Michelangelo Iossa e l’amore per i Beatles in un libro

Venerdì 6 aprile lo scrittore e giornalista Michelangelo Iossa ha presentato il suo libro Love. Le canzoni d’amore dei Beatles, alla libreria Mondadori di Tivoli. Prima dell’evento l’ho intervistato.

Come nasce l’idea di scrivere questo libro?
Sono biografo dei Beatles dal 2003 al 2006 e questo sesto libro è la chiusura di un cerchio. Nei primi testi vi è un taglio biografico, poi nel 2000 ho deciso di dare una lettura disco per disco. Ho poi studiato ancora la materia, ho intervistato le persone accanto a loro e volevo portare questo lavoro a nuova pubblicazione parlando dell’amore visto a 360 gradi da questo gruppo. Sono partito dalla canzone Love me do che vive ancora oggi grazie anche a uno spettacolo che fanno a La Vegas intitolato Love. Leggendo un’intervista di Paul McCartney ho capito che il grande tema è l’amore e ho deciso di partire da questa chiave di lettura l’amore. L’amore che ho diviso in sei categorie, in sei punti di vista che sono l’innamoramento, la coppia, la famiglia, l’amicizia, la memoria e l’amore universale.  La memoria, il meno ovvio, ma è il mio preferito, basti pensare a Yesterday. La memoria e amore, ossia i nostri luoghi del cuore e l’amore verso la memoria. La coppia e l’innamoramento son le categorie più consistenti.

Giornalista e scrittore a quale mestiere sei più legato?
Come dice Ennio Flaiano «Io scrivo», forse sono più giornalista che scrittore. Devo dire che al libro Gli ultimi giorni di vita di Lennon ho dato un taglio registico.

Uno scrittore a cui sei più legato?
Sicuramente agli scrittori geometrizzanti come Sciascia, a Bryson e al suo libro Breve storia di (quasi) tutto e Ian Flaming.

Tre aggettivi per descrivere i Beatles?
Curiosi, sono stai sintesi e antenna del loro tempo, veloci e rapidi nelle scelte impertinenti.

Tre aggettivi per descriverti?
Ordinato, attento e mediterraneo.

Il pubblico come risponde?
Risponde bene, è un pubblico vario, internazionale, ho presentato anche a Praga. L’età va dai nove ai novant’anni e si dividono in due macro categorie nostalgici e adolescenti.  Neanche loro pensavano di durare per sempre. Fu lo stesso Lennon a dire nel 1963 «Saremmo fortunati se durassimo due o tre anni».

Prossimi progetti?
Due progetti dedicati alla mia città. Un libro Guida ai luoghi della musica a Napoli, da Mozart a Pino Daniele, edito da Colonnese e a Natale uscirà la figliolanza di un reportage  che ho fatto per il Corriere del Mezzogiorno, intitolato Il giro del mondo in trenta Napoli. Ci sono trenta città che si chiamano Napoli o hanno nomi simili nel mondo.

La musica cosa rappresenta per te?
È una cosa che mi ha cambiato la vita, è un elemento in cui sono immerso quotidianamente. La musica come passione mi fa pensare ai Police e ai Wonders. Musica come indagine mi fa pensare ai cantautori italiani con due picchi che sono rispetto e passione per Pino Daniele, Dalla, Battisti-Mogol e Domenico Modugno, una rivoluzione d’arte italiana, quasi una nostra esclusiva.

 

Claudia Crocchianti

Claudia Crocchianti

Giornalista pubblicista e scrittrice