Maestro del Sogno – Steed Gamero

Di origine peruviana, ma anche cittadino italiano dal 2014, il giovane poeta Steed Gamero è un innovatore. Scrive indifferentemente in italiano e spagnolo e conosce i grandi autori del suo paese, oltre che Dante, Petrarca, Leopardi e i poeti contemporanei. È sempre aggiornato sulle forme di scrittura più attuali: il fumetto, la sceneggiatura cinematografica e televisiva, internet. La sua opera prima, I ragazzi della Casa del Sole, ha ottenuto importanti riconoscimenti letterari e ha destato l’attenzione delle principali istituzioni culturali del Perù. Al termine di un suo reading tenuto lo scorso febbraio presso il Consolato Generale del Perù a Milano, l’Ambasciatore Ricardo Morote ha invitato il pubblico a meditare su una delle poesie appena ascoltate, Il gigante, rimarcandone la variegata simbologia: «Il poeta ci mostra una bolla d’ombra e nella bolla una gabbia. Poi osserviamo all’interno della gabbia e vediamo un gigante in ginocchio. Un gigante che ha sete da mille anni, ma non può bere neanche una goccia d’acqua e non riesce a piangere. Non si può spiegare quest’immagine con la ragione, ma solo con la poesia».

Al centro della poesia di Gamero vi sono sempre temi delicati e di notevole valore civile. I suoi eroi sono i perseguitati, gli emarginati, gli esclusi. Protagonisti della sua opera prima, poema frazionato caratterizzato da potenti metafore e da un’atmosfera lirica perennemente sospesa fra la dimensione reale e quella onirica, sono adolescenti strappati alle loro famiglie e calati nel purgatorio burocratico delle case di accoglienza, caratterizzato da una disciplina severa che spesso sconfina in abusi: umiliazioni, percosse e somministrazione di psicofarmaci. Una macchina senz’anima capace di annichilire il loro desiderio di crescere ed essere felici, cui i ragazzi resistono grazie ai sentimenti di amicizia e solidarietà che li legano. La loro rivoluzione inizia così, inarrestabile, alimentata dai fuochi della creatività e del coraggio.

Il nuovo libro di Steed Gamero, Maestro del Sogno, tocca un tema altrettanto delicato e doloroso come un nervo scoperto: la violenza domestica sui minori, fenomeno deteriore della famiglia imbarbarita, in cui arroganza, orgoglio e forza fisica sostituiscono i valori familiari della saggezza, della dedizione e del sacrificio. Qualità che sono alla base del rito della trasmissione, passaggio educativo antico come le tradizioni dei popoli. Grazie alla trasmissione, l’adolescente compie la sua metamorfosi e diventa un uomo libero, capace di contribuire – con i poteri fusi insieme della giovinezza e dell’esperienza – al futuro del mondo. Senza trasmissione, il padre identifica nel figlio un rivale, un potenziale usurpatore parricida. Ecco perché non vuole che il seme germogli, che al rigore dell’inverno segua la vitalità esuberante della primavera. Pretende di fermare il tempo nell’ego e condanna la sua generazione all’oblio, alla mancata affermazione, alla non esistenza.

«Quando mancano saggezza, compassione e amore», mi ha detto Steed Gamero a proposito di Maestro del Sogno, «il genitore non è degno del ruolo di marito e padre. In quel caso, la crisi generazionale è inevitabile e il figlio vive una condizione di solitudine e fragilità totali. Perde qualsiasi senso di appartenenza e non possiede più nulla, neanche l’idea di una famiglia, neanche l’integrità del corpo, violato dagli abusi. ‘La poesia è il mio corpo,’ scrisse Blanca Varela, grande poetessa peruviana. Maestro del Sogno rappresenta quel concetto. È la poesia della vittima, la sua voce e la sua scrittura che diventano magia per resistere alla brutalità del Boato, aprendo un sentiero solitario e una porta alla trasformazione».

La guida del giovane eroe cantato dal poeta, il suo sciamano è un personaggio dei fumetti, metà mago e metà supereroe. Il mondo dei fumetti, che ispira grandi produzioni cinetelevisive rivolte ai ragazzi e alle famiglie, è presente nell’opera di Gamero come evoluzione contemporanea della mitologia.

Opera breve, struggente, fulminante nella sua intensità, Maestro del Sogno offre al lettore un modello di poesia in cui la denuncia assume i contorni di un’epica del nostro tempo. Colpito da aggressioni fisiche e psicologiche nell’ambiente familiare, il giovane protagonista del canto monologico sopravvive perché è un eroe resiliente.
Il poeta, che è anche un difensore dei diritti umani, conosce in profondità il tema che permea il suo nuovo libro. Operando da dieci anni nell’organizzazione umanitaria internazionale EveryOne Group e a contatto con Unicef, il Consiglio d’Europa e altre istituzioni internazionali, ha raccolto negli anni le confidenze di tante vittime di violenza domestica, drammi terribili che quasi sempre si svolgono nel chiuso delle abitazioni, dove le giovani vittime non hanno difesa, se non quella di immaginare una realtà meno amara. La poesia di Gamero adotta qui uno strumento metrico particolare, vicino all’hip hop e alla sensibilità artistica latinoamericana. In Maestro del Sogno si nota questa particolare versificazione, impiegata in modo originale e attualissimo, che procede come una fuga, seguendo un ritmo che in diversi punti taglia il fiato, fino all’epilogo. È il canto di un’anima. Alcuni anni fa sono stato presente a una conversazione amichevole, durante una lunga passeggiata per le vie centrali di Milano, fra l’allora giovanissimo Steed Gamero e il grande vecchio Franco Loi. I due poeti hanno parlato dell’importanza della poesia nel mondo contemporaneo, travagliato da orrori e minacciato dall’insensatezza di un’umanità troppo materialista. A un certo punto Loi ha affermato che la poesia non si basa sulla parola, perché «la parola non esiste». Il giovane autore, con la modestia che lo caratterizza, si è detto d’accordo, aggiungendo però che la poesia “va oltre il silenzio”. Franco Loi ha sorriso compiaciuto, condividendo il pensiero di quel giovane che si era appena affacciato alla poesia. Interrompere o rompere il silenzio con il canto: ecco un’importante caratteristica della poesia di Gamero. Una qualità che segue le orme degli autori che in ogni tempo hanno reclamato libertà e diritti umani, alzando il loro canto civile oltre la cortina di silenzio e indifferenza che copre e cerca di attutire i lamenti e le grida delle vittime, a partire da quelle abusate all’interno delle proprie famiglie.

«Se consideriamo il mondo come la casa di tutti noi», mi ha detto il poeta a proposito di Maestro del Sogno, «e la civiltà come un susseguirsi di genitori e figli, allora la violenza domestica sui minori ci appare come l’aspetto familiare di una crisi che riguarda tutta l’umanità. La nostra sola speranza è quella di imparare a sognare insieme, genitori e figli, superando l’ira e iniziando una nuova forma di progresso, basata sul rispetto di chi verrà al mondo dopo di noi».

Maestro del Sogno, vorrei che in ogni ninna nanna
si nascondessero parole magiche.
Solo così si potrebbe salvare l’innocenza.
Solo così si potrebbe salvare l’amore.

 

Maestro del Sogno
Steed Gamero
Lavinia Dickinson, 2017
Pagine 54
Brossura € 9,90