L’amica geniale – Elena Ferrante


L’amica geniale è il primo libro di una quadrilogia, scritta dalla partenopea Elena Ferrante. Su questa autrice gioca il più stretto riserbo, poiché ella non ha mai palesato la sua identità, pubblicando sotto pseudonimo. Tante supposizioni sono state fatte in proposito, ma niente di certo. Non si è neppure sicuri del fatto che si tratti di una donna e questo ha contribuito ad alimentarne il mistero e, per forza di cose, il mito.

Raramente succede, ma la trasposizione cinematografica che è da poco andata in onda della storia, divisa in quattro puntate per la Rai, con attori non professionisti, ha contribuito a diffondere il culto per questa opera letteraria già di per sé famosa. Se prima qualcuno non aveva letto il libro, ora, come nel mio caso, grazie alla televisione lo ha di certo fatto. Perché non azzardo dicendo che forse le puntate sono anche più belle del libro stesso, e hanno attirato la benevolenza di un pubblico vasto e variegato che attende presto il prosieguo.

La storia, in fondo, non è nulla di eclatante. Una storia d’amicizia fra due bambine povere di un rione popolare di Napoli, negli anni Cinquanta dello scorso secolo. Dall’inizio di questa amicizia, nata alle scuole elementari, fra Elena Greco detta Lenù, la figlia dell’usciere, e Raffaella Cerullo detta Lila, la figlia dello scarparo, fino all’età matura e oltre, fra indigenza, violenza e giochi di ruolo.

La scuola che dà una prima impronta a chi si distingue per ingegno e lavora in gran segreto da deus ex machina (tramite la maestra Oliviero),  garantendo un futuro a taluni e negandolo ad altri. Gli amici, tutta gente del rione, al principio soggiogati dal potere dei “signorotti” del luogo (don Achille; i Solara), per poi uscire allo scoperto attraverso identità proprie che, purtroppo, portano a chiudersi nell’ambiente ristretto e a rimanere comunque confinati. La violenza per un nonnulla, che esplode selvaggia, figlia della frustrazione e della miseria, e porta a quella smarginatura con cui un padre esasperato scaraventa il sangue del suo sangue dalla finestra, fino a fratturare un braccio a Lila.

Ma al di là di ogni bruttura, rimane questo legame solido fra Lenù e Lila: una lo specchio dell’altra. Una la forza e un esempio per l’altra. Due bambine (e poi due donne a confronto) che sentono la competizione, ma in senso positivo. Quel voler imitare l’altra, non essere da meno, che farà in modo che esse non si fermino ai confini del rione, ma diventino curiose, in continua sfida. Con la voglia di superare i loro limiti e aspirare a una vita diversa. La ricchezza di Lila è Lenù: il suo sprone; e viceversa.

Lila, indomita e intelligentissima, con l’aspirazione da sempre di sfondare e diventare ricca; Lenù, più riflessiva e posata, con una grande passione per il libri e la volontà di sfuggire al fantasma della madre che, guercia e zoppa, le ricorda di continuo come potrebbe essere il suo fallimento.

Una storia normalissima, dunque. Un’amicizia forte e contrastata. Perché allora tanto successo?

Perché credo che la gente sia stanca di finzioni e voglia sentirsi raccontare qualcosa di autentico, in cui magari immedesimarsi e piangere. Commuoversi per quella vita misera, eppure così ricca, se Lenù può sempre contare sull’appoggio incondizionato di Lila. Fino a confondersi; a perdersi nei suoi confini e nel suo esempio, tanto che rimane il dubbio su chi delle due sia davvero l’amica geniale.

Secondo me la differenza la fa lo stile di Elena Ferrante. Un modo di narrare lento, pacato, che trasporta nel passato. In un mondo in cui la frenesia della quotidianità non era ancora divenuta mortale e ci si poteva prendere il tempo di tornare sui nomi, sui concetti, sui protagonisti. Un tempo in cui ci si poteva anche permettere di parlare di piccoli problemi e di quotidianità. Di nulla, in fondo, senza il bisogno continuo di stupire.

L’amica geniale fa sentire il lettore accolto, spettatore di piccoli miracoli. Partecipe di una vita che abbiamo conosciuto tutti. Lenù e Lila ci fanno compagnia come fossero davvero esistite.

L’amica geniale
Elena Ferrante
Edizioni e/o, ottobre 2018
Pagine: 328
Prezzo: € 18,00

Cristina Biolcati

Cristina Biolcati

articolista, scrittrice e poetessa