Cortile Nostalgia – Giuseppina Torregrossa

Mario Mancuso è un ragazzo orfano che la nostalgia l’ha dovuta assaporare troppo in fretta, quando a 3 anni ha perso i genitori a causa del bombardamento del 1943,  quando a 13 anni è stato abbandonato dalla zia Ninetta, quando si è sposato ed è dovuto partire per il continente (Roma) e quando è tornato a casa, nella sua Palermo che man mano diventava sempre più estranea, immerso in una famiglia dove le carezze non c’erano mai state. Mario è il protagonista dell’ultimo lavoro di Giuseppina Torregrossa che per Rizzoli ha pubblicato Cortile Nostalgia.

Un romanzo corale, nel quale ogni personaggio ha uno scheletro nell’armadio o una storia da raccontare, dove l’uomo degli anni Sessanta era il capofamiglia che portava i piccioli alla moglie, la quale li “moltiplicava” per ottenere benevolenza. Mario e Melina si sono sposati in preda alla follia della giovinezza, della passione, della voglia più di creare un porto sicuro che per amore autentico. E purtroppo quando le possibilità di scelta sono poche, e uno ha tanta sete, per forza beve dalla prima fontana disponibile. Così Melina, che proveniva da una famiglia dove i litigi erano all’ordine del giorno, i soldi erano l’unico scopo per cui vivere, si sposa a soli 16 anni con Mario, il quale, quando è stato messo davanti al bivio (stato o mafia), ha preferito prestare servizio al primo partendo come carabiniere. Mario è colui che non ha mai avuto una carezza dalla propria madre, è colui che ha creduto di poter ricevere da Melina quello che gli è stato negato già nella prima infanzia. Ma le cose purtroppo non vanno mai come devono andare, tra coniugi manca la comunicazione, la condivisione, la tenerezza e a fare da padrone è la nostalgia per quel pezzo di vita che a entrambi è stata negata.

Il romanzo della Torregrossa racconta del formarsi di questa famiglia fino alla maturità, con intrecci di carattere storico, ambientato tra gli anni Sessanta fino al rapimento e uccisione di Aldo Moro che diventerà una sorta di padre putativo del protagonista maschile. Definita dai critici contemporanei “Allende siciliana” ella accompagna il lettore a scoprire una realtà dal punto di vista sociologico ed emotivo anche se con una punta di velo triste, perché, come la scrittrice fa dire a uno dei suoi personaggi, «si stava meglio quando si stava peggio»: la diffusione della televisione e delle immagini di un mondo diverso dalla quotidianità delle persone comuni ha contribuito al diffondersi dell’invidia come un gas asfissiante, avvelenandone l’animo.

La Torregrossa sembra voglia dare valore alla città di Palermo, quel Tuttoporto che accoglie, ospita e diventa sicurezza anche per gli stranieri:

«c’era Palermo, che tutti accoglie e tutti assiste; la mamma che tiene aperte le porte anche nella notte, perché non si sa mai se qualcuno arriva; che tiene il fuoco acceso e una pentola a bollire, perché non si sa mai se qualcuno ha fame; che ha sempre le lenzuola pulite, perché non si sa mai se qualcuno ha sonno; la mamma che capi la casa quantu voli lu patruni. Palermo: la grande madre».

Il romanzo è introspettivo, perché la tanto ricercata felicità per alcuni di noi non può arrivare, quelli che sono «cattivi con i forti, generosi con i fragili» appartengono alla categoria che non sopportano la felicità, né quella degli altri, né quella propria, tanto che la fuggono perché in loro il male ha lasciato tracce indelebili. Maruzza, la figlia dei Mancuso rappresenta il germoglio che vuole lottare per la libertà, che a un certo punto ottiene ma è il cuore che non la lascia in pace: cosa avrebbe fatto anche lei per una carezza da parte di quella madre “gelida” e che parla per frasi fatte! Si «racconta la necessità innata di essere accolti in un abbraccio: quello di una madre, un marito, un amico, o una città che sappia tenere aperte le porte anche nella notte». Si avvicendano delle figure femminili alle quali mi sono legata anche se in modo diverso, ma io mi sento di stare dalla parte di Mario, che avrei voluto accogliere come figlio, e di cui – con commozione degna di rispetto –  sentirò tanta nostalgia.

 

Cortile Nostalgia
Giuseppina Torregrossa
Rizzoli, 2017
Pagine 320
Cartonato € 19,00
Ebook € 9,99