Veronica Cantarutti: messaggio per gli adolescenti

Una scrittrice che parla degli adolescenti, ma lo fa nel modo più positivo possibile, ricordandosi di quell’età e ricalcando problematiche e soluzioni, dunque, non come al solito predicate, ma vissute. Veronica Cantarutti ci racconta di com’è nato il suo romanzo, con il suo iter editoriale e con un messaggio prezioso, spirituale e amoroso per i giovani del futuro.

Come nascono i suoi personaggi?
Mi manca l’aria per quanto ti amo è un romanzo che ho cominciato a sviluppare nel periodo della scuola. All’epoca, essendo io stessa adolescente, è stato facile riversare sul foglio ciò che vedevo attorno a me. E allora, ecco nascere i miei personaggi: penso che tutti a scuola abbiano avuto a che fare col “secchione”, col “bullo”, con la “snob”… Il personaggio sul quale ho lavorato maggiormente, però, è la protagonista: Christina. Christina mi assomiglia molto (è una ragazza tranquilla, riflessiva, sensibile) e tramite lei ho voluto mettere a parole le tematiche che più mi stavano a cuore. Considero l’aspetto psicologico ed emotivo dei personaggi molto importante.

E l’iter editoriale del suo ultimo libro?
Mi manca l’aria per quanto ti amo è nato per gioco. All’inizio non pensavo minimamente di farlo leggere a qualcuno che non fosse un mio amico o compagno di classe. Qualche anno più tardi, però, a libro concluso, capendo quanto per me questo lavoro era diventato importante, ho cominciato seriamente a ragionare sulla possibilità di presentarlo ad un editore. All’epoca c’era una casa editrice di Milano che stava cercando scrittori giovani, così ci ho provato: ho inviato il mio romanzo… Purtroppo, però, in tanti anni, non ho mai saputo che fine abbia fatto. Ho quindi deciso di concentrarmi nella mia zona e, fortunatamente, le cose sono andate meglio. Alla Gaspari Editore hanno accolto il mio romanzo. L’abbiamo migliorato e reso adatto alla pubblicazione.

Cosa vorrebbe che i suoi lettori carpiscano dai suoi libri?
Questo mio primo romanzo tratta delle tematiche tipiche dell’adolescenza, sulle quali spero che i lettori si soffermino: il rapporto con gli adulti, coi coetanei, i dubbi e le perplessità di questo particolare periodo. Credo che dentro di me ci sia, in fondo, la voglia di riscattare il mondo dei giovani. Di solito se ne parla sempre in negativo, io invece volevo dimostrare che, spesso, dietro ad una parola o ad un comportamento sbagliato, ci può essere qualcosa di emotivo e psicologico che ha causato tale reazione… qualcosa che forse gli adulti non riescono sempre a percepire. Nei lavori ai quali mi sto dedicando ora, mi rendo conto che le tematiche a cui mi rivolgo e che vorrei venissero comprese, sono molto diverse: più rivolte all’interiorità e alla spiritualità.

Un messaggio per i posteri?
Seguite sempre i vostri sogni e la vostra anima… ovunque essi vi portino.

In che modo uno scrittore vive la sua vita e l’amore?
La vita dello scrittore, in realtà, non è molto diversa dalla vita di qualunque altra persona. Ci sono gli impegni di tutti i giorni, il lavoro, la famiglia… ma ci sono anche momenti in cui senti la necessità di estraniarti dal mondo, prendere un foglio bianco e riversare su di esso i tuoi pensieri. A volte basta un’immagine, una canzone, un panorama… e qualcosa scatta. L’amore è vissuto in tanti modi diversi e a volte contradditori: in certi momenti è quasi tormento, qualcosa di così profondo e meraviglioso da fare male; in altri momenti è percepito come qualcosa di puro e perfetto, da donare solo alla persona che ti completa veramente… all’altra metà del cielo.

Quali i libri e autori preferiti?
In genere leggo molto e di solito non mi concentro mai su un genere in particolare, ma spazio tra libri di carattere molto diverso. Passo tranquillamente dai romanzi di avventura ai fantasy, dai grandi classici alle inchieste del nostro tempo. Mi piacciono molto i romanzi di Wilbur Smith ma, allo stesso tempo, porto nel cuore libri dalla sensibilità molto profonda come Jane Eyre di Charlotte Bronte o Va dove ti porta il cuore di Susanna Tamaro.

Come vive la quotidianità, di cosa si occupa?
Faccio la segretaria in una scuola di pole dance, dove sono anche allieva. Penso che la pole dance sia uno strumento attraverso il quale potermi esprimere, ed è arte tanto quanto la scrittura. Entrambe hanno giocato un ruolo fondamentale nel lungo lavoro che ho fatto su me stessa negli ultimi anni. Fortunatamente, il lavoro che svolgo, mi lascia molto tempo libero che dedico a passeggiate in cerca di ispirazione, alla scrittura e alla lettura.

Progetti futuri?
Ci sono nuovi romanzi sui quali ho cominciato a lavorare, che vorrei portare a termine e chissà, magari pubblicare. E tra i miei sogni c’è la Finlandia, in cui vorrei trascorrere un lungo periodo: un Paese ricco di natura e tranquillità, dove poter meditare ed elaborare qualcosa di nuovo per i miei libri.

 

Maria Ausilia Gulino

Maria Ausilia Gulino

Teacher – Journalist