Il coltello – Jo Nesbo

Per la dodicesima volta torna Jo Nesbo a parlarci del suo protagonista di punta, il poliziotto di Oslo Harry Hole. Colui che nell’immaginario collettivo è diventato un mito, in quanto a carisma e determinazione. Un soggetto ben studiato e caratterizzato, che in un thriller fa la differenza.

Il coltello è stato pubblicato da Einaudi nel settembre 2019 ed è probabilmente l’indagine più complicata per Hole, in quanto l’atto criminoso coinvolge direttamente una persona a lui molto cara. Sebbene egli sia avvezzo ad intervenire in favore di amici e colleghi, non ultimo il figliastro Oleg che in passato si era messo in seri guai.

Harry è un alcolizzato, come negarlo? Nelle difficoltà punisce se stesso, specialmente adesso che la moglie Rakel lo ha cacciato di casa. Però è anche molto generoso. Ha una protesi di titanio al dito medio – provvidenziale? –, così come molte cicatrici sul viso, segni indelebili della sua lotta contro il male. Soprattutto, testimonianze del suo coraggio e del suo agire in prima linea. Harry Hole infatti non si risparmia. Una volta sceso in campo, gioca fino in fondo la partita e colpisce duro, proteggendo col proprio corpo le persone amate.

All’interno di ogni romanzo l’autore è solito inserire due o tre casi minori che gravitano attorno al fatto principale; questioni che Hole risolve grazie al suo micidiale sesto senso e alle geniali intuizioni. Anche qui, chi ha ucciso barbaramente e con un particolare tipo di coltello – da cui prende il titolo l’opera – si nasconde nel buio, molto vicino ai protagonisti, sebbene i sospetti mutino di volta in volta, senza che in apparenza vi sia alcuna prova concreta per arrivare al colpevole.

Un noto violentatore, inviso da sempre a Harry Hole, si rifà vivo. Come altri personaggi che avevamo lasciato negli episodi precedenti e che adesso si ritrovano tutti assieme sulla scena, quasi fosse una rimpatriata di vecchi amici.

Entrare nei particolari è difficile, poiché anche l’uccisione principale – che dà origine al tutto –  è motivo di stupore. Uno dei colpi di scena migliori di Jo Nesbo e senza dubbio inaspettato, così come il gran finale. Dopo anni di fidelizzazione, per il lettore sono impatti duri.

Il ritmo non concede tregua e nessuno resta in panciolle per più di qualche ora. Giusto il tempo di dormire, oppure di fare altro. Perché qui ritroviamo un Jo Nesbo in stato di grazia, per quanto riguarda la caratterizzazione di Harry Hole. Scatta l’ormone e ci ricordiamo come mai le donne della serie siano tutte innamorate di lui. In grado di “intrigare” al punto giusto, tanto da affermare di non avere esagerato a metterlo in luce, rispetto alla quantità di altri investigatori che si aggirano nei cosiddetti “thriller nordici”. Harry Hole ha una marcia in più, carisma da vendere. È una garanzia, perché non cela i suoi difetti. Al contrario, li ostenta, dando l’idea che a grattare sotto la superficie ci sia della sostanza. Una presenza granitica e che poi manca, quando il libro finisce.

La critica ha avuto pareri contrastanti. Pur restando Il coltello un buon thriller, c’è chi avrebbe gradito una maggior sintesi – sono più di seicento pagine. O anche chi avrebbe voluto uno svolgimento più verosimile.Questa è la mia considerazione: se volessimo restare su un piano di realtà, leggeremmo un thriller?

Ben venga quindi chi ci fa sognare, raccontando ci sia qualcuno in grado di affrontare le cose atroci della vita e porvi rimedio. Uno che si rialza sempre, per quanti traumi abbia subito. 

Avrei letto ancora di Harry Hole alla ricerca di quel coltello. Di lui che mette in dubbio se stesso, essendosi svegliato una mattina con le mani sporche di sangue, senza avere  ricordo della serata precedente. Eppure nessuno diffida, quasi fosse un fratello.
Parola mia, che aspetto il nuovo romanzo. Aspetto Harry.

Il coltello
Jo Nesbo
Einaudi, settembre 2019
Pagine: 624
Prezzo: € 20,00

Cristina Biolcati

Cristina Biolcati

articolista, scrittrice e poetessa