La voce delle foglie – Liborio Erba

Il silenzio, ascoltato come linguaggio nuovo con cui parlare quando lo si incontra nei viottoli di un bosco e accompagnato da piccoli fruscii e da canti di invisibili uccelli, è il mondo che sentono e parlano Rio e Pino. Rio appoggia la testa su tronchi di alberi secolari per comprendere l’alfabeto della natura, chiuso in modo sacrificale nello scrigno del silenzio e poi costretto a mettere l’orecchio a terra e ascoltare il racconto delle radici di Pino per cogliere un’amicizia fuori dal comune. Questo è il libro La voce delle foglie, di Liborio Erba, Edizioni BookSprint 2018, dove la vita dell’uomo viene paragonata al ciclo delle foglie e, in modo ancestrale, si sviluppa un’amicizia fantastica, farcita autobiograficamente fino a tradursi in poesia.

Con incantato stupore, colmo di eccitata gioia, animavo ogni cosa di quel mondo, cuore d’adolescente senza passato e né futuro.

L’autore, immerso nella campagna vicino agli alberi, giunge all’elogio dell’infanzia, a quando leggeva i fumetti dei “visi pallidi” che, credendo ai Bianchi, vi rimisero la vita. Molto probabilmente è per questo che vuole sentire un albero parlare, sentire quella natura che non inganna, percepita come una madre, non quella che le ha dato la vita ma quella che fa vivere la vita, giocando con i colori dell’arcobaleno e dei fiori e rimanere incantato come un bambino che guarda le stelle, il cielo, le nuvole… Al legame materno e paterno unisce quello dei fratelli,   accanto ai quali affiora l’amore per la natura, fino a giungere e sentirsi adolescente insieme a Pino che, attraversando i momenti chiave della crescita delle radici, mette in pericolo la stabilità del caseggiato circostante, compresa l’amicizia da tanto instaurata. Però, quell’essere che succhia nutrimento dalla terra e cattura con le foglie la luce che scende dal cielo, mi fa vivere ed è poco ciò che io restituisco dopo ogni respiro.

È quando io, nell’inquieto gioco della vita dei lati tuoi più bui avevo orrore  con musica e poesia già ti tradivo. Ma tu, muta e discreta, a me t’accompagnavi.

Stando a contatto con la natura non ci si sente mai soli, neanche quando la luce lascia il posto all’oscurità. L’autore pone la sua sensibilità in relazione alla tumultuosa modernità che ha tolto alle persone qualsiasi tipo di fardello spirituale, interrogandosi se la sensibilità sia un dono. Si, è un dono! È il dono di chi cerca, di chi osserva, sensibilità appartenente più all’arte che alla scienza, che coglie nelle foglie la parte più delicata della pianta, realizzando il primo contatto intimo con l’uomo. Egli utilizza l’educazione naturale rivolta ai figli, trasmettendo competenze civiche e sociali per essere riprodotte allo stesso modo di come egli le ha ereditate, tigli e ontani, con caratteristiche sonore, buone per costruire chitarre ed ascoltare nel bosco la preghiera del silenzio, un silenzio religioso, sorgente di vita, fino a considerare Pino un membro della famiglia con il quale è cresciuto, dialogando sui misteri della vita e, adesso che giunge novembre, ci  insegna come si lasciano andare le cose ormai morte, ma con fare minaccioso oltrepassa la distanza di sicurezza dell’abitazione .

Breve Autunno, caleidoscopio di innumerevoli cromie, inumidite da piogge insistenti e leggere, che portano emozioni, serenità… e rilassanti silenzi nel cuore.                                                          

L’autore è un girovago per mestiere, vaga nei borghi e nei paesi interni della Sicilia e in quelli costieri, predilige la natura e osserva uomini e cose, spazia nella terra selvaggia dei Peloritani, dei Nebrodi e delle Madonie, fino a giungere alla terra bruciata dell’Etna. È una lirica la sua che “si inchina di fronte alla grandezza di queste maestà armoniose”, ora che con amarezza appare forte l’irruenza di Pino che aggredisce le fondamenta della casa di Rio.

Non riesco…non riesco a dire niente, giro i tacchi e vado. Sento il bisogno di allontanarmi da lui, da quel luogo. Il decidere sarà meno duro lontano da qui…

Si genera nell’autore un trauma in quanto non sa se eliminare Pino (l’amico di sempre) oppure le due camere interessate dall’azione d’infiltramento delle radici…che l’hanno ospitato ininterrottamente.
Cosa accadrà a quelle due stanze avvolte e intrise d’amore? Cosa accadrà a Pino assorto nel sole, ove l’ombra stessa della stanza è piena di sollecitazioni? Credo sia meglio non dirlo…
…e sentire l’ultima voce di Rio:
Non dobbiamo avere mai paura o vergogna a parlare d’amore. È l’unica vera follia che vincerà sempre !
Questo è il messaggio di La voce delle foglie, un messaggio vero che solo loro possono mandarci.

La voce delle foglie
Liborio Erba
Edizioni BookSprint, 2018
Pagine 126
Prezzo € 4,99

Franco Santangelo

Franco Santangelo

Critico e Storico