Cristina Cassar Scalia: un esordio con successo inaspettato

In questa intervista la scrittrice Cristina Cassar Scalia racconta di sé, del suo ultimo romanzo e della passione per la scrittura. È nata e vive in Sicilia, a Catania, ma ha abitato per molto tempo  a Noto. Capri è un luogo a cui è profondamente legata e per questo l’ha scelta come ambientazione del suo romanzo.  Ha aderito alla scorsa edizione del Congresso internazionale per scrittori del “Women’s Fiction Festival” e ha condotto il “pitching” della sua opera con gli editori e gli agenti presenti alla Borsa del libro.

La seconda estate è un romanzo emozionante che parla di amore, un amore che però nasconde un segreto, cosa rappresenta per lei questo sentimento?
Nel mio romanzo l’amore è rappresentato in tutte le sue sfaccettature. C’è l’amore appassionato tra i due protagonisti, talmente potente da sconfiggere il tempo; c’è l’amore per un’amica, quello tra madre e figlio, tra padre e figlia. L’amore, sotto qualunque sembianza esso si presenti, è il nutrimento stesso della vita.

Come è nata l’idea di scrivere questo romanzo?
La seconda estate è nato un pomeriggio di tre anni fa, durante una delle mie lunghe passeggiate capresi, quando mi sono imbattuta in un’affascinante villa in stato di semi abbandono. È stata la prima fonte ispiratrice, che mi ha spinto a iniziare quel romanzo che, come mi ero sempre detta, prima o poi avrei scritto. Poi di spunti ne sono venuti altri, per la maggior parte provenienti dal cinema italiano degli anni ’60, e mi hanno aiutato a costruire la storia.

Qualcosa sui protagonisti Lea e Giulio?
Lea ha vissuto una vita che non le apparteneva. Ha dovuto trovare la forza di nascondere in un angolo del suo cuore i suoi sentimenti più importanti, sacrificandoli in nome di tutte quelle convenzioni sociali e regole che l’epoca (siamo nel 1962) imponeva. Vent’anni dopo, ormai libera, incontra l’antico amore mai dimenticato. La maschera di imperturbabilità, dietro la quale ha sempre celato la sua profonda solitudine, crolla, e Lea ritrova finalmente la sua vita. Giulio è un uomo di successo, votato alla sua azienda. Nel 1962 è bello, scapolo e corteggiato. Sa di essere capace di ottenere sempre ciò che vuole, in tutti i campi. Solo di fronte al destino che lo ha diviso da Lea, la donna che ama, Giulio non ha armi. Quando la vita riporta inaspettatamente Lea sulla sua strada, dandogli una nuova possibilità, lui sente di voler dare una svolta alla sua vita. È il 1982, e lui ha una figlia che lo adora e un matrimonio fallito alle spalle e non ha mai dimenticato Lea.

Cosa rappresenta per lei la scrittura?
Qualcosa di cui non potrei più fare a meno. Anche durante il lungo periodo di “inattività narrativa”, ho sempre saputo che prima o poi avrei ricominciato a scrivere. Quello che non immaginavo è che il mio primo romanzo sarebbe arrivato in tutte le librerie. Oggi scrivere è una vera e propria seconda attività, cui mi dedico con grande passione, e so con certezza che proseguirò su questa strada. Sto già scrivendo il mio secondo romanzo.

Uno scrittore a cui è legata?
Jane Austen. Ma anche Giuseppe Tomasi di Lampedusa, e l’Allende, e Sciascia, e Camilleri, e Tolstoy, e tanti altri.

Tre aggettivi per descriversi?
Chiacchierona, curiosa e romantica.

 

Claudia Crocchianti

Claudia Crocchianti

Giornalista pubblicista e scrittrice