il Diario (volevo dimenticarla)
Fabrizio Nava
Youcanprint, 2017
Pagine 246
Brossura € 15,00