Intervista a Pietro Metropoli

Il poeta Pietro Metropoli racconta della sua passione per la poesia e del suo libro Fasi Lunari

Quando nasce la tua passione per la poesia?
Scrivo sin dall’adolescenza e la poesia è stata qualcosa di naturale per me. Ricordo come fosse adesso, un giorno ero in camera steso sul letto preso da voglie, sogni, ansie, paure e paranoie care agli adolescenti. Mi sentivo una cosa dentro che voleva uscire fuori ma non te lo so spiegare precisamente. Allora presi penna e foglio, cominciando a scrivere di getto. Fu allora che nacque la mia prima poesia ufficiale.
Io penso che le passioni siano come dei fiumi in piena che non puoi assolutamente controllare e devi solo lasciarti andare. Per me è andata così e da quel giorno non mi sono più fermato. Non sto dicendo che scrivo tutti i giorni ma ti posso assicurare che quando scrivo mi sento bene ed i miei scritti aiutano a capire meglio me stesso e la realtà che mi circonda. Ho scritto e scrivo anche in prosa ma oggi posso affermare con tutta sincerità che la poesia è il mio vestito migliore, mi sento come un artigiano nella sua bottega anche perché «la mano da penna vale quanto una mano d’aratro» come scriveva il poeta francese maledetto Arthur Rimbaud.

Una tua poesia a cui sei più legato?
Non ho una poesia in particolare perché sono tutte importanti. In ogni poesia c’è un pezzo di me e della mia vita, di quello che sono stato e di quello che non sono stato. C’è il vissuto a 360° gradi: dalla vita alla morte, dalla famiglia all’amicizia, dalla fede al sesso, dal lavoro alla natura, passando per l’amore e l’odio. Ognuna è una parte di me, intima e speciale, dove può specchiarsi bene chiunque.

In questo periodo difficile la poesia o la scrittura in generale può salvare?
Nel mio caso la poesia mi ha salvato, come d’altronde è successo spesso. Sono di Salerno ma vivo a Padova per lavoro e la pandemia relativa al COVID-19 stava praticamente per affossarmi vivo. Non bastava il semplice fatto di stare lontano da casa, dagli affetti e di tornare al massimo tre volte l’anno, c’è voluta la prova del virus per farmi capire per l’ennesima volta, in assoluta solitudine, che non si è mai veramente soli quando si può contare sempre su sé stessi e su qualcosa da scrivere e/o leggere. Se non ci credi non ti salverai mai per davvero, di sicuro conosco gente che in questo periodo si è lasciata andare alla lettura con più spensieratezza salvandosi, in un certo senso, da una realtà assurda e surreale alla quale nessuno di noi era preparato.

Per alcuni la poesia è sorpassata ma invece è sempre attuale, un messaggio a chi crede la poesia è fuori moda?
La poesia è sempre viva e vegeta, se ci guardiamo bene intorno ovunque troveremo versi di scrittori anonimi che ci faranno emozionare anche solo per un istante. Nel nostro paese si legge pochissimo e sempre meno, è risaputo, vedo gli adolescenti di oggi che non aprono neanche i libri per studiare figuriamoci se devono leggere un libro, per esempio “Il piccolo principe”, che possa insegnargli qualcosa. Senza alcun dubbio, bisognerebbe educarli alla bellezza affinché abbiano un’arma per difendersi dal mondo, per dirla alla Peppino Impastato. La poesia ormai ha un pubblico di nicchia ma questo non va a snaturare assolutamente la sua meraviglia anzi non fa altro che amplificarne la forza perché la bellezza è di chi sa raccoglierla. Consiglierei di leggere, e non solo poesia, per comprendere una nuova prospettiva di vita.

Tre aggettivi per descriversi?
Non sono bravo, preferisco siano le persone che mi conoscono a descrivermi. Penso di essere abbastanza sensibile, di quella sensibilità femminile vicina alla donna che poi è diventata poesia, per ricordare una frase storica della poetessa Alda Merini. Poi mi ritengo passionale nei rapporti umani, vado fino in fondo correndo il rischio, a volte, di farmi del male sul serio ma ho bisogno di capirlo così. Infine, da buon Gemelli quale sono, mi piace instaurare relazioni pubbliche con le persone che nutrono i miei stessi interessi, in particolare per la letteratura, la musica e l’arte.

Prossimi progetti?
In primis voglio promuovere e pubblicizzare al meglio il mio primo libro Fasi Lunari, pubblicato il 21 marzo 2020 con Amazon. Mi piace mettermi sempre in discussione e sono curioso dei feedback, positivi e negativi, che arriveranno riguardo l’opera. Accoglierò sia i consigli che le critiche, ne farò un tesoro da custodire umilmente per il futuro prossimo. Un’altra mia grande passione è la musica, a breve, fine 2020, sarà pubblicata un’opera rock del cantautore e musicista Manuel Miranda di Eboli alla quale ho collaborato come autore, cantante e corista. Un progetto musicale originale e un team di artisti valevoli che hanno sviluppato la figura di Napoleone come persona comune: l’uomo prima dell’Imperatore. Nel frattempo leggo e scrivo e mi preparo a raccogliere i frutti del mio raccolto.

Claudia Crocchianti

Claudia Crocchianti

Giornalista pubblicista e scrittrice