L’annusatrice di libri – Desy Icardi


A quattordici anni, la piccola Adelina perde d’improvviso la capacità di leggere. Siamo nel 1957, a Torino, e i tempi non sono ancora maturi per una diagnosi appropriata. Tanto più che Adelina è ospite a casa della zia Amalia, dove i suoi genitori l’hanno mandata dal paese a conseguire gli studi. La zia, una vedova abbiente con un passato da soubrette in uno spettacolo di magia, è oltremodo parsimoniosa e non dà alla nipote le giuste attenzioni. In questo modo, ella ha però potuto  conservare il patrimonio ereditato dal defunto marito e lo status di “madama Peyran”.

Adelina diventa così vittima di bullismo a scuola, dove i compagni la considerano non una persona in seria difficoltà, bensì un’asina. E questo, per la ragazzina che tanto ama i libri, è un cruccio doloroso. Finché un bel giorno, le viene affiancata la compagna Luisella, per aiutarla con gli studi. Adelina scopre che la sua facoltà di lettura ha semplicemente “traslato” ad un altro organo di senso, interessando l’olfatto anziché la vista. Si scopre in grado di leggere i libri annusandone le pagine, sebbene ciò rappresenti per lei una vera e propria sofferenza fisica, oltre a non poterlo confidare a nessuno.

Adelina iniziò a prendere in mano testi a caso: alcuni odoravano di rose, martirio ed estasi; altri di pane e carità; altri ancora avevano il sentore asprigno della pedanteria e l’appiccicoso aroma della retorica. Infine, l’avida lettrice decise di farsi sedurre da un altro paio di profumi: quello di un grande volume che odorava di gelsomino e un altro proveniente da un libriccino che sapeva di legno di sandalo.

Le pagine de L’annusatrice di libri di Desy Icardi (Fazi Editore, febbraio 2019) scorrono veloci fra la storia di Adelina e quella della zia Amalia, ovvero di quando, trent’anni prima, la zia si affacciava al mondo del varietà e cercava un buon partito per accasarsi. Non manca la parte dell’intrigo, visto che il padre di Luisella è un facoltoso notaio di Torino, con la passione per i testi antichi. E in combutta con l’insegnante delle due ragazze, il reverendo Kelley, non si lascerà di certo sfuggire il talento della piccola annusatrice, del quale vorrebbe approfittare per decifrare il celebre manoscritto Voynich, “il codice più misterioso al mondo”, scritto in una lingua che nessuno è mai riuscito a comprendere. In tal senso quindi, egli ordisce un tranello ai danni di Adelina e della zia, che di certo non rivelerò. Aggiungo soltanto che molto piacevoli sono i continui rimandi ai classici della letteratura e alle citazioni dei libri, permettendomi di consentire con la critica: si tratta di un libro per chi ama i libri.

Consiglio questo romanzo per la sua scrittura fluida ed evocativa, che non richiede una particolare concentrazione: la storia si materializza senza fatica. Per compiere un tuffo nel passato e ricordare com’era la mentalità di chi è venuto prima di noi. Per il fatto che, come nella vita, le apparenze a volte ingannano e non è detto che chi si dimostra indifferente o scostante sia sempre un personaggio negativo. Qui i buoni e i cattivi si contano alla fine e, per quel che sembrava tanto assurdo, c’è una spiegazione plausibile.


L’annusatrice di libri
Desy Icardi
Fazi, febbraio 2019
Pagine: 408
Prezzo: € 16,00

Cristina Biolcati

Cristina Biolcati

articolista, scrittrice e poetessa