Dentro l’acqua – Paula Hawkins

C’è chi dice che il nuovo romanzo di Paula Hawkins, apprezzata autrice inglese del bestseller internazionale La ragazza del treno, sia troppo affollato. Dentro l’acqua (Piemme, 2017) contempla la presenza di molteplici personaggi la cui narrazione cambia non solo soggetto, a ogni breve capitolo, ma anche punto di vista. Addirittura, vi sono passaggi dalla prima alla terza persona e dal passato al presente. Inevitabile quindi che si fatichi a memorizzare chi essi siano e quale ruolo abbiano nella storia.
Io però non sono d’accordo. Al contrario, vedo proprio  in questo “sovraffollamento” un punto di forza. Il “turbine” di elucubrazioni, frutto di una moltitudine di storie che si incontrano e si sovrappongono, imita giusto l’onnipresente gorgogliare dell’acqua

La trama si basa su un numero cospicuo di segreti che, nel tempo, hanno trascinato in fondo al baratro gli abitanti di Beckford, una piccola cittadina a nord dell’Inghilterra, bagnata da un fiume. Tale massa d’acqua, unica attrattiva del posto, non ha un nome proprio ma fa palesemente da sfondo: è il deus ex machina attorno al quale tutto gira.

Secondo un’antica tradizione, questo fiume è il luogo in cui donne “scomode” per la società hanno trovato la morte. Nel diciassettesimo secolo, le cosiddette “streghe” – povere ragazze, avvezze all’arte della botanica – venivano immerse nelle sue acque gelide e limacciose. Solo chi andava subito a fondo poteva salvarsi, perché valutato “puro” e in sé privo del demonio. Capirete bene che, completamente legate, le poverette non avevano scampo. Chi, spinta dalla disperazione (e credo anche dal Principio di Archimede) tornava a galla, era colpevole e veniva uccisa. Le poche che invece, tramortite, restavano sotto, erano innocenti e l’accusa cadeva. Ma venivano ripescate ormai cadavere, e questa era la fine del processo.

L’acqua, simbolo di catarsi perché tutto lava – si pensi per esempio al battesimo –, sembra attirare diverse donne di Beckford, che scelgono il fiume per mettere in atto incomprensibili suicidi. Ma essa è anche insidiosa: il fiume si allarga e si restringe. Travolge e con il suo fondo fangoso tende a coprire tutto, esacerbando i misteri della piccola comunità.

Julia Abbott lo sa bene, visto che in quel paese ha trascorso tutte le vacanze estive della sua adolescenza quando, obesa e schiva, era presa di mira dai bulli. Il rapporto difficile con la sorella maggiore Nel, da sempre bella e popolare, ha fatto sì che Jules (così come lei adesso vuole farsi chiamare) abbia voltato completamente le spalle a Beckford.

Quando però il corpo senza vita di Nel viene ritrovato sul greto del maledetto fiume, Jules deve fare ritorno in quel paese che ha tanto detestato. La sorella, che lei non frequentava più da anni, ha avuto una figlia. La quindicenne Lena, sebbene all’apparenza impavida, laggiù è rimasta da sola.
Il ritorno a Beckford di Jules diverrà l’occasione per ridefinire il passato e attuare finalmente qualche piccola ribellione. La porterà però anche ad entrare in un circolo vizioso, più grande di lei, dove gli abitanti hanno tutti qualcosa da nascondere e nessuno è come sembra.

Nel Abbott ha allargato le fila di quelle donne morte nel fiume. Tante, troppe, per un piccolo paese. Alcuni vorrebbero che il vaso di Pandora non venisse mai scoperchiato, ma altri invece, come Jules e Lena, auspicherebbero di conoscere la verità.

Nel Abbott si è effettivamente buttata da quella scogliera, a picco sul fiume, oppure qualcuno l’ha spinta?Paula Hawkins aveva una grossa responsabilità. Ripetere il successo de La ragazza del treno, cosa assolutamente non facile. La trama di Dentro l’acqua forse pecca un po’ in originalità, è vero, ma il modo in cui è sviluppata supplisce, tenendo sempre alto l’interesse del lettore.

Un romanzo corale e un caleidoscopio di emozioni, che alla fine porterà alla conoscenza dell’aberrante verità. Un libro senza dubbio consigliato.

 

Dentro l’acqua
Paula Hawkins
Piemme, maggio 2017
Pagine: 370
Prezzo: € 19,50