Giuseppina Torregrossa: il segreto della felicità è prendersi cura degli altri

Giuseppina Torregrossa è una scrittrice che vive tra Palermo e Roma. La sua professione è quella di ginecologa, ma da anni ormai è annoverata tra le migliori scrittrici italiane grazie ai suoi libri diventati bestsellers: L’assaggiatrice, Il conto delle minne, Manna e miele, ferro e fuoco, Panza e prisenza, La miscela segreta di casa Olivares e Il figlio maschio. Da poco tempo è in tutte le librerie Cortile Nostalgia, edito da Rizzoli, un testo che parla di nostalgia, per il passato, per le proprie origini, per le carezze mai avute. Definita dai critici contemporanei “Allende siciliana” nel suo ultimo romanzo intreccia con maestria una narrazione legata ai fatti politici che vanno dal 1960 al rapimento e uccisione di Aldo Moro. Il romanzo è introspettivo, e tra le tante tematiche affronta l’innato desiderio di felicità che per alcuni di noi non può arrivare: quelli che sono «cattivi con i forti, generosi con i fragili» appartengono alla categoria che non sopportano la felicità, né quella degli altri, né quella propria, tanto che la fuggono perché in loro il male ha lasciato tracce indelebili. L’abbiamo incontrata.

I suoi libri colpiscono sempre il pubblico grazie a uno stile diretto e a un linguaggio pungente, come nasce questo modo di scrivere?
Per caso o necessità.

Una frase del libro che lo rappresenta?
«Il segreto della felicità è prendersi cura degli altri»

Tre aggettivi per descriversi?
Indignata, coerente, stanca .

Uno scrittore o scrittrice a cui è legata?
Isabelle Allende

Progetti futuri?
Raccontare nuove storie finché avrò forza.