La scuola che fa bene – Annalisa De Stasi ed Elena Conte

Qual è il segreto per “tenere la classe”? Perché molti insegnanti riescono a spiegare tranquillamente mentre altri fanno fatica? Entrare in un’aula non è sempre facile, non basta una conoscenza di argomenti da trasmettere perché oggi non è scontato il ruolo del docente come lo era qualche tempo fa. Alcuni hanno una sorta di carisma innato, sembrano fatti per questo mestiere, altri invece devono faticare. La scuola che fa bene. È tutto nelle mani e nel cuore dell’insegnante, di Annalisa De Stasi ed Elena Conte, pubblicato da Uno editori, vuole puntare la sua attenzione sulla buona comunicazione, sull’apprendimento dei ragazzi e più di tutti sulla motivazione, prima di tutto, degli insegnanti. Secondo le due autrici, entrambe professoresse di Lettere, bisogna attuare una didattica differenziata ai fini dell’inclusione quotidianamente, perché ogni ragazzo sviluppa metodi di apprendimento diversi. Nel libro consigliano strategie nuove che non si basano sui classici lavori di gruppo ma puntano sulla fiducia che automaticamente viene sempre ricambiata.

Che la società sia cambiata lo sappiamo tutti: i ragazzi sono irrequieti, problematici e demotivati. In queste circostanze gestire la classe per ottenere silenzio e attenzione diventa un impegno molto importante e bisogna lavorarci parecchio.

Mancanza di rispetto è non attaccare la loro unicità e non riconoscere che siamo noi al servizio come facilitatori del loro apprendimento, e non loro al nostro servizio come pubblico mansueto del nostro eloquio.

Il mestiere del docente è un’arte che malgrado sia difficilmente trasmissibile si può imparare attraverso l’osservazione attenta degli studenti in classe, attraverso la costante autovalutazione senza restare fermi e limitati alla propria visione delle cose, continuando ad approfondire le conoscenze e le ricerche sull’apprendimento, lavorando per rendere gli alunni autonomi nello studio, cercando il confronto con i colleghi che dimostrano di essere insegnanti efficaci, chiedendo regolarmente feedback ai propri studenti.

Sostanzialmente bisogna essere dinamici e aperti al cambiamento utile per l’apprendimento del ragazzo, eliminando quella sorta di egocentrismo erudito che rende protagonista il professore e subordinati i suoi alunni.

Il modello della dipendenza è l’unico che conosciamo e che noi per primi abbiamo vissuto da studenti. L’abbiamo talmente interiorizzato che non ne percepiamo più l’anomalia. È un problema sentito soprattutto nel nostro Paese: gli studenti crescono deresponsabilizzati, li si abitua ad avere chi sceglie ogni cosa per loro, li si pilota con premi e punizioni, e poi ci si attende che abbiano grande capacità decisionale, che dovrebbe sbocciare all’improvviso al termine delle scuole superiori. Di fatto li educhiamo alla dipendenza fin dalla scuola dell’infanzia, partendo con caramelle e castighi.

In questo prezioso manuale si scoprirà come moltiplicare le capacità di motivare gli alunni, come renderli autonomi e soprattutto si intuirà che per questo mestiere necessita una sorta di vocazione che deve rendere felici perché solo l’amore per il proprio lavoro è contagioso. Il libro presenta tante proposte, ogni insegnante può scegliere quelle consone ai propri gusti. Ricco di spunti e idee non solo riguardo a strategie ma a percorsi di didattica in classe le due autrici spronano a introdurre nella didattica le varie esperienze scolastiche presenti in Italia e all’estero. Insomma una vera collaborazione per crescere insieme.

 

La scuola che fa bene. È tutto nelle mani e nel cuore dell’insegnante
Annalisa De Stasi ed Elena Conte
Uno editori, aprile 2018
Pagine 244
Prezzo € 12,90

 

Maria Ausilia Gulino

Maria Ausilia Gulino

Teacher – Journalist