Presenza oscura – Wulf Dorn

Allo scrittore tedesco Wulf Dorn va il merito di riuscire a esprimere al meglio il subconscio, ovvero quella “vocina interiore” che ciascuno avverte nel profondo e crea comunanza. Degli autori di thriller, abili nel dare emozioni tramite eventi che si succedono a catena, oppure indugiando in descrizioni cruente, egli è quello che meglio di tutti sa creare tensione psicologica. È la mente, infatti, la vasta tematica su cui spazia. Quel “contenitore” così labile, in grado di sprigionare endorfine e farci sentire al sicuro, ma altrettanto capace di scatenare i demoni più terrorizzanti.

L’essere umano è schiavo delle proprie fobie. Esse creano visioni e amplificano quello che non si conosce né si può controllare. Wulf Dorn, nel suo nuovo romanzo Presenza oscura (Corbaccio, agosto 2019), insegna quanto il nostro cervello sia alla continua ricerca di stimoli. E quando non li trova, se li crea.
Dobbiamo fare continuamente i conti, in sostanza, con ciò che è realtà e ciò che è finzione; un dualismo che pervade l’esistenza umana, dato che non sempre le cose sono ben definite; un “doppio”, che è anche uno dei temi trattati.

Ma soprattutto (per tornare alla vocina della premessa), ognuno di noi non può sfuggire a un pensiero fisso: la morte. Ci si interroga sulla morte, in quanto ne siamo al contempo terrorizzati e affascinati. Cosa c’è dopo la morte? Esiste un’altra dimensione in cui poter continuare a sussistere? Oppure tutto termina con l’ultimo pensiero e l’ultimo respiro?

Parlare di morte non è mai semplice. Per rifarsi a quei contrasti che coesistono nei libri di Dorn, in Presenza oscura è Nikka, una ragazza di sedici anni, ad avere un’esperienza nel regno dei defunti. Un soggetto in teoria distante da quei pensieri, dato che si crede sempre che la morte sia una cosa per vecchi. E invece…

Ad Halloween Nikka si reca in discoteca con la sua amica Zoe, ma un brutto accadimento pone fine alla sua infanzia. Perché lei rimane morta per ventuno minuti, prima di essere rianimata da Sacha, il dj infermiere che diverrà poi il suo più prezioso alleato. Un ritorno alla vita accompagnato però da incubi e visioni deformate; presenze oscure che necessitano di un suo intervento. Turbamenti che pongono in dubbio la sua stessa sanità di mente. E qui l’autore è abile a mettere il lettore nel dubbio, fino a indurlo a fare mille congetture.

Quando Nikka si sveglia in ospedale, preda di una fastidiosa amnesia, viene a sapere che a Zoe è andata anche peggio. La ragazza infatti è sparita. Che fosse la sua migliore amica, Nikka però lo ricorda bene, così come è anche consapevole che Zoe abbia bisogno del suo aiuto per fare ritorno a casa. Non è quindi proprio il momento di osservare un periodo di convalescenza, come vorrebbero i medici e sua nonna. 

La ragazza si mette sulle tracce di Zoe, sebbene lo scenario che si profila sembri assurdo. Qualcuno ha ordito una trama insospettabile, eppure Nikka non si fermerà di fronte a niente pur di riavere la sua amica del cuore.
Una storia di morte, ma anche di amicizia, quella che ci narra l’autore in Presenza oscura. Dove non è esente nemmeno la speranza. Siamo infatti alla continua ricerca di qualcosa di positivo sull’estrema esperienza, che purtroppo coinvolgerà tutti. Per cui, anche un tunnel di luce e un “attraversamento” che tenda a una meta, possono essere un appiglio cui aggrapparsi.

Una storia avvincente e dalla scrittura cinematografica, dove si trovano frasi brevi e dialoghi colloquiali. Modi di esprimersi credibili, trattandosi di protagonisti molto giovani. I capitoli, anch’essi brevi, fanno sì che gli eventi vengano bene assimilati e la trama non arrechi mai noia. Sentiremo ancora parlare di Nikka? I presupposti sembrano esserci tutti. Un arrivederci dunque, a Wulf Dorn. Speriamo a presto.

Presenza oscura
Wulf Dorn
Corbaccio, agosto 2019
Pagine: 432
Prezzo. € 19,50

Cristina Biolcati

Cristina Biolcati

articolista, scrittrice e poetessa