Becoming. La mia storia – Michelle Obama

Michelle Obama è stata la prima first lady nera degli Stati Uniti d’America. Suo marito, Barak, è stato il primo presidente nero degli Stati Uniti d’America.

Loro due, insieme alle figlie, Malia e Sasha, sono stati la prima famiglia nera a risiedere alla Casa Bianca. Il loro ritratto ora è appeso alla National Portrait Gallery di Washington.  E di questo Michelle Robinson Obama ne va molto fiera e lo racconta con orgoglio nella sua autobiografia dal titolo Becoming. La mia storia, pubblicato in Italia da Garzanti.

«Sono una persona che si è trovata a compiere un viaggio straordinario». Un viaggio che ha cambiato lei (Come sono diventata me stessa), ha cambiato lei e Barak (Come siamo diventati noi stessi), ha cambiato la sua famiglia sulla soglia della Casa Bianca (Come siamo diventati qualcosa di più).

Oggi appare particolarmente significativo leggere questo libro, proprio nel momento in cui l’America brucia e protesta per l’ennesimo, vergognoso episodio di razzismo nei confronti di una persona afroamericana, la cui unica colpa è avere la pelle nera.

Sono stata una studentessa nera della working class in un costoso college frequentato in prevalenza da bianchi. Sono stata spesso l’unica donna e l’unica persona afroamericana presente nella stanza, in molte stanze diverse. Sono stata moglie, neomamma stressata, figlia lacerata dal dolore del lutto. E, fino a non molto tempo fa, sono stata la first lady degli Stati Uniti d’America, un lavoro che ufficialmente non è un lavoro, ma che mi ha offerto una tribuna che mai avrei immaginato.

In questo passaggio sono racchiusi i temi fondamentali della vita di Michelle Obama, i momenti salienti della sua storia personale che inevitabilmente si intreccia con quella pubblica del suo Paese.

Il racconto che Michelle ci fa della sua esistenza si srotola come fosse un romanzo. Lei, ragazzina cresciuta nel South Side, quartiere povero di Chicago, non si risparmia mai nelle sue attività, sempre mossa dal bisogno di migliorarsi e di migliorare la condizione della propria famiglia. Una famiglia che le ha insegnato i valori della solidarietà, dell’unità, del sacrificio nello studio e nel lavoro. Valori di cui Michelle farà tesoro nel corso della sua esistenza e ai quali spesso si aggrapperà soprattutto nei momenti più faticosi della scalata verso le vette del potere.

La vita che ci racconta Michelle è fatta però anche di momenti di normalità, comuni a molte persone, quella quotidianità che affratella uomini e donne, soprattutto se appartenenti alla stessa classe sociale, appollaiati sullo stesso gradino della scala sociale.

La forte dedizione allo studio che ha sempre caratterizzato Michelle sarà la sua personale autostrada verso una affermazione professionale quasi impensabile per una giovane donna nera con la sua estrazione sociale. Michelle, con la forza della sua volontà, riesce a scardinare i cliché, aprendosi un varco fra la folla di giovani bianchi facoltosi che affollano le più prestigiose università americane e da lì verso quegli eleganti uffici nei grattacieli del centro di Chicago.

L’incontro con Barak Obama, giovane studente di legge dalla mente brillante, coinvolge Michelle, inizialmente un po’ infastidita dalla sua presenza. La scintilla che scoccherà fra i due li porterà a percorrere una parabola di vita, privata e pubblica, che sembra quasi una favola. Michelle sarà un punto di riferimento costante e solido nell’ascesa politica di Barak. Ma a questo faticoso lavoro lei affiancherà la cura della propria carriera e il mestiere di mamma. Proprio nel rispetto di quei valori familiari che le erano stati trasmessi dalla sua famiglia, Michelle non metterà mai le sue figlie dopo gli impegni, pubblici o del lavoro privato. Anche nel racconto della vita alla Casa Bianca, Michelle Obama rivendica con determinazione gli sforzi che ha dovuto compiere per mantenere in equilibrio la sua famiglia, travolta dalla tempesta della scena pubblica, nazionale e internazionale.

Ero first lady da un paio di mesi. In altri momenti mi ero sentita sopraffatta dal ritmo degli impegni, indegna dell’attenzione dei media, in ansia per le nostre figlie e incerta dei miei propositi. Ci sono alcuni aspetti della vita pubblica – la rinuncia alla propria privacy per diventare il simbolo vivente di una nazione, per esempio – che sembravano avere lo scopo di toglierti parte della tua identità.

Eppure Michelle quella identità è sempre riuscita a mantenerla viva e alta. Come ci racconta lei in questa appassionata autobiografia, si è aggrappata fin da giovane all’unico strumento che aveva per salire quella faticosa scala sociale, ovvero la scuola e ha fatto dell’accesso all’istruzione, soprattutto per le giovani donne in molte parti del mondo, una delle sue battaglie più coraggiose. Studiare e migliorarsi è il veicolo che può portare fuori dal tunnel della ghettizzazione sociale. La scuola e la cultura diventano gli strumenti principali per combattere la discriminazione, l’isolamento e le più svariate forme di razzismo a cui purtroppo ancora troppo di frequente  assistiamo nelle nostre società. È probabilmente questo il messaggio più forte che Michelle Robinson Obama, prima first lady nera d’America, ci trasmette con questo suo libro, una autobiografia che si legge come fosse un romanzo.

Becoming. La mia storia
Michelle Obama
Garzanti, 2018
Pagine 614
Prezzo: Euro 16,00