Le impressioni di Berthe – Stella Stollo

L

Con fedeltà estrema, frutto di documentazione e studi approfonditi, la scrittrice toscana Stella Stollo mette nero su bianco il romanzo ideale per gli amanti dell’arte.

La protagonista è Berthe Morisot, passata alla storia come musa del pittore Manet, ma non solo. Prima di leggere questo libro, romanzato da un’autrice che ha saputo calarsi perfettamente nell’epoca, risultando assolutamente credibile attraverso i dialoghi, conoscevo Berthe dai ritratti. Eppure Berthe Morisot ha brillato di luce propria, essendo stata essa stessa un’artista, una “pittrice impressionista”, unica donna contemplata in una folta schiera di “colleghi” dai nomi altisonanti. Renoir, Monet, Degas, solo per citarne alcuni.

Berthe Morisot è nata in Francia nel 1841, da una famiglia borghese che ne ha incoraggiato il senso artistico, l’interesse per la pittura e l’atteggiamento aperto della mente. L’ambiente familiare inoltre, è stato oltremodo stimolante, avendo i genitori accolto nella loro abitazione di Parigi intellettuali e artisti.

All’epoca, però, l’Accademia delle Belle Arti alle donne era preclusa. Berthe ha ovviato operando da “autodidatta”, esercitandosi a copiare i dipinti dei grandi maestri, allo scopo di favorire il suo genio. E proprio mentre si trovava al Louvre a dipingere, assieme alla sorella Edma, ha incontrato Edouard Manet, il quale è rimasto a dir poco affascinato dalla sua figura sottile, dal suo abbigliamento alla moda e dal fatto che la donna leggesse i romanzi più in voga. Di quest’amicizia Stella Stollo ci parla in maniera sempre molto delicata, come si confaceva ai pensieri delle gentildonne di allora. La Berthe che ha posato per Manet, sotto suo espresso invito, in segreto covava una passione per quell’uomo fuori dagli schemi e per il suo talento, preoccupata di piacergli in quanto artista più che fisicamente. Una storia, la loro, mai per altro sfociata in squallide situazioni di sesso. 

Tanto che Berthe sposerà il fratello del pittore, il più mite e affidabile Eugene. All’epoca del loro incontro, Manet comunque aveva già una moglie.

Stella Stollo, in Le impressioni di Berthe (Graphofeel Edizioni, 2018), parte dai preparativi frenetici del marzo 1896 presso la Galleria parigina di Durand-Ruel, dove per le sale si aggirano gli amici della pittrice, deceduta l’anno precedente, al fine di organizzare in suo onore una retrospettiva. Berthe Morisot è morta a soli 54 anni, a causa di una polmonite degenerata in modo repentino. 

Renoir, Degas, Monet, Mallarmé, si alternano sulla scena, cercando di collocare al meglio i quadri della loro amica, considerata a tutti gli effetti una del gruppo, faticando tuttavia a trovare un accordo circa la disposizione di quella produzione tanto vasta.

Berthe è ormai morta, è vero, ma è come fosse ancora presente. Tutto lì parla di lei: profumi, colori, immagini riflesse. Manca a tutti la sua arguzia e le sue opinioni emancipate.

Inizia così un viaggio nell’Ottocento francese, attraverso i ricordi corali di Berthe Morisot, che trovano spazio nella mente di chi più l’ha amata. Prima fra tutte la figlia Julie che, attratta da alcune opere della madre, ne rivive la storia. Dall’incontro con Eduard Manet (passione reciproca inclusa), sino al fidanzamento che poi la porterà in sposa al fratello Eugene, padre della stessa Julie.

Può un romanzo conquistare sin dalla copertina? In questo caso, sì. Un bellissimo autoritratto di Berthe Morisot, curiosamente di spalle, sapientemente elaborato dalla casa editrice. Quando poi si aprono le pagine, si scopre che Le impressioni di Berthe è molto di più. Una storia interessante e ben scritta; una lettura consigliata.


Le impressioni di Berthe
Stella Stollo
Graphofeel, novembre 2018
Pagine: 298
Prezzo: € 18,00

Cristina Biolcati

Cristina Biolcati

articolista, scrittrice e poetessa