Elevation – Stephen King


Quando ho acquistato Elevation, l’ultimo romanzo di Stephen King (Spering & Kupfer, febbraio 2019), ho pensato che il prezzo fosse eccessivo. Quasi sedici euro, per poche pagine, scritte in grande e illustrate. Dopo un po’ che l’opera era nelle mie mani, ho valutato la compattezza della rilegatura, il design suggestivo, il fatto che sia un libro maneggevole e poco ingombrante. E non mi sono più sentita tanto sconsiderata. Quando poi ho terminato la lettura, commossa fino alle lacrime, ho pensato di avere speso bene i miei soldi. Ho trascorso qualche ora (non di più dura la lettura) in compagnia di uno scritto di qualità, dove le genialità del Re sono emerse ancora una volta, con rimandi a opere passate, dato che la storia è ambientata a Castle Rock. Non concordo quindi con la critica quando afferma che Elevation sia un racconto minore, pensato per non far scemare l’interesse nei confronti dell’autore e mantenere gli introiti. Perché per scavare nell’animo umano, portando in superficie fobie, a mio parere, non sono necessarie le milleduecento pagine di It.

Atroce può essere anche il fatto di dimagrire a vista d’occhio, come fa il protagonista di Elevation, sapendo di dover dire addio ogni giorno a un pezzo di sé, senza cure né sconti, fino a consumarsi totalmente. Doloroso è comprendere di doversene andare proprio quando ci si era trasformati in una persona migliore e si era riusciti a mettere a posto parecchie cose. Quando era tornata la gioia di vivere, perché non si era più soli, come a Scott Carey, il quarantaduenne sovrappeso protagonista della storia, abbandonato dalla moglie e coinquilino di un gatto, che ad un certo punto incontra degli amici sinceri. Un po’ come abbandonare una festa quando finalmente inizia a decollare; come rinunciare al meglio, in nome di qualcosa di più grande, del quale non si sa nulla. Morire, appunto, che si presuppone essere una repentina “elevazione”, ma nessuno ha le prove. Si abbandona il corpo, si spera in una dimensione migliore, ma che tristezza…

Tutto converge in questo continuo levitare, pensò. Se è questo che si prova morendo, ognuno di noi dovrebbe essere ben lieto di fare il passo estremo.

Forse in maniera un po’ strampalata, ma ve l’ho già esposto, questo racconto incredibile e dai toni dolcissimi del re del Maine. Con all’interno tanti pregiudizi, che il protagonista si propone di abbattere, quali ad esempio l’amore fra due donne, sue vicine di casa che egli si appresta ad aiutare, dopo avere constatato che, seppure il suo aspetto sia sempre uguale, sta perdendo peso a una velocità vertiginosa. Come gli astronauti nello spazio, molto presto Scott Carey inizierà a fluttuare e tutti scopriranno il suo segreto. A meno che, egli non elabori un piano.

Non è un racconto incompiuto, e nemmeno breve per frutto d’incuria. Elevation è invece una storia che scuote il lettore, lo diverte e angoscia al tempo stesso. Una panacea per questi tempi indifferenti, dove tutti credono di avere dei cliché da seguire e ciascuno si sente depositario di un’unica ottusa verità.

Elevation
Stephen King
Sperling & Kupfer, febbraio 2019
Pagine: 196
Prezzo: € 15,90

Cristina Biolcati

Cristina Biolcati

articolista, scrittrice e poetessa