Il matrimonio di mia sorella – Cinzia Pennati

La genovese Agnese, quasi quarant’anni, è sposata con Luca ed è madre di due bambine, Camilla e Sofia. Colpevole di avere sacrificato i propri spazi alle necessità della famiglia, la donna si sente intrappolata in un rapporto dove ormai vi sono solo doveri e nessuna condivisione. Un matrimonio, il suo, celebrato anni prima con rito civile e senza sfarzo. Una “pecca” che sua madre non le ha mai perdonato. Cicciottella e con due coccodrilli al posto dei piedi, Agnese da sempre non si piace. Crede di non essere all’altezza, tanto più che è presa da mille mansioni, fra casa e lavoro, che le impediscono di prendersi cura di sé. Invece, è una figura indispensabile alla quale tutti fanno riferimento. Affidabile e assennata, per quanto “tiepida” nelle sue esternazioni (talvolta davvero poco entusiasta), è la più giudiziosa dell’intero nucleo familiare.

Tutto il contrario della sorella Celeste, bella e sognatrice, alla continua ricerca del principe azzurro e di quel “brivido” che poco va a braccetto con la stabilità e l’età adulta. A riscattare la delusione che Agnese ha dato alla madre, circa le modalità del suo scialbo matrimonio, ci pensa proprio lei, Celeste, che ha organizzato uno sposalizio in piena regola, pieno di strass, di vestiti pomposi e di fiori, in una location da fiaba.

Il matrimonio di mia sorella (Giunti, aprile 2018) narra di un’unica giornata, ovvero quella del matrimonio di Celeste, e delle dinamiche che caratterizzano la famiglia di questa sposa capricciosa. La voce narrante è quella ironica di Agnese, che si sveglia di buon mattino per andare a casa di Celeste ad aiutare coi preparativi, lasciando le figlie nelle mani di un marito totalmente incapace di gestirle, che si appoggia di continuo alla madre (una presenza che Agnese patisce). Da lì in poi, una serie concatenata di eventi (pure un ripensamento all’ultimo minuto da parte della sposa) porterà a una “riunione” ineluttabile delle donne della famiglia, davanti a una provvidenziale bottiglia di sherry, dove verranno svelati segreti che covavano sotto la cenere di un’esistenza all’apparenza piatta e del tutto ordinaria.

Una penna briosa, quella dell’autrice Cinzia Pennati, che offre personaggi “congelati” dal loro stesso stereotipo, ma molto ben caratterizzati ed estremamente credibili. Quello che parte come un romanzo rosa e, all’apparenza, parla di un evento frivolo quale un matrimonio, si rivela in realtà uno scritto molto profondo e schietto nello scandagliare  i desideri di tutti. Pensieri largamente condivisi, sebbene faccia sentire a disagio ammetterlo.

L’autrice, tramite le parole di Agnese e ancor più dell’intrepida zia Rosa, sprona a non scendere a compromessi. A non prendere la vita come un’abitudine; a trovare quel che piace e farlo fino in fondo.
Davvero un’opera interessante, in cui è facile immedesimarsi. Un testo che si “divora”, dato che si è curiosi di scoprire come andrà a finire. Il matrimonio di Celeste, questa benedetta sorella minore, si farà oppure no?

Una volta chiuse le pagine, sono rimasta “sconquassata” per un po’. Come ha fatto l’autrice a capirmi così bene? A dare voce anche a me, mentre parlava delle esperienze dei suoi personaggi? Chi legge se lo chiede, come vi fosse un filo di pensiero che è “universale”. Dove a fare capolino, è l’idea che i nostri genitori avessero progetti diversi per noi. E mai li potremmo del tutto soddisfare. Però poi si cresce. Come insegna questo libro, i ruoli cambiano e si supera tutto.

 

Il matrimonio di mia sorella
Cinzia Pennati
Giunti, aprile 2018
Pagine: 266
Prezzo: € 14,90

 

 

Cristina Biolcati

Cristina Biolcati

articolista, scrittrice e poetessa