Nel bosco – Tana French

L’autrice statunitense Tana French, naturalizzata irlandese, realizza un thriller dove tutto ruota attorno al potere attrattivo di un bosco, in un piccolo paese dell’Irlanda. 

Nell’agosto del 1984, tre dodicenni entrano come ogni giorno a giocare nell’intricata macchia che delimita il confine delle loro abitazioni. Solo Adam farà ritorno, ritrovato abbracciato a un albero, con le scarpe sporche di sangue e in evidente stato confusionale. Gli altri due, Peter e Jamie, scompaiono invece per sempre, nonostante le strenue ricerche, fagocitati dalla sinistra vegetazione. 

Vent’anni dopo, il detective Rob Ryan e la sua collega Cassie vengono chiamati ad indagare sull’omicidio di Kathy Devlin, una promessa della danza classica, ritrovata uccisa proprio in quel bosco maledetto, che nel frattempo è diventato un sito di scavi archeologici. Quando dalla centrale di polizia di Dublino i due agenti arrivano sul posto, si rendono conto che sarà difficile tenere a bada i fantasmi del passato.

Perché il detective Ryan ha cambiato nome di battesimo, da Adam a Robert, ma è proprio quel bambino che è sfuggito alla disavventura nel bosco, in cui si sono perse le tracce dei suoi due amici. Di questo segreto è al corrente solo Cassie, la sua compagna di squadra e complice, con la quale c’è da sempre una buona intesa. Cassie è detentrice del segreto di quel trentenne taciturno, per certi versi anche un po’ strambo, sicuramente bloccato da un passato doloroso.

Che l’omicidio della ragazzina sia collegato alle sparizioni di vent’anni prima non è scontato; sebbene anch’ella dodicenne come Peter e Jamie, resta difficile credere all’esistenza di un assassino in paese che nel lasso di tempo non abbia più agito.

La famiglia di Kathy Devlin viene passata al setaccio, così come taluni loschi affari, legati a un consistente giro di denaro e riguardante la costruzione di un’autostrada.
L’urgenza è individuare l’assassino della piccola Kathy, ma nell’aria rimane a sedimentare una domanda: cosa ne è stato dei due bambini dell’84? Dove sono finiti?

A raccontare tutta la storia è proprio Ryan, la cui vita è iniziata in pratica a tredici anni, quando i suoi genitori lo hanno mandato in collegio. Egli, infatti, non ricorda niente dell’episodio del bosco: ha fatto tabula rasa. Sa, però, che la cosa deve essere affrontata al più presto.

Nel bosco di Tana French (Einaudi, maggio 2020) è un romanzo completo e ben congegnato. I fatti sono largamente analizzati e descritti; non manca l’introspezione psicologica, così come l’ironia e la suspense.
Ecco quindi che un’opera davvero ben scritta, degna di alcuni romanzieri americani, delude sul finale. Ai navigati del thriller, la soluzione non appare poi così imprevedibile, ma non è questo il punto. Piuttosto il fatto che la cura meticolosa e generosa con cui l’autrice ci aveva abituati durante la lettura, alla fine latiti. E il lettore rimanga insoddisfatto.  

Tanto più che Tana French costruisce il suo romanzo proprio attorno a un espediente. Il detective Ryan agisce in incognito, in quello che era stato il suo paese d’origine, al fine d’indagare sui misteri del bosco. Egli interroga in prima persona gente che lo conosceva bene, quando era un dodicenne e mica un neonato! 

Basta davvero cambiare un nome, per mettersi al riparo da sospetti e dicerie? Tana French avrà avuto i suoi motivi, che a me sfuggono. Però, possibile che nessuno fra i superiori o i colleghi del detective Ryan, personaggi fra l’altro importanti ai fini della storia e ben delineati, non abbia scoperto che era lui il ragazzino scampato nel 1984? Poliziotti cui sfugge questo particolare tanto importante, potrebbero mai venire a capo dell’altro enigma, più cervellotico, dato dalla sparizioni dei ragazzini? Diventa una questione di fiducia, comprenderete il mio sconcerto.

Nonostante questo, Nel bosco è un buon thriller psicologico, la cui lettura incuriosisce, mette tensione. Lo consiglio, magari così qualcuno saprà cogliere le sfumature che a me sono mancate.
Doveste mai scoprire di più, vi prego di farmelo sapere, così mi tolgo quel senso di curiosità che mi è rimasto quando ho letto la parola fine. Come un bambino a cui hanno dato un giocattolo meraviglioso, per poi toglierglielo in modo repentino e senza un motivo.

Nel bosco
Tana French
Einaudi, maggio 2020
Pagine: 512
Prezzo: € 14,50

Cristina Biolcati

Cristina Biolcati

articolista, scrittrice e poetessa