Frammenti di un insegnamento sconosciuto – P. D. Ouspensky

Siamo nel 1916, in Russia al tempo che precede la Rivoluzione. Qui Ouspensky incontra Gurdjieff, che lascerà un segno indelebile nella sua vita, ed è proprio di questo incontro che leggiamo in Frammenti di un insegnamento sconosciuto, un classico del 1976 edito dalla Casa Editrice Astrolabio. Il testo si compone di incontri che G terrà con alcuni discepoli tra Pietrogrado e Mosca, spingendosi fino al Caucaso.

Sono tanti e diversi i temi affrontati ma tutti ruotano intorno alla figura dell’uomo, essere pensante in costante ricerca di se stesso, che però deve spogliarsi di emozioni inutili le quali minano l’esistenza e l’energia che serve per altro.

Non ci sono mai nomi citati per esteso, solo con l’iniziale, forse perché l’uomo, non si compone di un solo essere ma di tanti messi insieme, quante possono essere le facce del suo carattere. A raccontare degli incontri è l’autore del libro, e mette al centro della sua attenzione Gurdjieff, maestro spirituale e al contempo mercante di tappeti che commercia nell’Asia caucasica, il quale ogni tanto si ferma a dialogare con i suoi discepoli per trattare temi importanti e di non facile comprensione. Egli è un uomo misterioso che ama e sottolinea il mistero, infatti non programma per tempo le riunioni in modo da creare curiosità nei futuri discepoli: le cose troppo facili e prevedibili non vengono onorate, non gli si dà valore. Uomo religioso, cristiano, tratta argomenti esoterici, senza entrare mai nel dettaglio, sottintendendo però che solo una buona scuola può portare al cambiamento globale dell’uomo che vuole trasformarsi in persona migliore:

«I sistemi e le scuole possono indicare i metodi e le vie, ma nessun sistema, nessuna scuola, può fare per l’uomo ciò che lui stesso deve fare. Una crescita interiore, un cambiamento di essere dipendono interamente dal lavoro che ognuno deve fare su di sé.»

In uno dei tanti discorsi affrontati spiega l’ignoranza diffusa nel mondo: il sapere è diverso dal comprendere, gli uomini possono pure accumulare conoscenze ma non avendo gli strumenti della comprensione non se ne faranno mai nulla. Per comprendere bene un avvenimento dobbiamo conoscere i meccanismi e le leggi di quella azione, ecco perché la comprensione non può appartenere a tutti.
In genere ci sono pochi uomini che possiedono la comprensione del sapere e anche la possibilità dell’evoluzione visto che nessuno ancora sa che nell’io si nascondono tanti altri io, ovvero tante personalità che compongono l’uomo: quando queste si riuniscono formano quell’uomo che lo distingue dagli altri.

«Il motore principale è per noi la natura, il mondo circostante. La natura ci trasmette con le impressioni l’energia con la quale noi viviamo e ci moviamo, ed abbiamo il nostro essere»

Un’altra parte interessante è quella in cui si riflette sulla materia che ci compone: gli uomini vengono considerati macchine, dunque nella scuola di G devono diventare uomini veri. Infatti secondo lui «Un uomo è responsabile. Una macchina no». Quando parla di responsabilità si riferisce alle proprie azioni. Alla base dell’insegnamento di G c’è la comprensione di ciò che si legge e la conoscenza autentica delle cose che crediamo di saper fare; di fatto però ogni conoscenza è superficiale: non ci sono uomini veri per questo. Quello che accade non ha radici nella coscienza dell’uomo perché questa appunto manca. La conoscenza è per poche persone che sono disposte a faticare per averla. Le guerre accadono perché gli uomini sono macchine incoscienti. Ma sappiamo bene che l’uomo ha tante potenzialità: essendo quasi assuefatto dalla vita e da ciò che accade rimane nel tunnel del sonno. Da addormentato non può condurre una vita diversa, né migliorarla.
Il libro spiega come la “legge dell’Ottava” influenzi l’esistenza non solo dell’uomo ma dell’intero pianeta con cui costantemente interagisce.

L’organismo umano riceve tre tipi di nutrimento: il cibo che mangiamo; l’aria che respiriamo e le nostre impressioni che ricaviamo dalla natura e dal mondo circostante. Queste ultime ci danno l’energia con cui viviamo e ci muoviamo: il problema è che tanta energia è spesso sprecata dall’attività delle emozioni spiacevoli, preoccupazioni, inquietudini ecc. I processi psichici sono materiali, dunque se la sostanza è esaurita il processo si arresta. Avendo l’uomo troppi attaccamenti, è legato a tutto nella sua vita, alla sua immaginazione, alla sua stupidità, persino alle sue sofferenze e deve liberarsi di questo attaccamento. L’immaginazione ha una grande potenza, che è stata data all’uomo per mantenerlo nel suo stato attuale, cioè incapace.

«Nelle circostanze ordinarie, noi non possiamo neppure immaginare quanto le nostre funzioni intellettuali, emozionali, e motrici dipendano le une dalle altre; e tuttavia, non ignoriamo come i nostri umori e i nostri stati emozionali possano dipendere dai nostri movimenti e dalle nostre pose. Se un uomo prende una posa che corrisponde in lui a un sentimento di tristezza e di scoraggiamento, allora egli può essere sicuro di sentirsi molto presto triste e scoraggiato. Un cambiamento intenzionale di posa può provocare in lui la paura, il disgusto, la nervosità, o al contrario la calma».

Ouspensky vive la rivoluzione bolscevica e ci rende partecipi di come la Russia cambia repentinamente dopo questo evento storico notevole. Egli parte, e dopo un anno intenso a contatto con il suo maestro capisce che i suoi insegnamenti vanno separati dalla persona che Gurdjieff è: per questo decide di staccarsene definitivamente, ringraziando per quanto ricevuto, visto che gli ha cambiato la vita, ma continuando da solo per la sua strada.

«Soltanto vincendo degli ostacoli l’uomo può sviluppare in sé la qualità di cui ha bisogno.»

Un libro difficile, così come è la vita, ma che lascia necessariamente qualcosa, che entra nella testa di chi vuole affrontare il cambiamento verso se stesso per riappropriarsi delle energie utili per rinnovarsi e continuare l’evoluzione con serenità.

 

Frammenti di un insegnamento sconosciuto. La testimonianza di otto anni di lavoro come discepolo di G. I. Gurdjieff
P. D. Ouspensky
Astrolabio, 1976
Pagine 440
Brossura € 22,00

 

Maria Ausilia Gulino

Maria Ausilia Gulino

Teacher – Journalist