Leo Lobos: percorso culturale tre le sue opere

Leo Lobos (Santiago del Cile, 1966) poeta, saggista, traduttore e artista visivo. I grafici di Leo Lobos sono stati pubblicati nel 1992 presso la Facoltà di Lettere dell’Università del Cile e dagli editori Arrayán, insieme alle poesie nel 1995.
Perduti è stata pubblicata a L’Avana insieme ad altre poesie nel1996, Electric Angels nel 1997, La strada per la Coppa d’Oro nel 1998.
New York in un poeta nel 2001 è stata pubblicata nell’antologia poetica che raccoglie i suoi scritti Turbosílabas e che comprende il periodo creativo e poetico che va dal 1986 al 2003.
Un anonimo è stata pubblicata nel 2005, Neve nel 2006,
Via Regia nel 2007, Non permettete che vi sia questo triste panorama nel 2007 e Rem – rapido movimento dell’occhio nel 2008 oltre ad altre creazioni poetiche.
Come redattore ha pubblicato il libro che intende essere un tributo al pittore Rafael Insunza ed anche un tributo al poeta cileno Pablo Neruda dal titolo: Dieci maschere e un capitano nel 1998.
Questa opera è un omaggio al poeta universale Rafael Insunza e agli artisti visivi, Jorge Cerezo, Ignacio Gumucio, Amira e Claudio Sergio Correa con egida della Fondazione Pablo Neruda e l’Università del Cile.

È stato invitato a pubblicare e a leggere le sue poesie, i suoi saggi e le sue traduzioni in magazine e luoghi culturali di molti paesi ed è stato tradotto in inglese, portoghese, olandese, francese e tedesco.
Oggi è il corrispondente della Rivista Agulha, pubblicata nelle città di Fortaleza e nella città di Sao Paolo in Brasile, rivista che è edita dai poeti brasiliani Floriano Martins e Claudio Willer.
È anche collaboratore fisso della Rivista La Siega pubblicata in Spagna, con il supporto e la promozione dell’Università di Barcellona.
Collabora con il Portale dello scrittore nella rivista d’arte La Lupe, progetto che viene realizzato a Miami negli Stati Uniti, sotto la direzione artistica del poeta venezuelano Milagro Haack.
È inoltre collaboratore permanente della rivista Arcipelago sotto la direzione del poeta Carlos Vejar, una pubblicazione, questa, che ha il patrocinio dell’Università Autonoma del Messico e dell’Unesco.

Leo Lobos è stato premiato con una borsa di studio al Premio Unesco – Letteratura Aschberg nel 2002.
Ha realizzato anche una residenza creativa “Centro d’Arte di Marnay Art Center Camac” nella città di Marnay-sur-Seine, in Francia nel 2002. Leo Lobos è uno dei direttori della presentazione al Premio della Gioventù delle Nazioni Unite per il Progetto di Pace nell’ambito delle attività dell’ultimo Vertice del Millennio a New York City nel 1999, un progetto che si propone di dare dignità e riconoscere il ruolo dei giovani leader nello sviluppo umano.
Leo Lobos è anche co-fondatore del movimento culturale “Pazific Zunami”. È stato co-fondatore e partner nel progetto di formazione e residenza a favore degli artisti, promuovendo le mostre “Jardim das Artes” nella città di Cerquilho e nello stato di Sao Paolo, in Brasile nel 2004-2006.
Ha ricevuto inoltre un fondo per borse di studio dai Beni e dalle Attività Culturali del Ministero della Pubblica Istruzione del Cile nel 2003 e la concessione e autorizzazione a favore della creazione per scrittori professionisti da parte del Consiglio Nazionale della Cultura del Cile nel 2008.
I suoi dipinti ed i suoi disegni fanno parte di collezioni private e pubbliche in Cile, Spagna, Francia, Stati Uniti, Brasile e Messico.

Quattro poeti brasiliani – (Presentati e tradotti da Leo Lobos) (Traduzione in Lingua Italiana di Rosetta Savelli)La diversità delle lingue, lungi dall’essere una punizione come nel mito di Babele, è un motivo per noi di passare attraverso la prova di comunicazione con gli stranieri. La teoria e la pratica vengono sfidate e divengono complemento, all’interno del quale la riflessione sulla traduzione è inseparabile dall’esperienza e dalla conoscenza della traduzione. Questa selezione di poesia contemporanea brasiliana viene quindi presentata come una possibilità di scoprire, di incontrare e di collegarsi al Brasile di oggi.

Ho cercato di esprimere il senso del senso e non solo il senso di una lettera, in riferimento a come viene pronunciata una lettera o parola o verso, nel suono castigliano portoghese. Questi poeti, Claudio Willer, Tanussi Cardoso, Sandra Santos e Emanuel Herbert, ci mostrano il mare immenso della scrittura prorompente e viva in Brasile. Condividono mondi immaginari, sia reali che virtuali, dai quali i poeti stessi traggono nutrimento.

Sì, è bene ascoltare la musica classica, ma è bene anche ascoltare il ritmo e la poesia e il rock and roll. Così come è bene apprezzare il cinema, è bene apprezzare anche la navigazione in Internet ed esplorare nuovi veicoli come il blog o il cinguettio di twitter che permettono di ampliare le proprie reti di comunicazioni virtuali con altri poeti. Questo permette di creare pagine e riviste elettroniche e di sviluppare immagini visive d’arte attraverso i video.

Infine, gli autori attuali e moderni che insistono nel desiderio e nella volontà di vivere in pieno il loro tempo, con il diritto di esplorare tutte le possibilità offerte dalla tecnologia, verbali e non verbali, riescono a creare e ad essere pienamente creativi dentro a questo nostro tempo.

A quei naviganti che di solito frequentano il Brasile, noi facciamo scoprire loro, stupendoli, sia la dimensione che la forza espressiva e viva della lingua portoghese brasiliana. Mostriamo il significato e il suono, come se ci fosse qualcosa nelle lingue che differiscono per taglio e per suoni fonetici, svelando e rivelando così il fascino della lingua diversa.

Il desiderio di capire ciò che è diverso, la necessità di affrontare l’alterità senza annullarne il senso e l’identità. poichè è proprio da questa traduzione e da questo scambio di lingue che nasce l’intesa per cercare di capire lo straniero. La poesia di questi autori è arte ed è questa la visione centrale e trainante, è questa la sensazione gratificante di essere di fronte a una legittima espressione della vita attraverso la forma del linguaggio. Questa forma artistica del linguaggio si chiama poesia.

Claudio Willer – il primo dei quattro poeti:
La bestia feroce ritornerà con le sue trecce d’argento sul volto e nuda sul mondo. La bestia feroce ritornerà, metallica fra le sue convulsive tempeste, umida dei suoi vasi sanguigni come l’umidità della notte, gelida come il panico fra la sabbia insanguinata e cieca davanti all’orologio antico del tempo.
Un sogno assiro è la nostra dimensione.
Un teschio amaro, guardando con volubilità al sarcasmo tra gli insetti imboscati, un teschio blu diretto verso la finestra in attesa dei tempi, un teschio nero e fermo fra le mani pulite che dai tubi vanno diritto ai bronchi fino a spegnere la memoria e le movenze vertiginose, con l’intento di solidificare il fango divino.
L’incesto è una tempesta di lune gelatinose ed è la più bella aspirazione dei membri separati.
In ciascuna orbita una valanga di campane fertili e di arcangeli terreni sopra l’ombra. L’incesto è il sogno di un desiderio dalla matrice convulsa e carico di un’ansia più profonda delle cicale.
Vulve di cemento armato e urine insanguinate, vagine impassibili davanti ad un cielo di velluto guardiane di oceani impossibili.
Milioni di foglie serviranno da ponte per i desideri oscuri – il più forte ostacolo alla nostra Verità.

Tanussi Cardoso – il secondo dei quattro poeti:
Nato a Rio de Janeiro, Brasile, 1946, formatosi nel giornalismo (PUC / RJ) e all’interno di (Bennet), BA in inglese (BBC).
Poeta, scrittore di racconti, critico letterario ed inoltre autore di testi. Oltre ad essere un membro attivo di varie pubblicazioni letterarie in Brasile.
Ha pubblicato per la Desintegración libri nel 1979, Bocca maledetta nel1982 e Viaggio intorno nel 2000 e ancora Dimensione del deserto e altre poesie nel 2003.
Ha pubblicato inoltre poesie in Argentina, Cile, Colombia, Stati Uniti, Italia, Portogallo, e Uruguay, ed è stato tradotto in francese, spagnolo e italiano.
È opinionista e scrittore del periodico carioca Rio Letras, è membro dell’Associazione dei poeti “Stato di Rio de Janeiro” (APPERJ) e presidente dell’Unione degli scrittori dello “Stato di Rio de Janeiro”(SEERJ). Nel 2006, ha rappresentato il Brasile, al Secondo Festival latino-americano di Poesia Ser al fin una palabra / Sarà finalmente una parola, tenutosi a Città del Messico, in Messico, invitato dai poeti messicani Federico Garcia Corral Angelica Vallejo e Santa Olaya ed altri ancora.

Impariamo dall’aria
Immaginiamo l’aria disciolta nell’atmosfera
l’aria inesistente alla luce degli occhi
immaginiamo l’aria senza sentirla
senza l’odore soffocante delle api
l’aria senza i confini e le frontiere
l’aria senza il cielo
l’aria dell’oblio
Immaginiamola fotografata
fantasma senza consistenza
sagoma inerte
quadro di suggestioni e apparizioni
immaginiamo l’aria
paesaggio bianco privo di poesia
concavità impregnata di Dio
l’aria che solo i ciechi vedono
l’aria nel silenzio di Bach.
Immaginiamo l’amore così.

Herbert Emanuel – il terzo dei quattro poeti:
Nasce a Macapa, Stato di Amapá, 20 febbraio 1963. Si trasferisce nella città di Belem nella fine del 1976, dove ha vissuto fino al 1988.
La maggior parte della sua formazione letteraria si è tenuta in quella città. Laureatosi in Filosofia presso l’Università Federale del Pará nel 1987.
Dal 1989, insegna le discipline della Filosofia dell’Educazione, all’interno del Centro classico della Università Federale del Pará, a Macapa.
Dieci anni più tardi, ha pubblicato il suo primo libro, dal titolo Niente o quasi un’arte, con la presentazione del poeta Carlos Nejar. Nel 1998, ha pubblicato Postales Poéticas in collaborazione con l’artista mimico Jiddu Saldanha. Insieme a Jiddu Saldanha ha pubblicato anche nel 2005 il libro Haikai Dal tramonto al giorno successivo, con illustrazioni di Jiddu e con la presentazione dei poeti Cristiane Grando e Carlos Nejar.
Haikai è una forma poetica di origine giapponese che valorizza la brevità e l’obiettività. Le poesie hanno tre linee che contengono i primi e gli ultimi cinque caratteri giapponesi, sempre per un totale di cinque sillabe e sette caratteri sulla seconda riga che danno origine a sette sillabe.
Alcune delle poesie di Herbert Emanuel sono incluse nell’ Antología Poética Poesía del Gran-Pará del 2001, con selezione e note di Olga Savary.
Inoltre è da più di10 anni, qualificato come consulente e docente per trattare e affrontare le tematiche legate all’arte, all’ecologia, alla cultura e all’istruzione nello Stato di Amapá ed anche oltre i confini, in altri Stati.
Ha pubblicato articoli in vari giornali ufficiali su argomenti artistici, letterari, filosofici e culturali.

La bestia (estratto)
La bestia
con i suoi duemila cerchi
concentrici
con le sue forme d’acqua
la sua caotica ingordigia
dal nulla
la bestia emerge
e
corre (in) te
come tua liquida dimora.
La bestia
con l’aria pesante
con i suoi avanzi (pieghe) del corpo
incestuosa
innestata
con colpi a bruciapelo
la bestia provoca
la tua rabbia
La bestia
con il suo insetto di luce
perfora la pietra
con il suo faro ci conduce
con il suo furore ci confonde
La bestia – che fai? –
carnee è.

Sandra Santos – la quarta dei quattro poeti:
Nasce a Rio Grande do Sul, Brasile 1964. È la mente ideologica e fondatrice del “Progetto Instante Estante” ed è anche editore, insieme con il poeta brasiliano Alexandre Brito, di un’iniziativa che promuove i poeti brasiliani e latino-americani attraverso le edizioni e-book e le edizioni in cartaceo nelle Scuole statali. È Direttore di “Spazio Culturale Castelinho do Alto da Bronzo”, leggenda urbana culturale di Porto Alegre, che organizza e conduce periodicamente mostre d’arte e di fotografia, così come lanci e performance artistiche aperte a tutti e con ingresso libero. Realizza laboratori di scultura, gratuitamente per le comunità indigene e coordina il progetto “Casa Naif” atelier sul paesaggio di Porto Alegre, nel Castelinho do Alto da Bronzo, per accogliere e favorire la produzione artistica dei pittori primitivi all’interno dello Stato e in l’America Latina.
Sandra Santos scrive poesie fin dall’infanzia e all’epoca scriveva in un dialetto italiano estinto che le aveva insegnato suo nonno Marco Antonio.
Oggi Sandra Santos si esprime in versi attraverso l’utilizzo di un dialetto Tupi antico.
La lingua Tupi è chiamata anche lingua Tupi antica o lingua Tupi classica, è una lingua estinta che appartenente alla famiglia delle lingue Tupi.
La famiglia linguistica Tupi comprende 70 lingue diverse parlate in Sudamerica, e le più conosciute sono il Tupi antico e Guarani.
Quando i portoghesi arrivarono sulla costa orientale del Sudamerica, scoprirono che gli indigeni della costa parlavano lingue simili. I missionari gesuiti trassero vantaggio da queste somiglianze creando delle lingue comuni con grammatica e ortografia fissa, che loro chiamavano lingua generale.
Fra queste, la lingua più conosciuta era il Tupi antico, Un tempo questa lingua era parlata dagli indigeni Tupi in Brasile, molti dei quali vivevano presso la costa atlantica. Appartiene alla sottofamiglia delle lingue Tupi-Guaraní e ha una tradizione scritta che durò per tre secoli, dal XVI al XVIII. Nel periodo coloniale la lingua Tupi veniva usata come lingua franca nel territorio, sia dagli Indios che dagli Europei portoghesi.
In seguito l’uso della lingua venne soppresso e ad oggi esiste una sola lingua discendente dal Tupi antico con un numero apprezzabile di persone che la parla, questa lingua è il Nheengatu.
I nomi Tupi antico o Tupi classico vengono usati dagli studiosi moderni e in portoghese viene chiamata Tupi antigo, mentre vi sono diversi nomi usati dai vari gruppi di persone che la parlano:
ñeengatú (“buona lingua”),
ñeendyba (“lingua comune”),
abáñeenga (“lingua umana”)
La lingua è piuttosto diversa dalle lingue indoeuropee nella fonologia, morfologia e grammatica.
Apparteneva al gruppo di lingue Tupi-Guaraní, che a differenza di altri gruppi linguistici in Sudamerica si era diffuso vastamente. Fino al XVI secolo, queste lingue si potevano trovare su tutta la costa brasiliana, dal Pará a Santa Catarina, e anche nel bacino del Rio de la Plata. Le lingue Tupi sono ancora parlate ad oggi in Brasile, Guyana francese, Venezuela, Colombia, Perù, Bolivia, Paraguay e Argentina.

Il travestimento
Il travestimento è testimonianza
di parole non registrate
e di atti non letti
nell’indossare il travestimento
si nascondeva un gancio,
un chiodo arrugginito
il travestimento nascondeva
il lutto in una frase
muta
così che in generale
a poco a poco
si dimenticava tutto
il travestimento come il foro di proiettile
sul bavero della morte

 

Rosetta Savelli

Rosetta Savelli

Scrittrice