Non entrare – Brian McGilloway

Leggere Non entrare di Brian McGilloway, il thriller pubblicato dalla casa editrice Newton Compton nel febbraio 2018, è stata per me un’esperienza appagante. La terza indagine della detective Lucy Black (prima o poi leggerò anche Non parlare e Urlare non basterà, dalle trame avvincenti) si presenta esattamente come un buon romanzo di genere dovrebbe essere. Incalzante al punto giusto, da far sì che il lettore mai si rilassi. Semplice nella prosa; scorrevole tanto da diventare cinematografico e poter essere “divorato” in poco tempo. Non banale, dato che vi sono diverse dinamiche collegate tra loro, che alla fine trovano una logica. Una spiegazione plausibile che non delude.

Nato nel 1974 nell’Irlanda del Nord, Brian McGilloway è docente di lingua inglese. È autore di romanzi insigniti di premi prestigiosi, poiché, come ha fatto notare la critica, possiede la rara capacità di analizzare nel profondo l’evoluzione delle organizzazioni criminali. Sono opere, le sue, in cui viene chiamata in causa la situazione storica e politica di un’Irlanda da sempre dilaniata da lotte intestine; uno scenario di proteste e corruzione in ambito politico, come nel caso specifico.

Lucy Black, la protagonista, lavora come detective al PPU, ovvero il dipartimento che si occupa di casi di violenza domestica e sui minori. Siamo a Derry, nel Nord dell’Irlanda, e al distretto sono a corto di personale, in seguito ai disordini avvenuti a Belfast dove invece è radunato un grande dispiegamento di forze. Proprio questi scontri, tra protestanti unionisti e una minoranza cattolica repubblicana, su cui è concentrato tutto il Paese, costringono la squadra di Lucy a un tour de force. Che inizia con una serie di eventi strani. Mentre la nostra detective è a far visita al padre, nella casa di riposo in cui è ricoverato a causa del morbo di Alzheimer, è costretta a ripescare un cadavere dal fiume che scorre poco distante. Una volta tornata a casa, Lucy viene chiamata da un vicino che conosce appena perché la cognata, compagna di un influente uomo politico, è stata selvaggiamente percossa e ha bisogno d’aiuto. Se poi vogliamo aggiungere una bara profanata, alcuni senzatetto spariti e dei nascondigli sotterranei fra cunicoli di roccia, gli ingredienti per tenere il lettore incollato alla pagina ci sono tutti.

Quale personaggio principale, l’autore ha scelto una giovane donna. Egli ha però superato brillantemente la prova. A mio avviso, per il fatto di non essersi soffermato troppo sull’introspezione, ma aver dato ampio spazio agli eventi. Che poi è proprio ciò che viene richiesto a un buon thriller.

Non entrare mi ha ricordato la cosiddetta teoria dei sei gradi di separazione. Una volta ho letto da qualche parte che esiste una teoria in semiotica e in sociologia che ipotizza che ogni persona possa essere collegata a qualunque altra (persona o cosa) attraverso una catena di conoscenze e relazioni con non più di cinque intermediari. Che abbia pensato a questo, l’autore?
Sarebbe bello.

 

Non entrare
Brian McGilloway
Newton Compton, febbraio 2018
Pagine 326
Prezzo € 10,00

 

Cristina Biolcati

Cristina Biolcati

articolista, scrittrice e poetessa