Metamedicina 2.0 – Claudia Ranville

Quanto è importante l’ascolto interiore e l’ascolto del proprio corpo? Cosa vogliono comunicarci i nostri malesseri? Perché alcuni soffrono di gastrite piuttosto che di congiuntivite? Perché molte donne riscontrano la vaginite? Perché sentiamo male alle spalle o alle ossa? Perché si soffre di mal di gola o di herpes? E ancora, perché esistono emozioni quali il senso di colpa, la collera, la vergogna, il disagio di vivere? Cosa vogliono farci capire questi disturbi e cosa possiamo fare per migliorarli o eliminarli e prevenire conseguenze peggiori? Qual è il miglior percorso da seguire e come l’operatore – o il medico – può intervenire per offrire il suo aiuto?

Nella nostra società ci si preoccupa molto più di comprendere come curare le malattie invece di comprendere che sarebbe meglio e più conveniente per la salute curare il benessere, cercando di prevenire la malattia. Inoltre, e di non minore importanza, il progresso – che in alcuni casi è certamente utile –, in altri ci tiene troppo distanti dalle leggi della Natura, che hanno il potere spontaneo di metterci in profondo ascolto, porgendoci spesso ottime soluzioni.
Il testo Metamedicina 2.0 – Ogni sintomo è un messaggio, vuole essere un aiuto complementare alla Medicina convenzionale.

Con un linguaggio semplice, fatto di immagini e di esperienze personali, la stessa fondatrice e autrice del libro, Claudia Rainville, vuole avvicinare il lettore a una più ampia lettura del significato della malattia. La scrittrice afferma che «La simbologia del corpo ci aiuta a collegare il tipo di affezione e il luogo in cui si manifesta». Con atteggiamento umile e con la sincera speranza di contribuire a una migliore azione rispetto a tutte le discipline che curano la salute, la Ranville si augura che «il medico, l’omeopata, l’agopuntore, il riflessologo, lo psicologo, lo psicoterapeuta si rispettino e si aiutino reciprocamente, per migliorare il benessere individuale e collettivo» e, da psicoterapeuta, aggiunge che «questo presuppone che sappiamo riconoscere le nostre differenze e le accettiamo, ma anche di esser pronti a perdere l’amore per il potere perché possa crescere il potere dell’amore».

Tutti i grandi ricercatori sanno che la vera guarigione è l’autoguarigione e che è molto più semplice guarire imparando ad accettare un disturbo piuttosto che continuare a combatterlo. Nessun medico può guarire nessun paziente contro la sua volontà. È dunque necessario che ci sia una sincera collaborazione verso la via della guarigione. Ruolo fondamentale di tutti i percorsi umani sono i pensieri e le emozioni, ossia i maggiori responsabili delle sofferenze che si vivono e che “muovono” il cervello ad attivare automaticamente dei meccanismi di difesa, causa della maggior parte dei malesseri. Ad esempio, molto spesso la paura manifesta ciò che più si teme, «il vero pericolo di questi pensieri di paura, è che hanno un potere creativo nel nostro immaginario. La paura crea una ritenzione, una contrazione in tutto il corpo, sia all’interno che all’esterno. [ … ] Le paure sono responsabili di molti dei nostri malesseri, di parecchie malattie e fobie». Molte sono le persone che cresciute in un clima di paura, di violenza, di abbandono o di continuo rimprovero, attivano il meccanismo del “controllo”, cioè del voler avere tutto sotto controllo e quando quest’ultimo sfugge loro di mano, si sentono minacciate a tal punto da manifestare ansia, fobie, patologie.

L’autrice spiega che «La Metamedicina (ndr. Meta, dal greco “oltre”, “al di là”) aiuta a ricostruire la storia di un disturbo, di una malattia o di un mal-essere profondo risalendo per quanto possibile alla comparsa dei primi sintomi; [ … ] non si limita a una causa che produce un effetto, perché un sintomo, un dolore o una malattia possono risultare da un insieme di fattori riuniti». Il medico britannico Edward Bach, a tal proposito, sosteneva che «Ciò che chiamiamo malattia è la fase terminale di un disturbo molto più profondo e perché un trattamento possa avere davvero successo è evidente che non basterà curare la sola conseguenza senza risalire alla causa fondamentale che andrà eliminata».

Occorre, dunque, imparare a orientare un sano dialogo verso sé stessi e con l’operatore o il medico curante – di cui è necessario aver fiducia – per consentirsi un buon percorso di guarigione, che è il ritorno a uno stato di armonia. I farmaci, le terapie, possono essere molto utili, ma non bastano e non servono da soli.
Scopo dell’autrice è, quindi, di confrontare la medicina classica con quella alternativa, possibilmente riconciliandole. Platone affermava che «Non bisogna cercar di guarire il corpo senza cercar di guarire l’anima».

Per quanto possa sembrare crudele, molto spesso le malattie e/o i disturbi fisici si manifestano per insegnarci qualcosa di molto importante per la nostra evoluzione, qualcosa che non siamo stati capaci di apprendere diversamente. È un grido di una parte profonda di noi stessi, la nostra anima, che vuole dirci “ho cercato più volte e in più situazioni di farti capire questa lezione, ma tu non l’hai vista, né sentita. In questo modo non potrai sfuggirla e dovrai affrontarla per superarla, crescere e andare oltre”. Ecco perché è importantissimo avere un sano dialogo con sé stessi e un buon ascolto di sé stessi. Ritorna, così, il valore della responsabilità di ciò che viviamo e di come lo viviamo. Un buon modo per comprendere più a fondo la nostra vita e le nostre situazioni, è iniziare a porci le giuste domande, ovvero quelle più appropriate a noi, quindi alla nostra vita. Quante volte sentiamo le persone lamentarsi dei propri mali o delle proprie difficoltà, esclamando frasi del tipo «Perché proprio a me? Cosa ho fatto di male?», oppure quante volte si sente il bisogno di cercare un colpevole per sfuggire, appunto, alle proprie responsabilità. Quello che l’essere umano ancora fatica a capire, è che nulla si può nascondere, nulla è come appare e nulla è un caso. Quindi si deve andare “oltre” per trovare le risposte.

È importante non reprimere le emozioni, ma liberarle per evitare che esplodano in modo insano.

La scrittrice, parlando del suo travagliato, personale percorso, sostiene che «La scoperta della memoria emozionale è stata certamente una delle più belle della mia vita, perché in essa stava la chiave di liberazione del mio processo di malattia e di conflitto relazionale», processo – quello della memoria emozionale – che aiuta a guarire le ferite del passato, causa dei blocchi e delle paure più significative.

La forza che dà risultati più importanti nel rapporto con sé stessi, nei rapporti tra medico/operatore e paziente – e nei rapporti umani in generale – è l’amore.  C’è una frase di Karl Menninger, che l’autrice riporta nel testo, molto bella e vera, che dice: «È questa cosa intangibile, l’amore, l’amore sotto ogni forma, che entra in ogni rapporto terapeutico. È un elemento di cui il medico può essere foriero, può essere veicolo. Ed è un elemento che lega e guarisce, che riconforta e rigenera, che compie ciò che per il momento bisogna chiamare “miracoli”».

Buddha diceva: “Non credete a me, verificate, sperimentate, e quando saprete da voi stessi che qualcosa vi è favorevole, allora seguitelo; e quando saprete da voi che qualcosa non vi è favorevole, allora rinunciatevi». Questo è un buon inizio.

 

Metamedicina 2.0, ogni sintomo è un messaggio
Claudia Ranville
Amrita, giugno 2015
Pagine 452
Prezzo € 24,00