Il buio non fa rumore – Candice Fox

Le storie dell’australiana Candice Fox, scrittrice che ha vinto ben due volte il prestigioso Ned Kelly Award per la narrativa gialla, i cui protagonisti sono l’amata coppia di detective Ted Conkaffey e Amanda Pharell, diventeranno presto una serie TV.  

L’autrice, che ha 39 anni e vive a Sydney, è molto amata in patria e tradotta negli Stati Uniti. Oltre alla scrittura cinematografica, di facile impatto, le si riconosce l’idea vincente di avere unito sulla scena, quali investigatori dei suoi casi, una coppia di reietti, che si discostano dallo stereotipo del detective “bello e dannato”. Oppure, potranno anche essere di aspetto gradevole (per quanto fuori dai canoni), ma di certo poco stimati dalla società.

L’investigatore, come noi lo intendiamo nel senso più ampio del suo ruolo narrativo, incarna solitamente un livello di abilità col quale vogliamo identificarci. Egli gode dell’ammirazione e dell’appoggio di tutto il suo entourage, essendo considerato un modello di punta da sfoggiare nell’indagine stessa. Ecco perché il lettore rimane un pochino spiazzato quando si trova davanti, in Il buio non fa rumore (Piemme, giugno 2019), un protagonista maschile che non solo vive isolato nelle paludi piene di coccodrilli di Crimson Lake, a nord di Sydney, con la sola compagnia di Donna, un’oca e i suoi piccoli da accudire, ma ama questo suo isolamento, reputandolo il modo più efficace per evitare il linciaggio collettivo. In base a testimonianze che nemmeno si sa se veritiere, egli infatti è stato accusato anni prima di avere rapito una ragazzina di tredici anni, solo perché vista nei pressi di una fermata d’autobus dove lui ha sostato. Allora Ted Conkaffey era un poliziotto di Sydney che amava la sua famiglia e il suo lavoro. Dopo di che, ha perso tutto. Anche la moglie lo ha abbandonato e nessuno più lo stima. Perché il dubbio è bastardo. S’insinua e non se ne va.

Intende stare in pace, quindi, Ted Conkaffey. Non vuole dare nell’occhio, bensì rimanere nell’anonimato, al fine di non doversi trasferire nuovamente e venire tacciato di pedofilia se riconosciuto, dato che il suo è stato un caso mediatico che ha fatto grosso clamore. Ciò che manca, al detective Conkaffey e lo rende unico è proprio la reputazione.

Il suo avvocato si è strenuamente battuto per dimostrarne l’innocenza, sebbene non si sia mai arrivati a un processo, per mancanza di prove. Qualcuno ha fatto del male alla piccola Claire, ma l’avvocato sa che non può essere stato il suo assistito. Anzi, lo aiuta a rifarsi una vita, presentandogli Amanda Pharell, detective privata che ha messo in piedi un’agenzia, reietta come lui, dato che è reduce da dieci anni di prigione, perché accusata di omicidio. 

I due uniscono le forze per fronteggiare un’indagine che viene loro assegnata, avvincente e senza esclusione di colpi. Perché in gioco ci sono anche le loro vite, il loro passato, i sospetti che nutrono reciprocamente. C’è la volontà di comprendere cosa sia stato di un tempo lontano, quando entrambi erano soltanto due giovani che si affacciavano alla vita. 

L’indagine che si profila in questo thriller è spiazzante, proprio perché ancor prima di voler scoprire i colpevoli del caso trattato, il lettore si pone mille interrogativi su Ted e Amanda stessi. Un po’ come mettersi alla cieca nelle mani di qualcuno che, fino alla fine, non sappiamo se sarà degno della nostra fiducia.

Quelli che sembravo personaggi “ruvidi”, portano in scena dei tasselli che a poco a poco li rendono amabili. E alla fine, pare di comprendere le loro ragioni, diventando consapevoli di quanto male possano talvolta fare le coincidenze o le chiacchiere della gente.

A breve 2019 Piemme dovrebbe pubblicare la seconda indagine di questa coppia così stranamente assortita. Non rimane dunque che attendere Candice Fox, con un altro suo piacevolissimo romanzo.

Il buio non fa rumore
Candice Fox
Piemme, giugno 2019
Pagine: 384
Prezzo: € 17,90

Cristina Biolcati

articolista, scrittrice e poetessa