L’uomo del labirinto – Donato Carrisi

Se mi avessero detto che avrei “divorato” un romanzo di 390 pagine in meno di due giorni, dopo aver appreso che una tredicenne era stata rapita da un coniglio gigante e imprigionata per quindici anni in un labirinto sottoterra, non ci avrei creduto. Anche perché avevo già letto altre opere di Donato Carrisi, ma non mi avevano trascinato in una lettura così vorticosa e forsennata, da non riuscire ad occuparmi di altro se non solo dopo avere letto la parola fine. Che poi, com’è nello stile dell’autore, anche questo intreccio è un rimando continuo a particolari che si rifanno ad altri suoi libri; colpi di scena che si susseguono a raffica (e lasciano una certa inquietudine, ad essere sinceri, come se si fosse in costante pericolo).

Ne L’uomo del labirinto (Longanesi, dicembre 2017), il fatto di aver diviso un “dentro” e un “fuori”, alla stessa stregua pericoloso, e aver avviato così due indagini parallele compiute allo scopo di far luce sul suddetto rapimento, (una nella mente della vittima e l’altra nel mondo esterno), rappresenta una chiave di volta davvero originale. E soprattutto, un modo per far capire che nella vita tutto è relativo. Che il mondo è marcio, l’uomo è malato e non dobbiamo credere a tutto quello che ci viene propinato, fosse anche solo una lettura. Eppure, questo thriller fa egregiamente il suo “mestiere”. Inganna, stupisce, innervosisce, perché non si aveva capito niente. Perché, per una volta, un autore di genere non è prevedibile, e chi fosse l’assassino non lo avevamo capito quasi subito, come purtroppo spesso avviene. Per quanto, alcune cose, forse il lettore navigato avrebbe anche potuto sospettarle… lasciatemi almeno questo piccolo vanto, dato che sul finale sono stata invece una delusione totale. Ma ecco che poi, quel gran genio di Carrisi, ingarbuglia tutto e si diverte a giocare col lettore. È proprio il caso di dirlo.

Col suo stile scorrevole e cinematografico (a proposito, sua sarà la regia della sceneggiatura sul grande schermo de La ragazza nella nebbia), l’autore riesce abilmente a farci vivere l’incubo dei suoi protagonisti e, da lì, non concede più tregua.

Il romanzo è incalzante e appare chiaro che io lo consigli vivamente. Ma, nello specifico, di cosa parla L’uomo del labirinto? Ebbene, la città in cui è ambientato non viene mai nominata. Si suppone possa trovarsi in America (un solo appunto: ma dove li trova Carrisi certi nomi?). È piena estate, anzi, un’estate dal caldo torrido e alquanto anomalo, tanto che la gente si riduce ad uscire solo di sera, quando la temperatura cala leggermente. La notizia del ritrovamento di Sam, una ragazza rapita quindici anni prima da un maniaco, è argomento dei media. Ne parlano tutti, mentre una spaesata Samantha, ormai fattasi donna, si trova in un letto d’ospedale e cerca di far ritornare la propria memoria con l’aiuto di un profiler, il dottor Green. Parallelamente, mentre Sam tenta faticosamente di ricostruire l’orrore della sua aberrante esperienza, l’investigatore Bruno Genko si prefigge l’obiettivo di fermare il colpevole, così come tanti anni prima aveva promesso ai genitori della ragazza che si erano rivolti a lui per farla ritrovare. Genko non ci aveva creduto, allora, e gli era rimasto un rimorso. A ben dire, coi suoi metodi non sempre ortodossi, egli è l’unico che riesca a fare un po’ di luce sul caso. Samantha pare essersi liberata da sola; il ragazzo che l’ha trovata nuda e ferita, sul ciglio della strada, ha detto che era inseguita da un individuo inquietante, che portava una maschera da coniglio, dagli occhi a forma di cuore. Troppo pochi gli indizi. E poi il rapitore è scaltro: in tanti anni nessuno lo ha mai preso.

La svolta non si fa mancare niente, persino un’immersione nel mondo dei fumetti e in quella del cosiddetto deep web, ovvero una dimensione “sotterranea”, parallela al web, dove avvengono le cose più deplorevoli. Bruno Genko è vicinissimo alla verità, che per lui rappresenterebbe anche un riscatto, ma purtroppo è gravemente malato ed è in fin di vita (altro particolare che aggiunge precarietà all’intreccio).

Potrei svelarvi ancora tante cose, ma non arriverei mai a dirvi tutto. Perché, questa volta, la fantasia di Donato Carrisi è andata ben oltre ogni nostra ragionevole immaginazione.

 

L’uomo del labirinto
Donato Carrisi
Longanesi, dicembre 2017
Pagine: 390
Prezzo: € 19,00

 

 

Cristina Biolcati

Cristina Biolcati

articolista, scrittrice e poetessa