Gianni Andrei: L’orma nel vento

Mercoledì 6 dicembre, alle ore 17:30, l’ingegner Gianni Andrei presenterà il suo ultimo libro L’orma nel vento nell’Aula Magna del Convitto Nazionale “Amedeo di Savoia Duca di Aosta” a Tivoli alla presenza di Ulderico Piernoli e Franco Sciarretta. A moderare l’evento Rina Giacobbe. Per il nostro giornale ho intervistato Gianni Andrei sul suo ultimo lavoro.

Quali sono le sue “convinzioni del terzo millennio”?
Queste mie “convinzioni” etiche, morali, culturali, religiose, politiche, geopolitiche e sentimentali sono il frutto di riflessioni, pensieri e convincimenti, alcuni profetici, annotati e scritti in più di vent’anni, dagli inizi degli anni Novanta del secolo scorso a fine estate di questo 2017. Si riferiscono al mondo contemporaneo, ma con particolare riguardo a Tivoli, tra passato, presente e futuro. Le chiavi di lettura sono almeno quattro: i contenuti del Prologo; le date in cui ogni riflessione è stata scritta; non si tratta di opinioni ma appunto di convinzioni (la differenza per me è che le prime si possono mutare, le seconde vanno testimoniate); sono stimoli per confrontarsi e magari vivere tutti un po’ meglio, non volendo assolutamente essere dei sermoni spocchiosi. Viviamo un periodo dove i cambiamenti avvengono con grande velocità, sospinti da un’incredibile forte accelerazione tanto da farci trovare “impreparati”. E spingono tanti ad adeguarsi e a rincorrere invece che a divenire artefici protagonisti dei mutamenti. Probabilmente è l’età matura che mi ha imposto di pubblicare questi aforismi e “convinzioni”, con l’aspirazione di tramandare una traccia di pensiero delineata da esperienze vissute.

Ci riporta un pensiero a cui è particolarmente legato?
«io son certo che se mi adopero con impegno per far emergere il meglio (pur essendo a conoscenza dei difetti e della malvagità umana), può essere che io non riesca a vedere il frutto del mio apporto, ma le prossime generazioni sì». È uno degli aforismi.

Come nasce questo titolo particolare?
Questa raccolta nasce dal mio desiderio di lasciare lungo il sentiero un’orma non vaga, ma ben definita. Anche se queste riflessioni non sono altro che semplici foglie che un albero che sta sfiorendo lascia cadere tutt’intorno, facili prede del vento. Saranno da qualcuno raccolte, comprese, custodite, oppure finiranno calpestate, frantumate o disperse? Sono domande che mi sono posto ma alle quali, in fondo, poco mi interessa dare una risposta. Se vorranno, la diano i lettori.